Prelievo venoso

Prelievo venoso

Il prelievo venoso ci consente di avere un campione di sangue per le analisi, è sempre una fase delicata e di precisione sia nell'atto sul paziente, sia nella gestione del campione, anche se i processi di sicurezza si sono automatizzati con la tecnologia l'attenzione deve esserci sempre.

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  • L'accesso venoso è solitamente reperito o con un agocannula, la stessa può essere direttamente collegata ad un tappino a pressione o ad una prolunga a tre vie.

    Ogni cosa che si fa per il bane del paziente ha degli effetti positivi e degli effetti negativi, nel caso del posizionamento di un accesso venoso la sede ha una sua importanze sugli effetti negativi.

    Ogni punto del braccio ha pregi e difetti.

  • Sbagliare una vena può creare un disagio importante nel nostro assistito e inoltre richiede di ripetere la procedura e quindi un interruzione dell'attività con ripetizione di tutta la procedura.

    Un infermiere può sbagliare un accesso venoso per molti motivi, alcuni sono:

  • neonatoIl prelievo ematico è una delle procedure più praticate in ambito ospedaliero e/o domiciliare, rientra nelle competenze dell’infermiere e, saper eseguire un prelievo ematico, rappresenta uno dei prerequisiti fondamentali per l’esercizio della professione.

    Per prelievo ematico si intende la raccolta di una quantità limitata di sangue attraverso la puntura di una vena, un’arteria o un capillare. Pertanto il prelievo ematico si suddivide in : prelievo venoso, arterioso e capillare.

  • La gestione degli accessi vascolari ha ricevuto un forte input con la linea guida del 2002 che dava un limite temporale ben preciso 72-96 ore oggi ha modificato questa posizione ma ha lasciato un ampio grado di incertezza...

  • prelievo venosoIl prelievo venoso è una delle tecniche apparentemente più semplici che facciamo, in realtà la sua complessità è nascosta dalla concentrazione e dalla rapidità dell'operatore, c'è un innescarsi di dinamiche tecnico relazionali.

    Non voglio entrare nel dettaglio di procedure compilative, ma una farei breve riflessione su cosa facciamo quando ci accingiamo a fare un prelievo venoso.

  • Quando posizioniamo un agocannula per una terapia infusionale sappiamo a priori che compariranno delle complicanze, immediate o tardive, questo è un dato di fatto e il paziente è il primo che ci può segnalare la complicanza il suo aiuto è determinante per un azione precoce.

    La terapia infusionale è la pratica più diffusa ed importante in ospedale, in quanto consente di curare in modo efficace moltissimi pazienti, sappiamo che compariranno delle complicanze vediamo se riesco ad elencarle tutte...

  • portaprovette da polsoIn Italia non l'ho mai visto usare, forse qualcuno lo usa non so, ma è un prodotto già in vendita da tempo e quindi potrebbe essere nelle mani di qualche collega che non sa di avere una rarità.

    Un portaprovette da polso potrebbe essere utile per alcuni infermieri, il video mostra poco più della foto.

  • BD Insyte™ Autoguard™ Shielded IV Catheters è un agocannula con standard avanzati che ne rendono più semplice e sicuro il posizionamento.

    In realtà unico problema è l'operatore, io ci ho messo un pò a capire che era veramente più semplice perchè le prime volte che hai in mano questa agocannula ti ricordi quelle vecchie ma non è la stessa cosa.

  • provetteCi sono diversi articoli scientifici che affrontano questo aspetto e grazie ad un articolo in vista su infermieristicapediatrica.it ho dato un occhiata a cosa propone la bibliografia scientifica.

    L'articolo analizza una ricerca sui bambini dove evitare un foro ha delle conseguenze importanti sulla qualità dell'assistenza percepita.

  • Dobbiamo fare un prelievo venoso, ne facciamo tanti e dopo un po diventa quasi automatico e ci si concentra su quei pochi centimetri dove dobbiamo fare un lavoro di precisione.

    E il resto?

    Possiamo avere degli input delle idee o strategie che ci aiutano a fare ancora meglio?

  • Il prelievo venoso può essere fra le tante una delle cause di puntura accidentale, l'ago utilizzato su di un paziente positivo potremme diventare una fonte di malattie pericolose se non si utilizzano i sistemi di prevenzione delle punture accidentali.

    La possibilità di contaminazione con strumenti taglienti e pungenti ha portato anche l'Europa a produrre la direttiva 2010/32/UE l’accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario...