La massiccia diffusione delle piattaforme di comunicazione digitale e dei sistemi di messaggistica istantanea ha radicalmente ridefinito i confini tra la sfera privata e quella pubblica, determinando una condizione di promiscuità digitale che espone i professionisti sanitari a severi rischi giuridici.
L'infermiere, nell'esercizio della propria attività intellettuale protetta, non agisce come un privato cittadino, ma assume una precisa posizione di garanzia e di protezione nei confronti del bene giuridico della salute e della riservatezza dei pazienti a lui affidati.