Le pubblicazioni scientifiche sono un pilastro fondamentale della cultura scientifica degli infermieri, anche se non ci pensiamo, vengono utilizzate anche all'interno di strategie di marketing a lungo termine dell'industria farmaceutica e sanitaria.

Queste strategie le percepiamo poco come infermieri perchè non siamo coinvolti ne marketing e quindi pensiamo che l'argomento non ci interessi, invece dovremmo tenere presente che sono strategie sofisticate, pianificate con anni di anticipo e mirano a costruire e consolidare la percezione di un prodotto all'interno della comunità scientifica e medica.

Qualcuno ricorda la raccomandazione di sostituire le agocannule ogni 3 giorni, il risultato ha portato ad un maggior consumo di agocannule, maggior danno di vene e quindi necessariamente un maggior uso di CVC. Oppure c'è stato un periodo dove la clorexidina era ovunque e ha spazzato via tutti gli altri disinfettanti.

Questo poi è associato ad una nostra mancanza di attenzione verso le pubblicazioni scientifiche, spesso noiose da leggere, di conseguenza emergono solo quelle portate in evidenza nei congressi.

Comprendere la presenza di strategie commerciali penso sia il primo passo per avere un pensiero critico.

 

Che nome hanno queste strategie? 

Più che un singolo nome, si tratta di un insieme di tattiche che rientrano sotto l'ombrello della "Publication Planning" (Pianificazione delle Pubblicazioni) o della "Scientific Communication Strategy" (Strategia di Comunicazione Scientifica).

Queste attività sono quasi sempre gestite dai dipartimenti di "Medical Affairs" (Affari Medici) delle aziende, che operano in una zona intermedia tra la ricerca e sviluppo (R&S) e il marketing.

Le tattiche specifiche includono:

  • Key Opinion Leader (KOL) engagement: le aziende identificano e collaborano con i medici e i ricercatori più influenti in un determinato campo terapeutico (i KOL, appunto). Questi esperti vengono coinvolti come autori o consulenti per le pubblicazioni, conferendo credibilità e autorevolezza ai dati presentati. 🔬
  • Seeding trials (studi "di semina"): si tratta di studi clinici, spesso di piccole dimensioni e condotti dopo l'approvazione del farmaco, il cui scopo principale non è tanto rispondere a una domanda scientifica cruciale, quanto piuttosto far familiarizzare un gran numero di medici con l'uso del nuovo farmaco. In questo modo, si "semina" il mercato, creando una base di prescrittori esperti e fiduciosi prima ancora del lancio commerciale su larga scala.
  • Ghostwriting e medical writing: nella sua forma più controversa (e oggi fortemente osteggiata e regolamentata), il ghostwriting prevede che lo studio sia scritto da personale dell'azienda o da agenzie terze, per poi essere firmato da un accademico (KOL). Una pratica più comune e accettata è il medical writing, dove scrittori professionisti aiutano i ricercatori a strutturare e scrivere l'articolo, senza però influenzarne i dati o le conclusioni. La distinzione è sottile ma cruciale.
  • Strategia di pubblicazione a cascata: i dati di un grande e importante studio clinico (es. uno studio di fase III) non vengono quasi mai pubblicati in un singolo articolo. Vengono invece "sezionati" per generare una serie di pubblicazioni secondarie nel tempo (es. analisi su sottogruppi di pazienti, analisi su endpoint secondari, analisi economiche), massimizzando la visibilità della ricerca e mantenendo il prodotto al centro dell'attenzione della comunità scientifica per un periodo più lungo. 🌊

Dove sono più diffuse queste strategie?

Queste strategie sono una prassi consolidata a livello globale, utilizzata da tutte le grandi aziende farmaceutiche multinazionali. Tuttavia, la loro intensità, visibilità e regolamentazione variano a seconda delle aree geografiche.

  • Stati Uniti 🇺🇸: sono considerati il paese dove queste strategie sono state sviluppate più ampiamente e dove sono state oggetto della maggiore attenzione mediatica e legale. Il mercato farmaceutico statunitense è il più grande e redditizio al mondo, e la competizione spinge le aziende a investire massicciamente in queste attività. Scandali legati al ghostwriting e alla promozione off-label basata su pubblicazioni "pilotate" hanno portato a un inasprimento delle regole (es. PhRMA Code) e a un aumento della trasparenza richiesta (es. obbligo di registrare gli studi su piattaforme pubbliche come ClinicalTrials.gov).
  • Europa 🇪🇺: anche in Europa queste pratiche sono molto diffuse, ma il quadro regolatorio è storicamente frammentato e molto attento a separare l'informazione dalla promozione. Codici deontologici come quello dell'EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) e le normative nazionali (come il D.Lgs. 219/2006 in Italia) pongono limiti stringenti. C'è una forte enfasi sulla necessità che l'informazione sia equilibrata e non promozionale.
  • Mercati Emergenti: con l'espansione globale, queste strategie vengono implementate anche nei mercati emergenti in Asia, America Latina e altre regioni, adattandole alle normative e al contesto culturale locale.

In conclusione, la pianificazione delle pubblicazioni è una componente strategica essenziale e legittima per comunicare il valore di un prodotto. Tuttavia, la linea di demarcazione tra informazione scientifica etica e marketing occulto è sottile e costantemente sorvegliata da enti regolatori e codici di autodisciplina per prevenire distorsioni e garantire che le scelte terapeutiche si basino su dati solidi e imparziali.

Scarica il documento esteso completo di bibliografia.

NOTA: Questo articolo è stato generato con il supporto di Gemini, un'intelligenza artificiale sviluppata da Google, sotto la supervisione editoriale di Franco Ognibene. 

Foto di Leeloo The First

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