Il benessere è una necessità nella vita di tutti, ancora di più per gli infermieri, dove diventa necessario per garantire una cura ottimale dei pazienti. Spesso viene messo a rischio dal carico di lavoro quotidiano, dallo stress emotivo e fisico e dai turni irregolari e lunghi. Gli infermieri, infatti, devono affrontare tipologie di situazioni complesse e, spesso, emotivamente intense.
Mantenere una condizione di benessere psicofisico è essenziale, diventa prioritario trovare il tempo per prendersi cura di sé e per adottare tecniche che aiutino a ritrovare serenità. Il mondo del benessere ci offre sempre più novità Chiara ci racconta quelle più interessanti.
Tecniche di rilassamento per gli infermieri:
Mindfulness e meditazione: Praticare la mindfulness aiuta a concentrarsi sul momento presente, riducendo l'ansia e migliorando la gestione dello stress. Anche solo pochi minuti di meditazione al giorno possono promuovere un senso di calma e controllo emotivo.
Esercizio fisico regolare: L'attività fisica, come yoga, camminate o allenamenti leggeri, aiuta a ridurre lo stress, a migliorare l'umore grazie al rilascio di endorfine e a migliorare la salute fisica generale, spesso messa a dura prova dai turni prolungati.
Tecniche di respirazione: Respirare profondamente e in modo consapevole può calmare il sistema nervoso e ridurre la tensione. Esercizi di respirazione, come la respirazione diaframmatica o la tecnica 4-7-8, possono essere facilmente integrati durante le pause.
Ritrovare una routine quotidiana serena: Anche nelle giornate più impegnative, ritagliarsi momenti di piacere e rilassamento è essenziale. Prendersi del tempo per leggere, ascoltare musica o dedicarsi a un hobby permette di staccare dalla routine ospedaliera.
Adottando queste tecniche, gli infermieri possono preservare il loro benessere, ritrovare equilibrio e affrontare con maggiore serenità le sfide quotidiane del loro lavoro.
Affrontare le difficoltà e le sfide che ogni giorno possono presentarsi è una questione di forza di volontà, di coraggio. In Finlandia tutto ciò prende il nome di Sisu, un termine che non trova corrispondenza in altre lingue del mondo e che possiamo definire come una specie di grinta che spinge ad agire.
Vediamo insieme di cosa si tratta e come applicare questo concetto nella quotidianità.
Secondo una ricerca recente condotta da Censuswide per Amazon Kindle (fonteAnsa), il 91% degli italiani controlla il proprio smartphone fino a 80 volte ogni ora, nell'attesa di ricevere una nuova notifica o di cercare inconsciamente nuovi stimoli. Questo dato è sicuramente preoccupante se aggiungiamo anche il fatto che la maggior parte delle persone non riesce a staccarsi dal telefono se non quando va a dormire.
Questa condizione ha un nome e si chiama nomofobia, e se non riesci a vivere nemmeno un paio d'ore senza il tuo cellulare probabilmente ne hai a che fare anche tu.
Sappiamo che la nostra vita è un dono, e che di conseguenza ogni attimo vissuto lo è. Eppure, molto spesso pare che questa consapevolezza sia nostra solo in teoria. In pratica, invece, siamo soliti pianificare il futuro e rimuginare sul passato, perdendo di vista l’unico momento realmente importante e sotto il nostro controllo: il presente.
Proprio il presente è il tempo su cui si concentra l’Ichigo Ichie, la filosofia giapponese che ci insegna l’importanza di vivere appieno l’attimo, con gratitudine e consapevolezza. L’obiettivo? Imparare e prendere coscienza del fatto che ogni istante è sacro, e che, come tale, dovrebbe essere vissuto come se fosse unico e irripetibile. In fondo, forse non lo è?
Viviamo in un’epoca di continue sollecitazioni emotive. Ogni giorno, non appena ci alziamo dal letto, sappiamo già che affronteremo almeno una sfida, almeno una situazione di stress al lavoro, almeno un incontro spiacevole che può metterci alla prova.
E come se non bastasse, non sempre siamo preparati a gestire le emozioni che ne derivano: a volte ci lasciamo sopraffare, altre volte cerchiamo di reprimere quello che proviamo, altre ancora esprimiamo i nostri sentimenti anche in modo poco sano.
La cultura giapponese è piena di quelle parole intraducibili in italiano, più difficili da spiegare che da fare proprie. Una di queste è Shoganai.
Se volessimo trovare un significato più vicino alla nostra cultura, potremmo trovarlo nella filosofia del c'est la vie, un modo per dire “non si può far nulla, inutile preoccuparsi”.
Non parliamo però di un’espressione di rassegnazione, come si potrebbe pensare, ma di un invito ad accettare serenamente ciò che è al di fuori del nostro controllo.
Equilibrio, benessere interiore, felicità, tranquillità dell'anima. Tutti questi concetti possono essere considerati come il fine ultimo di una delle filosofie giapponesi più importanti per la cultura nipponica.
Parliamo nel Nagomi, una soluzione semplice ma profonda per riportare armonia e serenità nelle nostre esistenze.
Tutti almeno una volta abbiamo sognato di dare una svolta alla nostra vita, girare pagina e ricominciare sperando in qualcosa di migliore.
Spesso, sentiamo la necessità di cambiare in concomitanza con l’inizio di un nuovo anno, di un cambiamento lavorativo o della fine di una relazione importante. Tutte queste situazioni segnano una rottura con il passato e richiedono di ricominciare da capo, ma l’eccitazione che alcune persone possono provare nell’affrontare questo grande passo per altre può trasformarsi invece in una paura indicibile.
L’idea della perfezione ci ossessiona, c’è poco da fare.
Sui social vediamo vite impeccabili, corpi scolpiti, carriere brillanti e coppie apparentemente perfette, e nel vederle non facciamo altro che chiederci perché noi non possiamo essere come quelle persone, perché noi non possiamo avere quello che hanno quelle persone. La risposta che ci diamo, poi, è sempre la stessa: non siamo abbastanza.
Questo senso di inadeguatezza si chiama atelofobia, ed è un disturbo d’ansia che colpisce più persone di quanto puoi immaginare.