fleboclisi flebo set infusionaleL'Operatore Socio Sanitario (OSS) sostituisce spesso una flebo nei vari contesti lavorativi, d'altronde è un'azione semplice, vista fare tante volte e ci si mette un attimo. Eppure, non è il suo lavoro.

Sicuramente per l'infermiere inesperto potrebbe sembrare un aiuto, ma l'OSS ha già le sue attività da svolgere, previste dall'accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2001.

Queste attività non possono essere modificate a piacimento dal singolo infermiere che vuole velocizzarsi il lavoro; anche perchè se l'OSS sostituisce la flebo, le colazioni le da l'infermiere?

Leggo frequentemente che l'OSS in alcune situazioni viene formato e addestrato, ad esempio, per broncoaspirare. Personalmente lo trovo corretto dato che quando si ha un'assistito con una condizione stabile la broncoaspirazione ha una funzione simile al soffiarsi il naso, solo più tecnologica.

Per capire i motivi per i quali l'OSS non dovrebbe mai sostituire una flebo al posto dell'infermiere capiamo prima tutte le azioni/considerazioni "non scritte" che esegue costantemente l'infermiere.

Cosa fa, o dovrebbe fare, un infermiere quando sostituisce una fleboclisi

Cerco di riassumere i passaggi in modo telegrafico, cercando di essere sintetico.

  • L'infermiere arriva dal paziente, se possibile, prima del campanello, non dopo, perchè goccia dopo goccia la flebo finisce in un determinato tempo da sapere, per non avere i campanelli sempre accessi
  • L'infermiere valuta globalmente il paziente, le sue condizioni fisiche, l'efficacia della terapia, la giusta tempistica di esecuzione; tutte valutazioni che non vengono riportate, ma si effettuano a colpo d'occhio.
  • L'infermiere si accorge che l'aria è scesa, dato che abbiamo ancora i classici deflussori economici dove l'aria entra nel tubo e la rimuoviamo; una singola bolla d'aria non causa un infarto, ma piccole microocclusioni nel piccolo circolo polmonare, anche se sappiamo che si attivano le anastomosi, non provocano danni permanenti se non, al massimo, un piccolo malessere nel cambio di postura...forse.
  • L'infermiere deve scegliere la giusta tempistica della terapia, chiaramente non tutte le terapie infusive hanno la stessa velocità d'infusione
  • L'infermiere controlla che ci sia la normale velocità all'apertura del deflussore, il paziente potrebbe presentare dei piegamenti dell'agocannula o inizi di flebite.
  • L'infermiere controlla il paziente durante l'infusione, se l'assistito riferisce malessere si ferma subito l'infusione e si esegue una valutazione delle sue condizioni fisiche e se il malessere è correlato al farmaco, o alla sua velocità d'infusione, o entrambi.

I passaggi sopraelencati sono solo alcune delle situazioni che potrebbero presentarsi; altre potrebbero essere il sangue che refluisce nel deflussore, la cannula potrebbe essere occlusa o fuorivena, potrebbero incepparsi i deflussori smettendo di funzionar, e tanto altro..

Tutto questo per rendere l'idea, spero, della differenza di decisioni che si prendono confrontando la sostituzione di una fleboclisi e la broncoaspirazione di un paziente tracheostomizzato stabile.

L'OSS cambia la flebo, ma esegue davvero tutti questi passaggi?

La risposta potrebbe saperla chi lo ha formato/addestrato, chi si è preso la responsabilità del suo agire, di solito nessuno.

Mi è capitato di lavorare con OSS che ci provavano, ma dopo la sostituzione di una flebo con l'aria nel deflussore, delle flebo troppo veloci o troppo lente; chiesi alla capo sala di mettermi per iscritto che gli OSS erano autorizzati a farlo ma...non lo fece. Risultato, gli OSS quando io ero in turno non le cambiavano, nessuno si è impermalosito e men che meno offeso, anzi.

L'OSS che sostituisce le fleboclisi fa si che l'infermiere non si occupi di un momento importante della terapia del paziente, un momento tecnico relazionale rilevante.

Sappiamo tutti che le flebo gestite in modo "reattivo" o in modo "passivo", portano inevitabilmente a tanti campanelli, esasperanti, ma questa, a volte, è la dimostrazione che gli infermieri non se ne vogliono occupare preferendo fare altre attività.

La gestione delle flebo una volta in corso, richiede solo un attimo di attenzione, facendo una scelta "proattiva" agendo prima del suono del campanello. Se si presta attenzione al tempo che intercorre a seconda della velocità di flusso, dopo poco si saprà esattamente quando andare in camera e arrivare prima che la flebo sia scesa tutta, facendo bella figura con l'assistito.

Lasciando da parte il punto di vista legale, ma concentrandoci dal punto di vista dell' OSS che fa qualcosa per te prendendosi delle responsabilità sua attività che non gli competono; come puoi ripagarlo se non facendo il suo lavoro? Mi capitò durante il ricovero di un mio familiare, l'OSS cambia la flebo e l'infermiere da la colazione.

Bisogna considerare l'aspetto più importante, l'OSS è autorizzato a sostituire le fleboclisi?

Nel sondaggio sulle "tecniche da NON fare" alla domanda: "Lasciare o chiedere di sostituire le flebo all'OSS..è stato visto o non visto fare?"  Il 67% dei partecipanti l'ha visto fare.

Anch'io in reparto potrei cambiare una lampadina, eppure chiamo l'elettricista, in fondo, è il suo lavoro.

Quando l'OSS cambia una flebo se ci sono dei problemi legali, chi ne risponde? la direzione sanitaria o gli infermieri in turno?

Nel dubbio chiedete per iscritto al coordinatore di autorizzare l'OSS, chiedetelo al primario o alla direzione sanitaria e attendete fiduciosi la risposta, se non arriva nessuna risposta forse è il caso di seguire la stessa linea ed invitare gli OSS a non sostituire le flebo.

Quando si finisce il turno a fatica ci si ricorda cosa si ha fatto di persona e a volte capita di svegliarsi di notte e chiamare in reparto per informare il collega di qualcosa che ci sembra importante, questo lo fai per cose che fai di persona. Ora, come si fa a prendersi la responsabilità di qualcuno che non è autorizzato ad agire? Solo un irresponsabile va a casa e dorme tranquillo.

Ma l'OSS come la vede la situazione?

Ipotizziamo che l'OSS sia in guardiola sente un campanello suonare, va a controllare, vede una flebo finita ma non ha idea di quando sia cominciata, chi abbia diluito i farmaci e che cosa ci sia all'interno.

Subito dopo, il paziente informa l'OSS che la flebo è terminata.

L'OSS cambia la flebo perchè lo dice un infermiere ma essendo un'attività che non gli compete, dato che non è prevista da nessun protocollo nè alcun corso specifico, ne risponderà personalmente quest'ultimo.

La risposta più corretta che l'OSS può offrire al paziente è un classico: "le chiamo l'infermiere".

Tu cosa ne pensi? D'altronde potrebbe essere soltanto infermieristica difensiva...

 

Sitografia:

Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2001

OSS, fleboclisi, OSSS, responsabilità