Quando durante una fleboclisi un deflussore si arresta per un qualsiasi sia il motivo, spremere il tubo del deflussore con una forbice o un qualsiasi altro oggetto quando il paziente è collegato NON SI DEVE FARE, NON E' UN AGIRE PROFESSIONALE, E' PERICOLOSO.

Immaginiamo due scene:

la prima un paziente chiama e dice infermiere mi sento un ciglio nell'occhio mi aiuta, certo, l'infermiere ci guarda bene e con decisione tira un pugno nell'occhio e dice, adesso lo sente il ciglio, c'è un poco di rossore ma in qualche giorno passa,

la seconda un paziente chiama per una fleboclisi che non va più, è ferma, l'infermiere ci guarda bene, tira fuori le forbici e facendo pressione sul tubo le fa scorrere con forza creando un aumento di pressione, il paziente ha male, ma la goccia scende.

Cosa hanno in comune le due scene e dove ha corso più rischi il paziente?

In comune le due scene hanno che si fa del male fisico al paziente, solo perchè l'infermiere non vuole perdere pochi minuti per andare a prendere il materiale più appropriato.

Il paziente corre più rischi da un azione sbagliata nel gestire una fleboclisi che da un pugno in un occhio.

deflussore forbici

PERCHE' E' UN'AZIONE PERICOLOSA LO SQUEEZE DEL DEL DEFLUSSORE?

Squeeze sta ovviamente per spremere ed in questo caso mi riferisco alla spremitura con forza del deflussore usando forbici o altri strumenti che vengono fatti scorrere velocemente sul tubo del deflussore per mandare avanti il fluido e fare pressione verso la vena, come gia detto è pericoloso ed inutile.

L'infermiere che si appresta a montare una flebo in un agocannula già inserita deve ispezionare delicatamente la vena prima di iniziare, se la vena è dura, dolente, infiammata si rimuove e si posiziona un'altra agocannula.

L'infermiere che prima monta la flebo e poi vediamo come va già non agisce in modo corretto, però se la flebo non scende, si controlla l'agocannula e se è dura, dolente, arrossata ecc. si rimuove e si posiziona un altra agocannula, se non ci sono sintomi/problemi, si prende una siringa e si verifica la pervietà ASPIRANDO.

NON SI FA LA SPREMITURA DEL DEFLUSSORE se la fleboclisi non parte o si interrompe fra un cambio e l'altro, le ragioni sono diverse, ne metto alcune su di un disegno per cercare di fare chiarezza.

 

squeeze fleboclisi

Al punto 1

La situazione più semplice è l'ispessimento delle pareti della vena, al tatto si manifesta come una durezza di pochi cm fino all'apice dell'agocannula, di solito la causa è determinata dal fatto che la cannula può scorrere e muoversi quindi la posizione in primis, piega del gomito, polso, dorso della mano, ma ancora non è calda o infiammata.

Fare lo squueze è doloroso per il paziente ed è inutile dato che aumenta la flogosi e da li a breve l'ispessimento chiuderà definitivamente la vena.

Al punto 2

Se la vena è anche infiammata è molto più dolente, il rossore e il gonfiore vanno oltre i 3 cm di lunghezza della cannula è attivo un processo infiammatorio che può essere chimico/fisico o infettivo.

Fare lo squeeze è doloroso come da punto 1, ma adesso è anche pericoloso non sappiamo se la flebite è batterica o chimica e possiamo mandare in circolo microrganismi patogeni, il fatto che non si noti una situazione causa/effetto può essere perchè il paziente è già ricoverato per una febbre, fa anitiotici, corticosteroidi o altro, non giustifica l'agire.

Al punto 3

Si possono osservare diverse situazioni, se la vena ha un rigurgito o è sporca nel punto di ingresso dell'ago cannula può essere fisiologico se è in una piega, altrimenti è necessario valutare la vena che non sia ispessita o infiammata ecc.. Se il rigurgito è materiale siero/ematico e all'ispezione la vena è flogistica anche nel punto di ingresso dell'ago cannula, fare lo squeeze è pericolosissimo dato che la cannula è quasi sicuramente infiammata per un processo infettivo.

Al punto 4

La presenza di materiale all'interno della cannula ne impedisce il flusso, la dimensione può essere minima e quindi difficilmente visibile, oppure può essere palesemente ostruito da sangue ed avere coaguli lunghi anche 10 cm (a seconda del reflusso e del presidio), ostruito da aggregati di farmaci, durante il cambio della flebo con il farmaco precedente si possono avere precipitati (caso raro), oppure ci può essere dell'aria (20cm di aria nel deflussore impediscono la discesa del liquido). 

In sintesi, fare lo squeeze di ampi tratti del tubo con forbici vuol dire mandare in circolo robaccia.

 

Vedere infermieri che fanno la spremitura del deflussore è un evento raro, per due motivi primo non andiamo dietro al collega che risponde a un campanello e secondo si da per scontato che tecniche assodate da anni vengano applicate sapendo il perchè si agisce e sapere il perchè si fa una cosa è importante per bloccare i comportamenti copia incolla pericolosi.

Quando lo si può notare?

E' la classica tecnica copia incolla o che si impara dai più "vecchi" che il processo di analisi dell'EBN dovrebbe stroncare, ma è raro vedere un collega che la fa perchè di solito si va da soli in camera a gestire un infusione, ma quando si passa dall'altra parte come è capitato ad una mia carissima collega che ha vissuto qualche giorno da paziente e lo si prova di persona resta solo il ricordo del dolore inutile subito.

 

 

Il discorso potrebbe trovare delle resistenze, non so se i colleghi esperti in EBN riscono a fare una ricerca per contrastare questa brutta abitudine nata dal passaparola. Per approfondimento cerco di scrivere due articoli per riflettere in modo approfondito sul tema.

PS:

Un chiarimento sul titolo, il termine, tecnica"bastarda" leggasi come sinonimo di "tecnica illegittima" non degna della nostra professionalità.

 

 

 

 

 

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