Sbagliare una vena può creare un disagio importante nel nostro assistito e inoltre richiede di ripetere la procedura e quindi un'interruzione dell'attività con ripetizione di tutta la procedura.
I progressi tecnologici portano ad un cambiamento radicale degli strumenti che ci troviamo ad utilizzare, negli anno 90 l'infermiere si chiedeva se doveva posizionare l'ago cannula, oggi se deve utilizzare l'ecografo o come allestire un robot chirurgico da milioni di euro.
Presentare i cambiamenti che la tecnologia ci impone ci consente di capirli e forse governarli al meglio.
La gestione delle agocannule o cvp deve essere pianificata e inserita all'interno di procedure aziendali soggette a verifica sulla base di risultati concreti.
La questione se utilizzare la fisiologica o la soluzione eparinata è un dibattito che gli infermieri hanno aperto da quando è iniziata la gestione infermieristica di cvp e CVC. Tutti abbiamo le nostre risposte e non le discuto ma vorrei aggiungere solo delle domande....
L'ago cannula Nexiva ha la presa simile ad un butterfly ma l'ultima evoluzione ha in sè tutti i principi di sicurezza di un ago cannula evoluta, unendo la praticità nel posizionamento e il confort per il paziente.
Le ago cannule sono posizionate dagli infermieri da almeno 30 anni ed hanno reso più sicura la terapia infusionale ma assieme ad essa hanno aperto la strada a nuove necessità.
I video realizzati a scopo didatico dal corso di infermieristica dell'ospedale Miulli di Acquavivia delle Fonti e mostrano i passaggi sapienti delle tecniche infermieristiche effettuate su manichino.
Le condizioni di simulazione sono una ricostruzione non sono presenti casi veri, ma i video danno molto bene l'idea del da farsi.
Il catetere vescicale è un tubo di materiale biocompatibile che ha la punta in vescica per consentire il deflusso e il passaggio di soluzioni come l'urina, il sangue o i farmaci; i cateteri sono di diverse forme e dimensioni. Il più utilizzato è il catetere con la punta foley che presento nelle foto qui sotto.
Il modello fotografato è un classico catetere vescicale in lattice ricoperto di silicone.
La ginnastica vescicale nel paziente portatore di catetere vescicale non si deve fare, ma qual'è il motivo?
Lo dicono le linee guida, ma davanti ad una prescrizione del medico, non riuscendo a motivare il rifiuto in modo scientifico, si cede e si fa lo stesso. L'infermiere che cerca una motivazione con un "lo dicono le linee guida" senza sapere perchè è come quando il collega dice "si fa così è basta". Eppure le ragioni sono molto semplici e possono evitare complicanze gravi.
Il paziente rientra dalla sala operatoria, l'infermiere lo accoglie ed i familiari in attesa da ore chiedono all'infermiere: come è andata?
L'aspetto del paziente al rientro dalla sala non è qualcosa a cui sono abituati, il loro familiare è appena stato operato, è addormentato, ha una o più flebo e dal suo corpo escono dei tubi, nel suo letto sono collegati dei contenitori con dei liquidi all'interno.
I connettori a pressione chiamati needle free connector (NFC) o tappini a pressione hanno avuto un'ampia diffusione in Italia a partire dal 2002 grazie al documento dal titolo "linee guida ..." a cura del CDC di Atlanta.
L'evoluzione tecnologica ci ha fatto credere che i connettori utilizzati nei raccordi (hub) dovevano portare ad una riduzione di inconvenienti legati alla terapia infusionale. Invece le pubblicazioni sulle infezioni vascolari sono aumentate e il termine CRBSI è diventato sempre più frequente nelle pubblicazioni internazionali.
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