C'è un momento, leggendo La mia casa a Muzawa – Una missione umanitaria estrema di Alessio Paša, in cui ci si dimentica di essere di fronte a un romanzo. Sembra piuttosto di sfogliare il diario di due professionisti sanitari che hanno scelto di portare la propria competenza dove il sistema sanitario, semplicemente, non arriva.
La storia segue Henry Robinson, chirurgo inglese, e Agnese Bertozzi, infermiera italiana, legati da anni di missioni condivise in contesti estremi — Myanmar, Sudan, Repubblica Centrafricana, Etiopia — prima di stabilirsi a Muzawa, cittadina immaginaria nel Sud-Ovest del fittizio stato africano del Thaire.