Ago cannula

Ago cannula

L'ago cannula è l'accesso vascolare più utilizzato perchè si posiziona rapidamente ed è di utilizzo immediato.

  • agocannula standard  Il posizionamento di un catetere venoso periferiferico è utile per infusioni ripetute e di durata prolungata o quando è necessario fare un prelievo e poi un infusione.

    Ci sono diversi modelli di ago cannule, la tecnica di posizionamento cambia di poco a seconda del modello.

    Ci sono poche cose da non fare, ma tante attenzioni da avere.

  • quizBuongiorno

    Sono un laureando in infermieristica presso l'università La Sapienza di Roma. Nella mia tesi sto parlando dell'importanza dell' infermiere nella gestione dei CVP in ospedale.

    Insieme alla dottoressa Bruno Eleonora, la mia relatrice,  ( Responsabile posizione organizzativa Assistenza Infermieristica Dipartimento Diagnostica, Medicina Trasfusionale Servizi Sanitari di Supporto ed Ambulatoriali ISRI CC - ICA ) abbiamo deciso di somministrare questo breve test per capire l'importanza che si da in ospedale a questi dispositivi e se si conoscono le complicanze ad esso correlate.

  • Per la gestione delle agocannule o cvp è meglio utilizzare la fisiologica, la soluzione eparinata o niente? Tutti abbiamo le nostre risposte e non le discuto ma vorrei aggiungere solo delle domande.... La scelta di mantenere un agocannula per lunghi periodi ha da subito offeto la necessità di evitare la formazione dei coaguli, il sangue refluisce all'interno del lume e coagula è un aspetto fisiologico noto che non può essere messo in discussione.


  • fleboclisi hub miniGli accessi venosi centrali o periferici offrono situazioni simili per le possibilità di accesso ai microrganismi nel circolo venoso o arterioso.

    I batteri creano dei biofilm sulle superfici dei presidi utilizzati, degli strati di batteri coperti e uniti da proteine formano colonie a volte stratiformi a volte emisferiche e per il fatto che una superfice è sintetica avranno una superfice dove antibiotici e altri antibatterici non riescono ad arrivare.

    I batteri entrano nel circolo venoso per via endoluminare o extraluminare due vie di ingresso molto diverse.

  • Come potrebbe essere un deflussore ideale?

    Prima dovremmo pensare a quali difetti potrebbe avere un deflussore, il filtro si bagna e blocca l'infusione, difficile da regolare, lo riempi e sgocciola ovunque, la flebo finisce e si vuota il tubo, cose normali a cui siamo talmente abituati che in tanti non riescono ad immaginare altro.

    Eppure era il 2012 quando ho avuto modo di provare un deflussore che si fermava da solo appena pieno senza sgocciolare ovunque, che non faceva scendere l'aria oltre il gocciolatore appena la flebo si vuota ed era facile da regolare, un miraggio.

    No esiste eccome...

  • L'accesso venoso è solitamente reperito o con un agocannula, la stessa può essere direttamente collegata ad un tappino a pressione o ad una prolunga a tre vie.

    Ogni cosa che si fa per il bane del paziente ha degli effetti positivi e degli effetti negativi, nel caso del posizionamento di un accesso venoso la sede ha una sua importanze sugli effetti negativi.

    Ogni punto del braccio ha pregi e difetti.

  • agocannula standardNella più importante rivista scientifica italiana "Assistenza infermieristica e ricerca" è stato pubblicato un articolo dal titolo " I cateteri venosi periferici non utilizzati:

    risultati di uno studio trasversale in ospedale" che evidenzia quanto siano lasciate in sede un catetere venoso periferico (CVP) dopo che non ne è più necessario l'utilizzo.
    Quanti sono i pazienti che hanno un cvp non utilizzato? Quanti giorni viene lasciato il cvp inutilizzato? Potranno mai essere 1 o 2 ma se sono 3 cosa ne penseresti?
  • Lo studio randomizzato porta a confronto due tipologie di medicazione del catetere venoso periferico (cvp), una medicazione diciamo standard ed una che vede nel punto di ingresso dell'agocannula l'apposizione della colla in cianoisoacrilato.

    Questa colla l'ho vista applicare sul PICC con risultati interessanti, adesso se l'utilizzo si estende per le agocannule potrebbe essere un opzione in più, lo studio però mi lascia dei dubbi.

  • Sbagliare una vena può creare un disagio importante nel nostro assistito e inoltre richiede di ripetere la procedura e quindi un interruzione dell'attività con ripetizione di tutta la procedura.

    Un infermiere può sbagliare un accesso venoso per molti motivi, alcuni sono:

  • Era il 2010 quando mi ponevo questa domanda, e scrivevo queste righe, la questione può sembrare semplice  e la risposta pure, in fondo è un numero, c'è chi direbbe 2 giorni altri 4 anche se forse i più astuti starebbero in silenzio.

    Sapere quanto tempo si può lasciare in sede un agocannula è un punto di partenza per fare un riflessione sul cateterismo venoso periferico e le sue implicazioni dal punto di vista economico e di benessere del paziente. 

  • nedleless piccolaLa linea guida più aggiornata sulla gestione degli accessi vascolari è stata pubblicata nel gennaio 2016 dal Journal of Infusion Nursing, questa linea guida ha una serie di raccomandazioni sui connettori senza ago, che spesso non traduciamo e chiamiamo needlefree connectors o tappini a pressione, senza ago o in altri modi.

    (Le raccomandazioni sono state tradotte dal GAVECELT ma nella straduzione hanno tradotto standard con norma e non è la stessa cosa quindi rimetto standard che si capisce benissimo).

  • Quando posizioniamo un agocannula per una terapia infusionale sappiamo a priori che compariranno delle complicanze, immediate o tardive, questo è un dato di fatto e il paziente è il primo che ci può segnalare la complicanza il suo aiuto è determinante per un azione precoce.

    La terapia infusionale è la pratica più diffusa ed importante in ospedale, in quanto consente di curare in modo efficace moltissimi pazienti, sappiamo che compariranno delle complicanze vediamo se riesco ad elencarle tutte...

  • logo gaveceltLinee guida INS 2016, la traduzione italiana dei capitoli più importanti delle linee guida INS 2016 (Infusion Nursing Society), è stata messa online pochi giorni fa a a cura del GAVeCeLT.

    La traduzione dei capitoli principali ci da come risultato un documento di 95 pagine con una sezione dedicata ale complicanze.

  • gavecelt newVi ripropongo la newsletter del GAVeCeLT curata dal dott.Pittiruti.

    Il GAVeCeLT è in prima linea nella divulgazione scientifica su tutti gli aspetti degli accessi vascolari e ci presenta la linea guida sugli accessi periferici 2016.

  • agocannula standardFino a qualche tempo fa posizionare un catetere venoso periferico o agocannula richiedeva delle manovre da equilibrista per evitare di pungersi e per evitare inutili spandimenti di sangue.

    Tanti lo fanno ancora, una mano tiene premuto sulla punta della cannula e con l'altra si sta attenti a non forarsi cercando di disinnescare l'ago, diventato una potenziale arma biologica.

     

  • Le motivazioni possono essere meccaniche e le ho descritte nella pagina 

    In questa seconda parte gli aspetti che sono più collegati al paziente e che spesso influiscono sulla durata del posizionamento della via venosa .

  • BD Insyte™ Autoguard™ Shielded IV Catheters è un agocannula con standard avanzati che ne rendono più semplice e sicuro il posizionamento.

    In realtà unico problema è l'operatore, io ci ho messo un pò a capire che era veramente più semplice perchè le prime volte che hai in mano questa agocannula ti ricordi quelle vecchie ma non è la stessa cosa.

  • blood clot heroGrazie ad una discussione ho riguardato una linea guida del 2014 che si chiama EPIC3.

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  • provetteCi sono diversi articoli scientifici che affrontano questo aspetto e grazie ad un articolo in vista su infermieristicapediatrica.it ho dato un occhiata a cosa propone la bibliografia scientifica.

    L'articolo analizza una ricerca sui bambini dove evitare un foro ha delle conseguenze importanti sulla qualità dell'assistenza percepita.