fitoterapia

Negli ultimi tempi, la floriterapia è tornata spesso al centro delle conversazioni sul tema del benessere e dei rimedi naturali. Proprio in questo contesto, si sente anche sempre più parlare dei Fiori di Bach, tra i rimedi più noti della medicina alternativa oggi facilmente reperibili.

Questa popolarità ha destato sì curiosità, ma anche qualche perplessità, dividendo chi li considera un valido supporto da chi invece prova scetticismo. Come spesso accade quando si parla di rimedi naturali, la verità è più complessa di quel che sembra e per scovarla bisogna andare un po’ più a fondo.

Cerchiamo allora di capire che cos'è la floriterapia, cosa sono i Fiori di Bach, come dovrebbero funzionare e, soprattutto, cosa ci dice la scienza.

Che cos'è la floriterapia

Prima di capire cosa sono i Fiori di Bach, dobbiamo delineare il quadro in cui si collocano: la floriterapia

La floriterapia è una pratica che si serve degli estratti dei fiori per sostenere il benessere emotivo di una persona.

Spesso viene confusa con la fitoterapia, ma le differenze tra queste due materie sono nette. Se la fitoterapia utilizza i principi attivi delle piante per curare disturbi fisici, la floriterapia agisce su un piano diverso, più emozionale.

L'obiettivo non è tanto sopprimere un sintomo fisico, quanto riequilibrare uno stato d’animo negativo che potrebbe precedere e causare il malessere fisico

Seguendo questa linea di pensiero, non si cura il mal di testa, ma la persona che, magari per eccessivo senso di responsabilità o per rabbia repressa, ha sviluppato quel mal di testa.

Proprio per la necessità di andare a fondo agli stati d'animo per prevenire i malesseri, per potersi approcciare alla floriterapia è necessario allenare la propria capacità di introspezione; è necessario essere capaci di rispondere con la più assoluta sincerità e consapevolezza alla domanda: "Cosa sto provando in questo momento?".

Fiori e floriterapia

I fiori, abbiamo detto, sono i protagonisti essenziali di questa disciplina. Secondo la floriterapia, ogni fiore racchiuderebbe una particolare “qualità vibrazionale”. Questa qualità verrebbe trasferita all'acqua durante la preparazione del rimedio, da ricreare in base allo stato emotivo specifico del momento. 

Prima di andare avanti e approfondire ancora l’argomento, è importante precisare che la floriterapia non può essere definita come materia scientifica. Appartiene piuttosto al mondo delle cosiddette medicine complementari, che possono essere di supporto alla medicina tradizionale.

Esistono diversi sistemi di floriterapia. Il più famoso resta quello sviluppato dal medico inglese Edward Bach, colui che ha ideato i famosi Fiori di Bach.

Fiori di Bach: storia e origini

Edward Bach fu un noto medico nato in Inghilterra nel 1886. Svolse la sua professione principalmente a Londra, dove lavorò anche come ricercatore, immunologo e omeopata, e dove era molto stimato.

Durante la sua carriera sviluppò un forte interesse per il rapporto tra emozioni e salute. Secondo lui, infatti, molte malattie derivavano da squilibri emotivi. A questa conclusione giunse osservando i suoi pazienti: Bach notò che persone con gli stessi disturbi potevano reagire in modo diverso anche a seconda del loro stato d'animo.

Nel 1930 iniziò quindi a cercare rimedi naturali in grado di agire sulla sfera emotiva. Abbandonò lo studio di Londra per condurre le sue ricerche nelle campagne inglesi e tra il 1930 e il 1936 individuò 38 rimedi floreali, ciascuno corrispondente a una specifica condizione.

Secondo Bach, questi rimedi aiutavano le persone a ritrovare armonia interiore ed erano in grado di trattare la causa emotiva prima del sintomo fisico.

A cosa servono i Fiori di Bach e come funzionano

Bach sviluppò due metodi per preparare gli estratti:

  • la solarizzazione, cioè l'infusione dei fiori in acqua poi esposta al sole;
  • la bollitura, cioè la bollitura dei fiori per estrarne l'essenza e la conseguente diluizione e conservazione dell'acqua con una piccola quantità di alcol.

Entrambi i metodi condividevano lo stesso obiettivo: trasferire la cosiddetta “informazione” del fiore all'acqua. 

Ma a quale vantaggio e di quale informazione si parla?

Secondo la filosofia di Bach, i fiori non combattono l'emozione negativa, ma ne stimolano la virtù opposta. Se una persona prova paura, il fiore non la aiuta a sopprime la paura, bensì a sviluppare il coraggio. 

Bach suddivise i suoi 38 rimedi in sette gruppi, che coprono il ventaglio dei principali disagi umani:

  • la paura
  • l'incertezza
  • l’apatia e il disinteresse nel presente
  • la solitudine
  • l'ipersensibilità
  • lo scoraggiamento e la disperazione
  • la preoccupazione per gli altri.

Ogni fiore, poi, corrisponderebbe a uno stato emotivo molto preciso, e la scelta del rimedio dipenderebbe quindi dalle emozioni vissute dalla persona in questione. Per questo non può esistere una soluzione universale valida per tutti.

I Fiori di Bach funzionano o sono una bufala? Cosa dice la scienza

Il funzionamento di questi rimedi è uno dei punti più discussi.

Secondo la teoria, i fiori trasmettono un'informazione energetica all'acqua, e questa informazione agirebbe sulla sfera emotiva della persona. 

Dal punto di vista biochimico, però, le essenze contengono quantità minime di sostanze vegetali. Per questo motivo molti ricercatori parlano di un possibile effetto placebo.

I risultati di molte ricerche sono generalmente molto prudenti e gli studi ci mostrano per lo più prove limitate e non convincenti.

In effetti, se analizzassimo un flaconcino di Fiori di Bach, troveremmo solo acqua, una piccola percentuale di alcol usato come conservante e, al massimo, tracce infinitesimali di materiale vegetale. Non essendoci principi attivi in dosi rilevanti, la farmacologia non ne riconosce l'efficacia.

Uno studio clinico in doppio cieco ha concluso che l'effetto dei Fiori di Bach è sovrapponibile a quello del placebo.

Tuttavia, bisogna guardare la cosa anche da un altro punto di vista. Il fatto che l'effetto sia paragonabile al placebo non significa che il rimedio sia inutile. Che la mente possa influenzare il corpo è, infatti, un fatto. 

Il rituale di assumere le gocce, l'introspezione necessaria per scegliere il fiore giusto e l'intenzione di volersi prendere cura di sé sono tutti fattori che potrebbero aiutare la persona a sintonizzarsi con le proprie emozioni, portando a una migliore percezione della propria qualità di vita.

Floriterapia e Fiori di Bach: usare con cura!

Abbiamo visto che la floriterapia può essere un modo interessante per riflettere sulle proprie emozioni.

L'importante, però, è trattare questa pratica con consapevolezza e prudenza. La floriterapia non è pericolosa nel senso tossicologico del termine (i fiori non avrebbero effetti collaterali), ma parlare di emozioni e lavorare sulle stesse è una cosa alquanto seria. 

Ricordiamoci quindi che non si tratta di un rimedio miracoloso o che può sostituire le terapie mediche e i trattamenti psicologici. 

Può però accompagnarci in un percorso di benessere complessivo più ampio ed essere usata come mezzo attraverso cui prendere consapevolezza del modo in cui viviamo le nostre emozioni quotidianamente.

 

Foto di Stephan Seeber

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