Avete tra le mani una vecchia audiocassetta. Infilatela nel mangianastri, chiudete gli occhi, premete forte il tasto Play e mettetevi in ascolto. Sentite il fruscio di fondo? Quello che sta per scorrere non è un freddo trattato accademico, ma un intreccio profondo, ruvido e pulsante di voci.
Sono le voci invisibili che riecheggiano nei lunghi corridoi dei nostri ospedali; voci estratte dal rigore degli articoli scientifici, voci spezzate dalla fatica di chi cura, ed esperienze di vita vissuta e sofferta sulla nostra pelle.
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