Si chiama Philips Lumify il nuovo ecografo che per le sue ridotte dimensioni possiamo definire "tascabile".
Un gioiello di tecnologia che dal novembre 2015 è in vendita in America, ma che prospettive apre una miniaturizzazione così spinta?
I progressi tecnologici portano ad un cambiamento radicale degli strumenti che ci troviamo ad utilizzare, negli anno 90 l'infermiere si chiedeva se doveva posizionare l'ago cannula, oggi se deve utilizzare l'ecografo o come allestire un robot chirurgico da milioni di euro.
Presentare i cambiamenti che la tecnologia ci impone ci consente di capirli e forse governarli al meglio.
Le nanofibre sono filamenti piccolissimi, la loro realizzazione è un esempio di come si possano applicare i principi scientifici per ottenere qualcosa di nuovo, infatti sono realizzate con un elettrofilatrice, una macchina che con alti voltaggi e campi elettromagnetici crea filamenti dell'ordine dei 100 nm.
Filamenti di 100 nm vuol dire dell'ordine di 0,1 micron ovvero più piccolo di una cellula e questo fa si che le medicazioni che utilizzeremmo sarebbero in grado di adattarsi alle singole cellule, fantastico.
BD Insyte™ Autoguard™ Shielded IV Catheters è un'agocannula con standard avanzati che ne rendono più semplice e sicuro il posizionamento.
In realtà unico problema è l'operatore, io ci ho messo un pò a capire che era veramente più semplice perchè le prime volte che hai in mano questa agocannula ti ricordi quelle vecchie ma non è la stessa cosa.
Nel nostro lavoro rileviamo parametri vitali, chiediamo informazioni e poi molte volte il tutto si conclude con la trascrizione, ma il lavoro non dovrebbe finire lì.
Tanti dati e informazioni rilevati solo come elementi di routine potrebbero farci ridurre l'attenzione con il rischio che la nostra attenzione si riduca e non prestiamo più attenzione verso un dato non corrispondente a quanto abbiamo difronte, è possibile?
Visto che l'Italia non ha una grande attività di produzione di linee guida è necessario guardare oltreconfine, una delle ultime linee guida uscita a dicembre 2014 ci offre degli spunti importanti e mette ancora di più l'operatore al centro della soluzione o del problema.
Il laccio emostratico che ho sempre utilizzato è quello classico in lattice, si mette in un attimo e si toglie con una mano in un attimo.
Il laccio piatto l'ho visto usare da alcuni colleghi che se lo tenevano religiosamente stretto, visto che l'avevano pagato di tasca propria. Personalmente credo che il laccio sia una di quelle cose che il datore di lavoro ci deve fornire, ma ne ho trovato uno a 2 euro su Amazon e quindi me lo sono fatto spedire.
Si tratta di un argomento assai discusso, sul quale hanno fatto chiarezza due recenti documenti assai autorevoli: le linee guida SHEA/IDSA del 2014 e le linee guida AVA 2015 sull’accesso venoso pediatrico (entrambi scaricabili dal nostro sito).
Le linee guida EPIC3 e SHEA/IDSA PRACTICE E RECOMMENDATION sono state realizzate nel 2014 e tradotte a cura del team del GAVeCeLT.
Due linee guida che portano delle novità date dal fatto che entrano nel dettaglio e concettualmente si aprono a più opzioni, questa cosa è raccomandata in alternativa questa.
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