Tecniche e tecnologie per l'assistenza infermieristica
Le tecniche infermieristiche utilizzano sempre di più prodotti tecnologici e innovativi. Il legame fra tecnica infermieristica ed evoluzione tecnologica è il fondamento di un'assistenza adeguata alle possibilità che ci sono offerte. Avere una tecnologia e non saperla usare è uno spreco di risorse imperdonabile. Oggi gli infermieri allestiscono sale operatorie con robot che costano milioni di euro.
Il posizionamento corretto del Sondino Naso Gastrico ha un razionale che è dipende dalle cause cliniche che ne richiedono il posizionamento, ma anche da principi di anatomia e fisiologia.
L'inserimento generalmente è una tecnica a 2 operatori e anche operatore dipendente perchè richiede una buona manualità.
Le pubblicazioni scientifiche sono un pilastro fondamentale della cultura scientifica degli infermieri, anche se non ci pensiamo, vengono utilizzate anche all'interno di strategie di marketing a lungo termine dell'industria farmaceutica e sanitaria.
Queste strategie le percepiamo poco come infermieri perchè non siamo coinvolti ne marketing e quindi pensiamo che l'argomento non ci interessi, invece dovremmo tenere presente che sono strategie sofisticate, pianificate con anni di anticipo e mirano a costruire e consolidare la percezione di un prodotto all'interno della comunità scientifica e medica.
Nel campo dell'assistenza sanitaria, la tecnica infermieristica rappresenta un pilastro fondamentale, definita come una sequenza logica e standardizzata di azioni che l'infermiere compie per raggiungere un obiettivo assistenziale specifico.
Si tratta di un "saper fare" basato su conoscenze scientifiche, finalizzato a garantire la sicurezza del paziente, l'efficacia della prestazione e l'omogeneità dei comportamenti professionali.
La plasmaferesi, o scambio plasmatico terapeutico (TPE), è una procedura medica complessa che riveste un ruolo fondamentale nel trattamento di numerose patologie autoimmuni, neurologiche, ematologiche e renali.
Sebbene sia una tecnica salvavita, la sua gestione richiede competenze specifiche e un'attenta vigilanza da parte di tutto il team sanitario, con un ruolo centrale per l'infermiere. Questo articolo esplora in dettaglio la plasmaferesi, dalle sue basi fisiologiche alle implicazioni pratiche e assistenziali.
La fusione spinale, o artrodesi vertebrale, è un intervento chirurgico significativo che stabilizza la colonna, riduce il dolore e corregge deformità. Si tratta di unire in modo permanente due o più vertebre per formare un unico blocco osseo solido.
Per gli infermieri è importante capire a fondo questa procedura per garantire un'assistenza in ogni fase del percorso del paziente dato che sono il filo conduttore che unisce le diverse tappe, offrendo supporto clinico, psicologico ed educativo.
Nel panorama dell'assistenza critica moderna, l'ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) rappresenta una terapia salvavita complessa, utilizzata per supportare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria grave, refrattaria alle terapie convenzionali.
Per l'infermiere che opera in contesti di terapia intensiva, la comprensione approfondita dell'ECMO, dalla sua fisiologia alle implicazioni pratiche e assistenziali, è fondamentale per garantire un'assistenza di qualità superiore e la sicurezza del paziente.
La pressione venosa centrale (PVC) è la pressione sanguigna misurata nelle grandi vene cave, in prossimità dell'atrio destro del cuore. Questo parametro riflette direttamente la pressione atriale destra (PAD) e, in ultima analisi, il delicato equilibrio tra il ritorno venoso (la quantità di sangue che arriva al cuore) e la capacità del cuore di pompare questo sangue verso la circolazione polmonare e sistemica (gittata cardiaca).
Storicamente, la PVC è stata ampiamente utilizzata come indicatore del precarico cardiaco (il volume di sangue che riempie il ventricolo prima della contrazione) e, di conseguenza, come guida per la somministrazione di fluidi. Tuttavia, la ricerca scientifica più recente ha dimostrato che la PVC non è un indicatore affidabile e univoco del volume ventricolare effettivo o, soprattutto, della capacità di un paziente di rispondere positivamente a un'infusione di fluidi (la cosiddetta "fluid responsiveness").
L'infermiere di anestesia è presente in ogni sala operatoria, lavora con l'anestesista e contribuisce alle diverse fasi dell'intervento chirurgico con l'infermiere di sala. L'infermiere di anestesia è una delle prime figure che è stata ritenuta una specializzazione dell'infermiere.
La stessa associazione ANIARTI nasceva coinvolgendo gli infermieri di nestesia, oggi invece è considerata una specializzazione di passaggio a chi viene destinato essere poi infermiere di sala o strumentista.