Tecniche e tecnologie per l'assistenza infermieristica
Le tecniche infermieristiche utilizzano sempre di più prodotti tecnologici e innovativi. Il legame fra tecnica infermieristica ed evoluzione tecnologica è il fondamento di un'assistenza adeguata alle possibilità che ci sono offerte. Avere una tecnologia e non saperla usare è uno spreco di risorse imperdonabile. Oggi gli infermieri allestiscono sale operatorie con robot che costano milioni di euro.
La somministrazione della terapia spesso viene insegnata come un processo che deve essere fatto in modo rigoroso, corretto e deve essere tutto giusto.
La regola delle G che a seconda delle versioni sono 5-6 o 7 è un punto di partenza, ma non completa tutto il processo, perchè l'infermiere è un essere umano e sbaglia.
La diluizione dei farmaci raccontata nei libri sposa bene la teoria con la pratica ed una semplice proporzione matematica sembra sempre funzionare, alla fine si ottiene un numero esatto preciso.
La pratica nasconde dei risvolti che la teoria dovrebbe tenere presente così che teoria e pratica possano avere lo stesso risultato.
L'infermiere deve decidere il dosaggio di un farmaco da somministrare al paziente in diverse situazioni, perché molte volte non esiste in commercio un dosaggio preciso e quindi il farmaco va frazionato.
I concorsi pubblici per infermiere hanno spesso delle domande mirate con lo scopo di verificare la conoscenza del calcolo dei dosaggi.
Purtroppo il giorno del concorso è particolarmente stressante e la tensione può fare brutti scherzi; esercitarsi è l'unica soluzione possibile per superarlo.
Il clistere, la peretta o la pompetta sono strumenti con una funzione simile, sono molto utilizzati in ospedale o al domicilio per la pulizia e l'evacuazione dell'intestino; rappresentano una delle tecniche apparentemente più semplici che l'infermiere è chiamato ad effettuare.
L'infermiere interviene qual'ora la persona non sia in grado di evaquare da solo, quando è richiesta una soluzione medicata per un'azione terapeutica.
Perché guardare oltre il “buco nella pelle”: un nuovo libro in wound care, forse per molti, sicuramente non per tutti
L’idea di questo libro è abbastanza lontana nel tempo, nasce cinque anni fa. Avevamo già pubblicato precedentemente un altro testo: Caula C, Apostoli A. Cura e assistenza al paziente con ferite acute e ulcere croniche, Maggioli Editore, 2010. Sentivamo la necessità di fare un passo ulteriore, perché nel campo del wound care si sono nel frattempo consolidate alcune tendenze che vanno contrastate:
L'Operatore Socio Sanitario (OSS) sostituisce spesso una flebo nei vari contesti lavorativi, d'altronde è un'azione semplice, vista fare tante volte e ci si mette un attimo. Eppure, non è il suo lavoro.
Sicuramente per l'infermiere inesperto potrebbe sembrare un aiuto, ma l'OSS ha già le sue attività da svolgere, previste dall'accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2001.
L'assistenza infermieristica ha una base teorica, ma poi l'agire maggiormente percepito dall'assistito è attraverso una tecnica ben fatta, efficace e sicura.
Quando la tecnica infermieristica non segue un disciplinare rigoroso il risultato è una tecnica errata che può inficiare un lavoro complesso articolato e multiprofessionale, anche se alla fine il passaggio sbagliato è uno. Il sondaggio ha rilevato che la diffusione di tecniche errate è diffuso anche troppo.