tappino gomma pressione

I tappini a pressione hanno avuto un'ampia diffusione in Italia a partire dal 2002 grazie al documento dal titolo "linee guida ..." a cura del CDC di Atlanta.

L'evoluzione tecnologica dei tappini utilizzati nei raccordi (hub) doveva portare ad una riduzione di inconvenienti legati alla terapia infusionale. Invece le pubblicazioni sulle infezioni vascolari sono aumentate e il termine CRBSI è diventato sempre più frequente nelle pubblicazioni internazionali.

La terapia infusionale è utilizzata quando non si possono utilizzare terapia per via orale, intramuscolare o ipodermica ed è necessario introdurre farmaci o soluzioni direttamente nel circolo ematico.

 

Il device utilizzato per l'accesso venoso può essere un ago cannula, un catetere venoso centrale (PICC, CVC, o Port-a-Cath) e collegati tramite i raccordi a deflussori o pompe.

Le CRBSI sono infezioni correlate all'utilizzo di accessi venosi, rientrano fra le infezioni correlate all'assistenza, variano da una flebite rossa e dolente, a febbre con brivido scuotente, sepsi fino al decesso del paziente.

Il paziente può essere indebolito dalla malattia o dalla terapia e un microrganismo, anche opportunista, che entra nel torrente circolatorio può essere molto pericoloso. I punti che consentono l'accesso ai microrganismi sono diversi e i più rilevanti sono quelli maneggiati dagli infermieri.
infusione

I punti utilizzati per infondere i farmaci sono gli hub, le porte, i raccordi possono avere tappini di diversi tipi:

1) aperti , otturatori semplici, che devono essere rimossi e gettati, quindi sostituiti con otturatori nuovi e sterili,

tappini flebo monouso

2) chiusi, con membrana perforabile, non sostituibile, inclusa nel deflussore o sostituibile da un otturatore/tappino perforabile, i tappini perforabili possono essere usati come otturatori semplici usa e getta o perforati con aghi opportunamente bloccati.

 

3) chiusi, con tappini a pressione, previsti nel kit del deflussore o aggiunti in seguito, hanno un raccordo luer lock, offrono una connessione sicura e non richiedono di usare aghi.

L'hub, la porta utilizzata per infondere è uno dei punti deboli del sistema, un punto che può far entrare i microrganismi nel circolo venoso, la differenza principale con le altre vie di ingresso è data dal fatto che la responsabilità dell'ingresso dalla porta è solo del responsabile della terapia, l'infermiere.

I 3 sistemi di tappini citati sopra hanno pregi e difetti, vediamo se posso evidenziarne alcuni:

1) tappini otturatori usa e getta, la disinfezione va effettuata quando il tappino è raccordato, si rimuove il tappino e si smaltisce, si raccorda il deflussore, la manualità richiede di non toccare dove raccordiamo il deflussore, quindi quando non deve più essere utilizzato si mette un tappino sterile.

cvp raccordo 3 vie

 

Il tappino deve essere sostituito e gettato se resta esposto alla polvere, altrimenti se viene toccato senza attenzione e riposizionato abbiamo la certezza di una flebite.

2) Il sistema perforabile è una membrana in lattice e può essere presente nel deflussore oppure essere in un tappino perforabile, i dispositivi che perforano possono essere in materiale plastico o aghi, più frequentemente i butterfly, qualunque ago si utilizzi deve avere un dispositivo di protezione dell'ago per renderlo inerte in caso di contaminazione.

Quando i tappini perforabili sono usati come otturatori usa e getta, la frequenza delle infezioni non può essere diversa da un utilizzo tipo 1.

Quando la membrana è perforata con un ago questa deve essere disinfettata, l'utilizzo di un ago per raccordarsi al device ha un vantaggio, le mani dell'infermiere sono molto più attente.

Quando si rimuove l'otturatore o il tappino perforabile questi va gettato altrimenti non abbiamo un rischio di infezione, ma una certezza di causare infezioni, lo riporta indirettamente uno studio, (A prospective clinical trial to assess peripheral venous catheter-related phlebitis using needleless connectors in a surgery department)

3) I tappini a pressione nedlees connector hanno necessità di un raccordo luer lock per connettersi con siringhe o deflussori, le sirighe o deflussori a cono semplice meno costose non possono raccordarsi in modo sicuro. Il deflussore si raccorda, nel fare questo la superficie del nedleless connector si modifica e consente l'infusione, nota bene la superficie del tappino a pressione è sterile solo quando viene rimossa dalla confezione, di seguito è a contatto con l'esterno ed è sporca.

La superficie a contatto con l'esterno si contamina e deve essere disinfettata molto bene prima di ogni utilizzo, altrimenti con il raccordo e l'infusione i microrganismi passano dall'esterno all'interno del lume e a seconda dell'utilizzo vi possono crescere molto bene i microrganismi. La superficie esterna è il primo posto dove crescono e a seconda del modello e degli spazi che offre per raccogliere residui il rischio sarà maggiore. 

 

superficie tappini needle

La foto sopra è stata copiata da un sito cinese (LINK), non ho resistito dato che rende molto bene la differenza della superficie dei tappini a pressione, le asperità consentono il permanere di residui, nel caso che questi residui siano sangue, plasma, albumina, soluzioni nutrienti sono ottime per far crescere i batteri, la disnfezione della superficie diventa un atto indispensabile.

La disinfezione della superficie la si può veder fare in diversi modi: 

- un batuffolo non sterile con un disinfettante qualsiasi,

- una salvietta disinfettante sterile con alcol isopropilico,

- non usare nulla e sperare in una tecnologia magica e fatata.

Secondo te quale dei tre medodi sopraelencati è il più efficace? 

 

tappini disinfezione

La disinfezione con salviette sterili e imbevute di disinfettante è un'ottima soluzione per evitare la diffusione nella linea venosa dei batteri, un'altra strategia è l'uso di copri tappini con il disinfettante incorporato, la protezione offerta è quella di evitare la crescita dei microrganismi sulla superficie e di conseguenza la contaminazione all'interno del tappino e di tutta la linea venosa.

tappino protezione needleless

La necessità di formazione e cultura per la prevenzione delle infezioni è dimostrata dall'aumento degli articoli (CRBSI), la ricerca continua di una buona tecnica è un elemento alla base del quotidiano dell'infermiere.

Le nozioni semplici sono le più facili da dire e le più difficili da rispettare, lo riporta anche uno studio, "A prospective clinical trial to assess peripheral venous catheter-related phlebitis using needleless connectors in a surgery department", che confronta tappini perforabili e needleless, lo studio ha due difetti:

1) non dice quale tecnica usano, gli studi infermieristici danno per scontato che tutti facciamo nello stesso modo, non si riporta mai la tecnica se è stato fatto una formazione mirata ecc. elementi dati per scontati, che rendono irriproducibile uno studio e se è irriproducibile è arte non scienza.

2) l'analisi statistica è una macchina che non ha idea di cosa gli si mette dentro, l'esempio è il numero di tappini gialli perforabili usati, 620 in 340 pazienti, questo vuol dire o che sono stati usati come tappini perforabili ma per qualche motivo ne hanno usati 280 in più, oppure hanno usato il tappino come un otturatore e l'hanno appoggiato sul comodino, una schifezza.

Mi ripeto, la ricerca di una buona tecnica dura una vita e alla fine si può essere solo orgogliosi di averla cercata con assiduità e si ha compassione per chi crede di averla trovata.

Abbreviazioni:

CDC: Centers for Disease Control and Prevention

CRBSI : catheter-related bloodstream infections

CVC: catetere venoso centrale

ICA: infezioni correlate all’assistenza

PICC: Peripherally Inserted Central Catheter

Bibliografia sui sistemi di connessione ce n'è moltissima, è un tema molto sentito, per l'importanza che la gestione del raccordo rappresenta:

Link needleless connector

Use of Disinfection Cap to Reduce Central-Line-Associated Bloodstream Infection and Blood Culture Contamination Among Hematology-Oncology Patients.

Incidence of central venous catheter hub contamination.

Closed-hub systems with protected connections and the reduction of risk of catheter-related bloodstream infection in pediatric patients receiving intravenous prostanoid therapy for pulmonary hypertension.

Reducing central venous catheter-related bloodstream infections in children with cancer.

Prevention of catheter-related infections using a closed hub system in patients with pulmonary arterial hypertension.

Needleless connector decontamination: To use, or not to use, chlorhexidine?

Scrubbing technique for needleless connectors to minimize contamination risk.

Catheter Occlusion in Home Infusion: The Influence of Needleless Connector Design on Central Catheter Occlusion.

Quantitative assessment of reflux in commercially available needle-free IV connectors.

Alcohol Caps or Alcohol Swabs With and Without Chlorhexidine: An In Vitro Study of 648 Episodes of Intravenous Device Needleless Connector Decontamination.

 

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