La rassegna infermieristica nel maggio 2026 è veramente interessante ed affronta temi nazionali e internazionali grazie alla ricorrenza del 12 maggio.
La sintesi spazia dal contesto italiano a quello europeo rivelando scelte che arrivano fino alla chiusura dei reparti se il carico di lavoro supera certi limiti. Si in Europa qualcuno si sta accorgendo che insistere in contesti che non hanno infermieri oltre ad un rischio per gli assistiti si può solo creare una spirale che porta al declino delle aspettative lavorative.
Buona lettura.
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Il paradosso infermieristico tra riconoscimento istituzionale e realtà operativa
Il mese di maggio 2026 ha rappresentato un momento di straordinaria densità e di profonda polarizzazione per il comparto infermieristico in Italia, mettendo a nudo un paradosso sistemico non più ignorabile.1 Da un lato, le celebrazioni solenni della Giornata Internazionale dell'Infermiere alla presenza del Capo dello Stato hanno sancito la definitiva consacrazione intellettuale, scientifica e costituzionale della professione.3
Dall'altro, i tavoli negoziali per il rinnovo contrattuale 4, i dati economici comparativi dell'area OCSE 2 e la persistente crisi degli organici hanno evidenziato una frattura tra il valore accademico-formale della disciplina e le critiche condizioni materiali in cui si trovano a operare i professionisti sul territorio.7
Questo contrasto evidenzia una sfasatura profonda: mentre la legislazione e la formazione accademica spingono verso livelli crescenti di competenza e di autonomia clinica 9, la prassi organizzativa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) continua a mostrare forti resistenze culturali ed economiche.2 Il mese di maggio 2026 è diventato così il catalizzatore di un dibattito multidimensionale che ridefinisce non solo i contorni della contrattazione pubblica 4, ma anche i modelli assistenziali di riferimento per la tutela della salute pubblica nazionale.8
La consacrazione istituzionale del 12 maggio: evoluzione scientifica e autonomia professionale
La ricorrenza del 12 maggio 2026, anniversario della nascita di Florence Nightingale (1820-1910), pioniera dell'assistenza infermieristica moderna durante la Guerra di Crimea e tuttora simbolo globale di rigore scientifico e dedizione professionale, è andata oltre la mera celebrazione formale.13 Sotto lo slogan ufficiale definito dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), “Nati per prendersi cura, formati per ECCELLERE” 10, la ricorrenza ha assunto un significato politico di portata storica.10 Il convegno nazionale "Un secolo di sapere infermieristico", tenutosi a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha celebrato contemporaneamente il trentennale dell'istituzione dei percorsi universitari di base e il ventennale dei primi dottorati di ricerca in scienze infermieristiche, riallacciando idealmente la professione alle sue radici legislative risalenti al Regio Decreto del 1925.3
Nel corso del convegno, moderato dal docente universitario Francesco Giorgino, il Giudice della Corte Costituzionale Francesco Saverio Marini ha illustrato il fondamento costituzionale del sapere infermieristico, legittimando l'attività assistenziale come pilastro autonomo e irrinunciabile del diritto alla salute.3 La tavola rotonda ha visto un confronto diretto tra la Ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il Ministro della Salute Orazio Schillaci, affiancati da figure chiave del mondo accademico e scientifico come Laura Ramaciotti (Presidente CRUI e Rettrice dell'Università di Ferrara), Rosaria Alvaro (Prorettrice dell'Università di Roma Tor Vergata), Alvisa Palese (Presidente della Conferenza permanente dei corsi di laurea delle professioni sanitarie), Maria Grazia De Marinis (componente del Consiglio Superiore di Sanità), Giuseppe Remuzzi (Direttore dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri) ed Edoardo Manzoni (Presidente dell'Associazione “Marisa Cantarelli”).3 Il focus della discussione si è concentrato sulle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico-specialistico, considerate lo strumento cardine per superare un modello organizzativo rigidamente medico-centrico e implementare percorsi di cura strutturati sui reali bisogni dei cittadini.9
Questo sforzo di affrancamento scientifico ha trovato una sponda normativa significativa il 22 maggio 2026, data del riconoscimento per legge della figura dell'infermiere di ricerca clinica, un passaggio fondamentale per formalizzare le competenze metodologiche e di sperimentazione all'interno dei percorsi di cura.7
Tale evoluzione si inserisce in un contesto teorico e metodologico in cui la disciplina cerca risposte alla propria crisi identitaria anche attraverso il recupero dei modelli di Martha Alligood, ampiamente discussi nel corso del mese.7 Inoltre, il dibattito sulla sicurezza lavorativa ha incluso l'analisi delle condizioni di stress lavoro-correlato in sala operatoria, confermando la necessità di ripensare il benessere organizzativo nei contesti a elevata complessità.7
A livello territoriale, gli Ordini provinciali hanno declinato la Giornata Internazionale attraverso iniziative volte a saldare il legame tra la professione e la collettività:
- L'OPI di Roma ha richiamato l'importanza del ruolo infermieristico ai sensi della Legge 3/2018 (Articolo 4), sottolineando come la diagnosi infermieristica rappresenti lo strumento elettivo per una presa in carico globale e sicura.9
- L'IRCCS San Matteo di Pavia ha ospitato una giornata di studio dedicata alle competenze specialistiche, ai modelli assistenziali integrati e all'innovazione nei percorsi terapeutici.14
- L'IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, per voce del Direttore delle Professioni Sanitarie Marco Tempesta, ha evidenziato come la qualità dell'assistenza risieda intrinsecamente nella qualità della relazione di cura, intesa come tempo di cura effettivo.15
- L'OPI dell'Aquila ha promosso l'evento "Salute in scena: arte, cura e comunità", unendo linguaggi culturali e istituzionali per avvicinare la cittadinanza alla realtà professionale.16
- Gli Ordini di Parma e Pesaro Urbino hanno promosso eventi aperti per scardinare gli stereotipi diffusi, evidenziando il rigore scientifico e metodologico dell'agire assistenziale autonomo.13
- L'OPI di Rieti ha organizzato un corso di formazione sulla lettura ed interpretazione dell'elettrocardiogramma di base tenuto da Amir Kol, ribadendo che la formazione continua è il motore essenziale per agire le nuove competenze cliniche.18
- L'Università degli Studi di Palermo, coinvolgendo le sedi di Agrigento, Trapani e Caltanissetta dal 6 al 15 maggio, ha istituito la "Settimana dell'Infermiere", erogando crediti formativi universitari per valorizzare il futuro della professione fin dalle prime fasi del percorso accademico.19
Tuttavia, i risultati della survey nazionale promossa da Nurse24 dipingono un quadro caratterizzato da un forte pragmatismo dei professionisti di fronte alle riforme accademiche.7 Il 44,8% degli intervistati considera utili le lauree magistrali specialistiche solo in presenza di ricadute reali sul ruolo clinico e sulla progressione di carriera, mentre il 28% teme che l'introduzione di tali titoli si risolva in un mero formalismo burocratico privo di un impatto tangibile nei servizi assistenziali.7 Solo una percentuale minoritaria (12,4%) intravede in questa riforma una svolta incondizionata, confermando lo scetticismo di una categoria stanca di riforme ordina-titoli non seguite da adeguamenti contrattuali.7
Le trattative per il rinnovo del CCNL sanità 2025-2027: dinamiche economiche e rivendicazioni
Nel corso di maggio 2026, le trattative condotte presso l'ARAN per il rinnovo del CCNL del comparto Sanità Pubblica (triennio 2025-2027) hanno subito una decisa accelerazione, con l'obiettivo di giungere alla firma dell'ipotesi contrattuale entro il mese di luglio.20 Il quadro economico illustrato dall'ARAN prevede uno stanziamento complessivo progressivo che mette a disposizione 512,35 milioni di euro per il 2025 (pari a un incremento dell'1,8%), 1.024,71 milioni di euro per il 2026 (pari al 3,6%) e 1.537,06 milioni di euro a regime a partire dal 1° gennaio 2027 (pari al 5,4%).4
Per la platea di oltre 590.000 lavoratori del comparto, l'incremento medio mensile lordo calcolato su tredici mensilità si attesta a 48 euro dal 1° gennaio 2025, 97 euro dal 1° gennaio 2026 e 145 euro a regime dal 1° gennaio 2027, con un monte arretrati stimato mediamente in circa 1.200 euro lordi.4 La scelta della parte pubblica è orientata a convogliare risorse aggiuntive sulle professioni esposte a un maggior carico di stress e pressione organizzativa, elevando l'aumento potenziale per alcune categorie fino a superare i 209 euro mensili medi.4
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Risorsa Economica / Stanziamento Contrattuale |
Decorrenza di Riferimento |
Valore Finanziario Complessivo |
Impatto Mensile Lordo / Dettagli Applicativi |
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Fondo Ordinario CCNL Comparto |
Progressivo 2025-2027 |
1,537 miliardi € a regime (2027) |
Incremento base progressivo di +48 € (2025), +97 € (2026), +145 € (2027).4 |
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Arretrati Contrattuali Medi |
Alla sottoscrizione definitiva |
Circa 709 milioni € totali |
Circa 1.200 € medi pro capite, al netto della vacanza contrattuale erogata.4 |
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Indennità Specificità Infermieristica |
Dal 1° gennaio 2026 |
445 - 480 milioni € annui |
Risorsa vincolata dalla Legge di Bilancio per incrementare la voce specifica degli infermieri.4 |
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Fondo Tutela del Malato |
Dal 1° gennaio 2026 |
193 milioni € annui |
Destinato al personale del comparto impegnato nelle attività dirette di assistenza.4 |
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Fondo Pronto Soccorso |
Dal 1° gennaio 2026 |
35 milioni € annui |
Incremento delle risorse dedicate all'indennità per il personale della medicina d'urgenza.4 |
Il contesto macroeconomico entro cui si inserisce questo negoziato rende il tema salariale cruciale per la tenuta del SSN.4 L'Istat ha certificato per il 2025 una crescita media dei...source al 2,8%, con un'inflazione acquisita per l'anno pari al 2,4%.4 Gli incrementi proposti hanno quindi la duplice e difficile funzione di recuperare il potere d'acquisto perduto a causa della spinta inflazionistica e di arginare la fuga del personale pubblico verso l'estero o verso strutture private, fenomeni alimentati da un diffuso disagio retributivo.4
Durante la quarta seduta negoziale, tenutasi il 26 maggio 2026, l'ARAN ha accolto due storiche richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali 5:
- L'innalzamento dal 12% al 20% della percentuale massima di incarichi funzionali conferibili al personale inquadrato nelle aree degli Assistenti e degli Operatori.5
- L'incremento dal 20% al 50% del valore economico dell'incarico di sostituzione riconosciuto al dipendente che si trovi a rimpiazzare temporaneamente il titolare di un incarico di funzione organizzativa.5
Ciò nonostante, le distanze tra le parti rimangono ampie su numerosi istituti normativi e accessori.23 La UIL FPL ha presentato una piattaforma di richieste stringenti, tra cui spiccano il riconoscimento del 100% del valore economico dell'incarico in caso di sostituzioni che si protraggano oltre i sei mesi, la riduzione da tre a due anni del periodo minimo di permanenza nel profilo per poter accedere ai Differenziali Economici di Professionalità (DEP), l'istituzione di un'area contrattuale unica per il personale operante negli IRCCS, negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) e nella Ricerca, e l'introduzione di figure specialistiche emergenti quali il Disability Manager e l'Autista Soccorritore.5 Al contempo, Andrea Bottega, segretario nazionale del NurSind, ha sollevato forti perplessità contro un approccio standardizzato che ricalchi pedissequamente i modelli della pubblica amministrazione non sanitaria, sottolineando la necessità di valorizzare la specificità del rischio e della turnistica del personale ospedaliero.22
Sul fronte dei medici e della dirigenza sanitaria (il cui tavolo negoziale per l'Area Sanità si è riunito il 28 maggio 2026), le sigle sindacali guidate dalla FP CGIL hanno richiesto l'obbligatorietà del confronto a livello regionale, l'introduzione del Piano triennale dei fabbisogni come materia di contrattazione aziendale e l'esonero dai turni di guardia e reperibilità notturna per il personale over 62, unitamente all'adozione di misure concrete di gender mainstreaming per promuovere l'equità di genere nelle organizzazioni sanitarie.24 Le prossime plenarie, convocate per i mesi di giugno e luglio 2026, dovranno sciogliere i nodi legati alla capienza reale dei fondi aziendali, dinanzi a dichiarazioni sindacali (Fials, Cgil) che continuano a giudicare le risorse complessivamente insufficienti a colmare le criticità strutturali del comparto.23
La crisi organica tra modelli speculativi, accordi esteri e il ruolo dei liberi professionisti
La carenza strutturale di personale infermieristico all'interno delle aziende sanitarie pubbliche si configura ormai come un'emergenza fissa e cronicizzata.1 Di fronte alle difficoltà di garantire la continuità assistenziale, le direzioni generali hanno risposto ricorrendo a soluzioni frammentarie e ad alto costo erariale 12:
- L'ingaggio di infermieri "gettonisti": professionisti reclutati tramite cooperative private o agenzie interinali per coprire i turni scoperti nei reparti di emergenza e degenza.12 Questo fenomeno ha registrato un trend di crescita esponenziale, con una spesa effettiva nel 2024 pari a 8,7 milioni di euro e una proiezione di spesa previsionale in aumento del 48,7%.12 La distribuzione geografica dei gettonisti mostra gravi asimmetrie territoriali, concentrandosi per il 25% in Piemonte, per il 22,95% in Lombardia e, a seguire, in Toscana e Sardegna.12
- L'arruolamento di personale infermieristico dall'estero: culminato in accordi bilaterali complessi, tra cui l'intesa siglata con il governo dell'India per favorire il reclutamento accelerato e il riconoscimento dei titoli abilitanti.12 Tale canale, pur difeso dal Ministro Schillaci come necessario nel breve termine, viene fortemente contestato dalle rappresentanze di categoria, che ne evidenziano l'elevato costo diplomatico-finanziario e l'inutilità ai fini di una risoluzione strutturale del problema nazionale.12
In questo contesto di emergenza permanente, l'ENPAPI, per bocca del suo presidente Luigi Baldini, ha presentato il 28 maggio 2026 presso la Camera dei Deputati la proposta strategica "Infermieri libero-professionisti: una risorsa strutturale per il SSN".12
L'obiettivo cardine della proposta consiste nel ricondurre nel perimetro pubblico, attraverso canali contrattuali stabili, circa 30.000 infermieri liberi professionisti con partita IVA regolarmente attivi sul territorio italiano.12 Tali professionisti rappresentano una risorsa già formata, abilitata e inserita nel tessuto sociale, ma sistematicamente esclusa dalle politiche programmatorie nazionali.11
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Indicatore Gestionale e Previdenziale |
Consistenza Rilevata (Maggio 2026) |
Trend di Riferimento e Impatto Organizzativo |
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Infermieri Liberi Professionisti (P.IVA) |
Circa 30.000 unità attive sul territorio 12 |
Proposti come risorsa strutturale per sostituire i canali speculativi delle cooperative.12 |
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Spesa Storica Gettonisti (2024) |
8,7 milioni € (Consuntivo nazionale) 12 |
Crescita esponenziale dal 2019 con un incremento previsionale stimato del +48,7%.12 |
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Polo Principale Gettonisti (Nord) |
Piemonte (25%), Lombardia (22,95%) 12 |
Evidenzia il forte sbilanciamento organizzativo e finanziario dei sistemi sanitari del Nord.12 |
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Operatività Nuove Strutture PNRR |
3,8% delle strutture complessive previste 2 |
Certificato dalla Corte dei Conti il 28 aprile 2026; evidenzia il fallimento programmatorio territoriale.2 |
La proposta dell'ENPAPI ha registrato un'accoglienza favorevole trasversale a livello parlamentare.11 Il vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Luciano Ciocchetti (Fratelli d'Italia), ha sottolineato la necessità di regolamentare in modo chiaro l'apporto dei liberi professionisti per integrare stabilmente la loro attività all'interno dei turni ospedalieri pubblici, mutuando il collaudato modello contrattuale dei medici "sumaisti" (specialisti ambulatoriali interni operanti in regime di convenzione).11 Sulla stessa linea si è espressa la deputata Rosanna Filippin (Partito Democratico), concordando sul fatto che la carenza italiana non risieda nel numero assoluto dei professionisti laureati, bensì nell'insufficienza delle risorse destinate alla loro retribuzione e nel persistere di un modello rigido che impedisce una reale valorizzazione delle carriere autonome.11
A esasperare gli animi della categoria concorre una pesante incongruenza normativa denunciata da Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up: mentre il governo si accinge a concedere la facoltà di esercitare la libera professione intramoenia ed extramoenia ai medici e psicologi militari, gli infermieri, le ostetriche e le altre professioni sanitarie ex Legge 43/2006 continuano a rimanere "fantasmi" vincolati da un rigido ed esclusivo rapporto di dipendenza pubblica, con il divieto assoluto di svolgere attività autonoma al di fuori dell'orario di servizio.26 Questa disparità di trattamento ostacola la mobilità interna e disincentiva ulteriormente l'accesso alla professione pubblica.2
Standard di sicurezza clinica e sostenibilità economica: il divario tra Italia ed Europa
Il dibattito sulla sostenibilità del SSN ha trovato un importante riscontro scientifico-statistico nel dossier comparativo pubblicato a fine maggio 2026 da Nursing Up, basato sull'incrocio dei dati epidemiologici e di programmazione provenienti dall'indagine della Commissione Europea MeND Survey (OMS) e dal monitoraggio italiano Studio BENE 2025/2026.8 I risultati documentano uno scarto drammatico tra l'Italia e i principali partner europei in materia di sicurezza clinica e condizioni di lavoro.2
La letteratura scientifica internazionale (in primis lo studio multicentrico RN4CAST) definisce come limite invalicabile di sicurezza assistenziale all'interno dei reparti di degenza a media intensità il rapporto di 1 infermiere ogni 6 pazienti.8 Il superamento di questo limite comporta un incremento lineare e misurabile del rischio clinico, determinando un aumento della mortalità a trenta giorni del 7% per ogni singolo paziente aggiuntivo assegnato al professionista in turno.8
I dati ufficiali certificano che l'Italia presenta una media strutturale costante di 1 infermiere ogni 8,1 pazienti.8 Tuttavia, l'analisi disaggregata rileva picchi critici in cui il rapporto sale a 1 a 12 o persino a 1 a 15 durante i turni notturni e all'interno delle aziende sanitarie del Mezzogiorno.8 Questa condizione di sovraccarico cronico si riflette direttamente sulla frequenza di eventi avversi occulti come le infezioni correlate all'assistenza, gli errori nella preparazione e somministrazione dei farmaci e le cadute dei pazienti, generando un elevato tasso di missed care (prestazioni assistenziali essenziali pianificate ma non erogate per mancanza fisica di tempo).8
Il confronto europeo mette in luce soluzioni strutturali radicalmente diverse:
- Germania: Ha codificato per legge tetti massimi invalicabili al carico di lavoro del personale di assistenza (Pflegepersonaluntergrenzen), imponendo la sospensione cautelativa dei ricoveri ospedalieri in caso di mancato rispetto dei coefficienti di presenza in turno.8
- Belgio e Olanda: Hanno introdotto la figura del Chief Nursing Officer (CNO) con diritto di voto all'interno dei consigli di amministrazione degli ospedali, consentendo una rimodulazione tempestiva dei flussi di ricovero in relazione all'effettivo tasso di copertura del personale assistenziale in servizio.8
- Spagna e Regno Unito: Riconoscono agli infermieri una consolidata autonomia in materia di prescrizione clinica di presidi e farmaci di uso comune, azzerando i passaggi burocratici intermedi e incrementando il tempo effettivo da dedicare all'assistenza diretta della persona.8
- Irlanda e Romania: Hanno adottato politiche di valorizzazione economica mirate, implementando rispettivamente il modello Safe Staffing per la determinazione scientifica degli organici e piani di investimento salariale anti-emigrazione che hanno azzerato la fuga di competenze all'estero.2
I dati salariali certificati dall'ultimo rapporto OECD Health at a Glance mostrano una penalizzazione economica per i professionisti italiani.2 La retribuzione media annua calcolata a parità di potere d'acquisto (PPP) si attesta in Italia su circa 48.000 dollari, evidenziando una differenza negativa di 13.000 dollari rispetto alla media dei paesi dell'area OCSE, pari a 61.000 dollari.2
Questo differenziale colloca gli infermieri italiani tra i lavoratori qualificati meno pagati d'Europa, sancendo il sorpasso storico da parte di paesi dell'Est europeo quali Polonia, Repubblica Ceca e Lituania.2 In questi ultimi stati, grazie a riforme organiche incentrate sulla valorizzazione del personale sanitario, si registrano incrementi salariali reali costanti compresi tra il 9% e l'11% annuo, portando la retribuzione degli infermieri a superare del 50% lo stipendio medio nazionale dei rispettivi paesi.2
I riflessi di questo squilibrio strutturale emergono chiaramente dalla survey di Nurse24, in cui il 67,4% degli infermieri dichiara di sentirsi poco o per nulla valorizzato all'interno della propria organizzazione sanitaria.7 L'86,2% individua nella retribuzione la priorità strategica assoluta della professione, mentre il 97,6% giudica il proprio trattamento economico inadeguato o totalmente disallineato rispetto all'elevato livello di responsabilità clinico-assistenziale, civile e penale assunto quotidianamente nei reparti.7
La gestione dei carichi di lavoro e la riorganizzazione dei servizi sono segnalate come priorità dal 46,7% dei rispondenti, mentre il 39,9% evidenzia come emergenza assoluta il contrasto al burnout e la tutela del benessere personale.7 In questo scenario di crisi identitaria e organizzativa, il 39,8% guarda alla nuova figura dell'Assistente Infermiere con cauto ottimismo, ponendo come condizione essenziale una netta demarcazione dei profili di competenza, mentre il 24,1% teme che la sua introduzione possa ingenerare confusione nei ruoli assistenziali e un surrettizio svilimento della qualità delle cure al letto del paziente.7
A livello globale, lo stato dell'arte e le prospettive evolutive della disciplina trovano espressione nei preparativi per la decima edizione della Nursing World Conference (NWC 2026), in programma a Boston in formato ibrido sul tema "Nursing Leadership for a Changing World".27 Mentre il dibattito internazionale affronta temi legati alla clinica avanzata, all'integrazione tecnologica e all'evoluzione delle carriere di ricerca 27, l'infermieristica italiana si trova ancora costretta a lottare per la definizione di tutele minime e per il superamento di barriere amministrative ed economiche che rischiano di compromettere la tenuta stessa del sistema di tutela della salute pubblica.2
Conclusioni
L'esame sistematico degli argomenti trattati nel mese di maggio 2026 evidenzia come la professione infermieristica in Italia sia giunta a un bivio decisivo, in cui la celebrazione dei progressi accademici e scientifici collide con la realtà delle corsie.3 L'evoluzione verso competenze cliniche avanzate e le nuove lauree magistrali rischiano di rimanere riforme incompiute se non accompagnate da un deciso allineamento retributivo ai parametri medi dell'area OCSE.2
La scarsa operatività delle strutture della sanità territoriale previste dal PNRR — pari ad appena il 3,8% delle case e degli ospedali di comunità previsti, secondo i rilievi della Corte dei Conti — aggrava la congestione dei pronto soccorso e dei reparti ospedalieri, riversando sul personale infermieristico una pressione non più sostenibile sotto il profilo della sicurezza clinica e della salute organizzativa.2
Il superamento di questa crisi richiede l'abbandono delle politiche di emergenza per attuare interventi di sistema coordinati:
- La revisione dei modelli organizzativi basati su un calcolo scientifico e vincolante degli organici in base alla complessità clinica dei pazienti, introducendo tetti di garanzia sul modello tedesco.8
- Lo sblocco definitivo e generalizzato del vincolo di esclusività per il personale dipendente, superando le disparità di trattamento rispetto ad altri settori pubblici e consentendo la libera professione extramoenia.26
- L'integrazione stabile e concordata della risorsa rappresentata dai 30.000 infermieri liberi professionisti attivi sul territorio attraverso convenzioni pubbliche chiare ed eque, superando il ricorso ai gettonisti e riducendo la dipendenza da complessi accordi esteri.11
- L'effettivo riconoscimento e la valorizzazione contrattuale delle nuove carriere cliniche e di ricerca, legando gli avanzamenti formativi a effettivi profili di autonomia assistenziale e prescrittiva allineati ai migliori standard europei.7
Senza un'inversione di rotta sul piano retributivo e organizzativo, il SSN continuerà a subire un progressivo impoverimento di competenze professionali, a scapito della qualità, della sicurezza e dell'equità nell'accesso alle cure per i cittadini.2
Bibliografia
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- Report della trattativa per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2025 ..., https://www.uilfpl.it/report-della-trattativa-per-il-rinnovo-del-ccnl-sanita-pubblica-2025-2027/
- Sanità, infermieri italiani tra i più poveri dell'area OCSE. Nursing Up: i modelli europei mettono in evidenza le incongruenze dell'Italia - Il Diario del Lavoro, https://www.ildiariodellavoro.it/sanita-infermieri-italiani-tra-i-piu-poveri-dellarea-ocse-nursing-up-i-modelli-europei-mettono-in-evidenza-le-incongruenze-dellitalia/
- Infermieri, la survey Nurse24: stipendi, carichi e riconoscimento tra ..., https://www.nurse24.it/infermiere/professione/infermieri-survey-nurse24-stipendi-carichi-riconoscimento-priorita.html
- DOSSIER NURSING UP: CONFRONTO ITALIA-EUROPA, DATI ..., https://agensalute.it/2026/05/29/dossier-nursing-up-confronto-italia-europa-dati-internazionali-shock-sulla-sicurezza-clinica/
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- 12 MAGGIO 2026 Giornata Internazionale dell'Infermiere - OPI, https://www.opioristano.it/eventi/12-maggio-2026-giornata-internazionale-dellinfermiere/
- Riforma Servizio sanitario, nodo su 30mila infermieri liberi professionisti. Enpapi: "Basta gettonisti" - Quotidiano Nazionale, https://www.quotidiano.net/economia/riforma-servizio-sanitario-nodo-su-30mila-infermieri-liberi-professionisti-enpapi-basta-gettonisti-0838abe4
- Basta gettonisti, il SSN utilizzi i 30mila infermieri in libera professione. La proposta ENPAPI, https://www.infermieristicamente.it/articolo/20794/basta-gettonisti,-il-ssn-utilizzi-i-30mila-infermieri-in-libera-professione-la-proposta-enpapi
- Giornata Internazionale dell'Infermiere 2026 – Un momento per conoscere, riconoscere e partecipare | OPI Parma, https://opiparma.it/giornata-internazionale-dellinfermiere-2026-un-momento-per-conoscere-riconoscere-e-partecipare/
- 12 MAGGIO 2026 - GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI INFERMIERI: AL POLICLINICO UNA GIORNATA DEDICATA A COMPETENZE, INNOVAZIONE E RELAZIONE DI CURA, https://www.sanmatteo.org/news/12-maggio-2026-giornata-internazionale-infermieri-al-policlinico-una-giornata-dedicata-competenze-innovazione-e-relazione-cura
- 2026, 12 maggio: Giornata internazionale dell'infermiere - Burlo Garofolo, https://www.burlo.trieste.it/content/2026-12-maggio-giornata-internazionale-dellinfermiere
- Eventi | Ordine Professioni Infermieristiche, https://opiaq.it/category/news/eventi-online/
- 12 maggio 2026 Giornata Internazionale dell'Infermiere - OPI Pesaro e Urbino, https://www.opipesarourbino.it/news/12-maggio-2026-giornata-internazionale-dellinfermiere.html
- Giornata Internazionale dell'Infermiere 2026 - OPI Rieti, https://www.opirieti.it/giornata-internazionale-dellinfermiere-2026/
- Settimana dell'infermiere 2026: Nati per prendersi cura, Formati per eccellere! - Inaugurazione - riconoscimento CFU | Università degli Studi di Palermo - Unipa, https://www.unipa.it/dipartimenti/promise/Settimana-dellinfermiere-2026-Nati-per-prendersi-cura-Formati-per-eccellere---Inaugurazione---riconoscimento-CFU-00004/
- Rinnovo contratto Sanità, aumenti di stipendio fino a 209 euro al mese - Sky TG24, https://tg24.sky.it/economia/2026/05/07/rinnovo-contratto-sanita-aumenti-stipendio
- CCNL Sanità 2025-2027, aumenti fino a 209 euro - PMI.it, https://www.pmi.it/economia/lavoro/493439/ccnl-sanita-2025-2027-aumenti-fino-a-209-euro-e-arretrati-da-1-200-euro.html
- Contratto sanità: fino a 209€ in più al mese, ecco tutti i numeri, https://www.infermieristicamente.it/articolo/20663/contratto-sanita:-fino-a-209%E2%82%AC-in-piu-al-mese,-ecco-tutti-i-numeri
- Comparto Sanità. Aran: con nuovo contratto aumenti fino a 209 euro al mese, https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/comparto-sanita-aran-con-nuovo-contratto-aumenti-fino-a-209-euro-al-mese/
- Contratti: Medici e Dirigenti SSN, terzo incontro ARAN per rinnovo CCNL 2025/2027 Area Sanità, https://www.fpcgil.it/2026/05/28/contratti-terzo-incontro-aran-per-rinnovo-ccnl-2025-2027-area-sanita/
- Infermieri indiani in Italia, accordo per accelerare assunzioni e riconoscimento dei titoli, https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/infermieri-indiani-italia-accordo-per-accelerare-assunzioni-riconoscimento-titoli.html
- NURSING UP: "IN ARRIVO LIBERA PROFESSIONE ANCHE PER MEDICI E PSICOLOGI MILITARI. INFERMIERI, OSTETRICHE E ALTRI PROFESSIONISTI RESTANO INVECE FANTASMI!" | AgenSalute, https://agensalute.it/2026/03/16/nursing-up-in-arrivo-libera-professione-anche-per-medici-e-psicologi-militari-infermieri-ostetriche-e-altri-professionisti-restano-invece-fantasmi/
- Nursing World Conference 2026 | Nursing Conferences 2026 | NWC 2026, https://nursingworldconference.com/
