In alcuni articoli precedenti abbiamo già parlato di come oggi il confine tra tempo libero e lavoro si sia assottigliato così tanto da diventare quasi invisibile. Abbiamo parlato di come molto spesso non siamo più in grado di avere un hobby e di come la produttività e la monetizzazione di ogni cosa abbia preso il sopravvento.
La dura realtà potrebbe essere racchiusa in questa semplice e significativa frase: oggi non finiamo mai davvero di lavorare. Abbiamo guadagnato flessibilità e libertà nella gestione del nostro tempo, ma abbiamo perso la capacità di staccare la spina senza sentirci in colpa.
Il concetto di equilibrio tra lavoro e vita privata viene spesso sbandierato come un obiettivo ideale da raggiungere, ma i fatti ci mostrano invece giornate frammentate in cui i pensieri legati al lavoro scivolano continuamente nel tempo che dovremmo dedicare invece alla famiglia, agli amici o al totale riposo.
Questa perenne reperibilità mentale e intrusione del lavoro logora le nostre energie e svuota di significato il tempo libero. Per rimarcare un sano limite tra lavoro e vita privata, i tedeschi usano una parola precisa, Feierabend, che dovremmo imparare a fare nostra.
Cosa significa Feierabend
Feierabend è una parola composta formata da due termini: Feier che vuol dire festa, e Abend che vuol dire sera. Letteralmente, potremmo quindi tradurlo come festa della sera, ma il suo significato è molto più profondo e legato al momento esatto in cui si smonta dal lavoro e ci si può dedicare alla propria vita privata.
Si tratta di una sorta di switch mentale: una volta scattata l’ora di fine lavoro, il nostro dovere di lavoratori e lavoratrici è compiuto e possiamo riprendere la nostra vita. Da quel momento in poi, non si risponde alle chiamate, non si guardano le notifiche e possiamo autorizzare la nostra mente a dimenticare i compiti non portati a termine e lasciarli per il giorno dopo.
Feierabend, lavoro e smart working
Negli ultimi anni, il nostro modo di intendere il lavoro e la tecnologia hanno di certo contribuito a modificare il concetto di lavoro stesso e l’approccio delle persone a esso.
Lo smart working è stato una delle ultime novità, accolta come una vera e propria rivoluzione per molte persone. Sulla carta, i vantaggi sono innegabili: niente traffico nelle ore di punta, gestione autonoma degli impegni familiari, comodità, completa autonomia nella gestione del proprio tempo e degli orari lavorativi.
Eppure, proprio questa straordinaria opportunità ha mostrato un risvolto inaspettato. Spesso non sappiamo gestire questa libertà e finiamo per diventarne schiavi.
Il problema principale risiede nella scomparsa di netti confini reali. Quando si lavora in ufficio, o comunque in una sede fisica, il tragitto verso casa fa da camera di decompressione psicologica.
Salire in auto, prendere la metropolitana o camminare fino a casa permette al nostro cervello di elaborare la conclusione della giornata lavorativa, di visualizzare in quel preciso momento e in quelle precise azioni la fine del lavoro.
Nello smart working tutto questo svanisce e anzi lo spazio finisce per mescolare vita privata e lavoro senza che ce ne rendiamo conto, eliminando le distanze e i confini tra gli spazi dedicati all’una e all’altra attività. E così il tavolo della cucina diventa la sede di documenti e pc durante il giorno ma anche del pranzo e della cena, ufficio di giorno e casa di sera: lo spazio fisico si fonde e si confonde, e con esso finisce per fondersi e confondersi inevitabilmente anche il nostro tempo.
Senza un distacco fisico, molti lavoratori e lavoratrici tendono a iniziare prima e a staccare molto più tardi. Manca l’azione fisica di raccogliere le proprie cose e uscire da una stanza, e di conseguenza non si percepisce quello stacco netto tra lavoro e tempo libero.
Ci si sente perennemente reperibili e mai davvero liberi, proprio perché manca uno spazio fisico e mentale preciso a cui associare la non reperibilità e la libertà. Se l'ufficio è sempre accessibile all'interno delle mura domestiche, la mente sperimenta un'ansia latente da prestazione, convinta di dover essere sempre pronta a rispondere all'ennesima urgenza.
Tutti i vantaggi del Feierabend
Il concetto di Feierabend vuole essere una cesura netta, una marcata linea invalicabile tra il prima e il dopo del lavoro. Introdurre questa filosofia nella quotidianità non è solo una questione di gestione del tempo, ma anche un modo per prendersi cura di sé.
Quando si stabilisce un confine chiaro, i benefici si riflettono su più livelli:
- il carico cognitivo diminuisce, perché il nostro cervello riesce ad allontanare i pensieri legati al lavoro, e i livelli di cortisolo diminuiscono
- la produttività aumenta, perché sapere che la giornata lavorativa ha un termine tassativo ci costringe a focalizzarci sulle priorità e a evitare la procrastinazione
- la qualità del nostro tempo e delle nostre relazioni migliora, perché dedicare tempo buono a sé stessi e agli altri ci aiuta ad alimentare legami più solidi e migliora la propria considerazione di sé.
Come abbracciare la filosofia del Feierabend
Per abbracciare la filosofia del Feierabend e farla nostra dobbiamo sostanzialmente introdurre nella nostra quotidianità attività abitudinarie che possano marcare la transizione tra lavoro e vita privata.
Non basta spegnere il computer o allontanarsi dalla scrivania: è necessario proprio compiere un’azione concreta che sposti completamente la nostra attenzione, che ci faccia riprendere in mano il nostro tempo con intenzionalità.
Queste sono alcune delle cose che possiamo fare, da lavoratori e lavoratrici ma anche da studenti e studentesse.
- Creare un rituale di chiusura
Questo è uno dei passaggi forse più importanti.
Negli ultimi quindici minuti della nostra giornata lavorativa possiamo iniziare a liberare la nostra mente dai pensieri legati al lavoro, magari scrivendo la lista delle cose da fare l'indomani. Successivamente, chiudiamo tutte le schede del browser, spegniamo il computer e, se possibile, allontaniamolo dalla nostra vista.
Questo rito semplice e quotidiano segnerà l’inizio della fine dei nostri doveri lavorativi.
- Disconnettere i canali di comunicazione
I canali di messaggistica, i social e le e-mail sul telefono sono i peggiori nemici del nostro tempo libero. Impostare la modalità "Non disturbare" o disattivare le notifiche di queste applicazioni a partire da un'ora stabilita può aiutarci a chiudere definitivamente per il giorno in corso tutti i rapporti con il mondo del lavoro.
Possiamo anche comunicare chiaramente ai colleghi o ai clienti che dopo quell'orario non saremo più raggiungibili, o magari impostare un messaggio automatico su e-mail e chat che lo comunichi per noi.
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Cambiare totalmente ambiente
Se lavoriamo da casa è molto più difficile riuscire a resistere alla tentazione di disbrigare le ultime cose o completare l’ultimo compito, perché il lavoro è praticamente a portata di mano, lì pronto per noi.
Potrebbe quindi aiutarci non solo riporre il computer in un cassetto, ma anche e soprattutto non restare nella stessa stanza in cui abbiamo passato la giornata, proprio per ricreare quel tragitto lavoro-casa che segna la fine della giornata lavativa.
Possiamo uscire all'aria aperta anche solo per dieci minuti oppure utilizzare, se possiamo, una determinata stanza solo ed esclusivamente come ufficio da chiudere a chiave a una certa ora.
Anche cambiarsi d'abito può avere un forte valore simbolico: ci dice che possiamo cambiare veste, togliere quella da lavoratore e indossare quella da persona che può adesso dedicarsi a sé e ai propri hobbies.
- Pianificare attività che non includano schermi
Il tempo libero non deve essere per forza produttivo, ma sicuramente può essere attivo. L’ideale sarebbe sostituire il controllo passivo dei social media con un'attività che assorba la nostra attenzione e che ci dia piacere: leggere un libro, suonare uno strumento, fare giardinaggio, dipingere o dedicarsi a un progetto manuale.
Tutto questo per iniziare a renderci conto che proteggere il confine tra lavoro e vita privata e valorizzare il tempo del post-lavoro non è solo un modo sano per vivere la nostra vita, ma ci permette di tornare al lavoro il giorno successivo con maggiore lucidità, creatività ed entusiasmo.
