siringa fialaLa diluizione dei farmaci raccontata nei libri sposa bene la teoria con la pratica ed una semplice proporzione matematica sembra sempre funzionare, alla fine si ottiene un numero esatto preciso.

La pratica nasconde dei risvolti che la teoria dovrebbe tenere presente così che teoria e pratica possano avere lo stesso risultato.

Una premessa, alla base della diluizione dei farmaci è obbligatorio conoscere le proporzioni, altrimenti per un ripasso veloce visita "LE PROPORZIONI | COME SI RISOLVONO?"(LINK).

In generale, tratto da wikipedia (LINK):

Al termine proporzione si può anche attribuire il significato di particolare relazione fra quattro numeri.

Citando Euclide: Quattro numeri sono proporzionali fra loro, se il primo è multiplo o parte del secondo, come il terzo è rispetto al quarto. (Def. 20 - Libro VII degli Elementi di Euclide)

Si dice che quattro numeri reali positivi a, b, c, d sono in proporzione fra loro, se il rapporto fra il primo e il secondo è uguale al rapporto tra il terzo e il quarto; in formula:

proporzione

Questa relazione quaternaria si legge: a sta a b, come c sta a d .

Per esprimere questa situazione si può anche dire che i numeri a, b, c, d, nell'ordine costituiscono una quaterna di numeri proporzionali. Questo termine è preciso ma un po' pesante e si può abbreviare parlando di una quaterna proporzionale.

 

La proporzione si traduce poi con un'operazione matematica semplice sostituendo alle lettere quello che cerchiamo ad esempio:

Dato 1 gr di farmaco, portarlo a 10 ml di soluzione e prendere 350mg di farmaco per la terapia.

Nello svolgimento il primo passo è utilizzare la stessa unità di misura, in questo caso utilizziamo i mg e i ml:

a= 1000mg

b= 10 ml

c=350mg

d=x

Quindi diventa:

x= (10*350)/1000

 

L'equazione è semplice e non lascia dubbi o incertezze ma dipende da cosa devi preparare.

Nella somministrazione della terapia spesso ci sono dosaggi interi come ad esempio le terapie in compresse e non lasciano dubbi, salvo quando devono essere frazionati, fare 1/2 compressa o meno è semplice se la compressa è predisposta, altrimenti il farmaco somministrato è molto più approssimativo.

Un esempio, fare 1/4 di lopresor richiede di scegliere la porzione di compressa che assomiglia ad 1/4 perchè la cp è fatta per essere suddivisa in 2 e non in 4 dato che sono disponibili cp a dosaggi più bassi.

I farmaci che sono in soluzioni pronte già titolate in un dosaggio per ml è chiaro che possono essere aspirati nella misura prescritta e somministrati, ovviamente in questo caso è importante che ci sia la siringa di una dimensione adeguata, aspirare 1 ml con una siringa da 20ml fa si che la misurazione sia incerta e veramente approssimativa.

L'inghippo più serio lo incontriamo con i farmaci in polvere da ricostituire. 

Molti farmaci per somministrazione intramuscolare o endovenosa sono in polvere, perchè più stabili e si conservano più a lungo, per essere somministrati devono essere ricostituiti con un solvente.

Nel caso in cui la prescrizione richieda di fare la dose unitaria del flacone non ci sono calcoli da fare, ma quando ci viene richiesto di somministrarne una dose ben precisa è necessario tenere presente il volume che il farmaco va ad occupare, potrebbe capitare che diluendo 1000 mg con 10 ml di sf o acqua per preparazioni iniettabili, ci potremmo trovare davanti ad un volume di 11ml.

Questo comporta due problemi.

Il primo è che se abbiamo usato una siringa da 10ml ci troviamo al limite e se non ce lo aspettiamo potresti portarla oltre il limite e perdere tutto, capita una volta nella vita professionale, non due.

Il secondo è che dobbiamo rifare il calcoli.

Non tutti i soluti una volta diluiti aumentano il volume in modo significativo, questo dato nel foglietto illustrativo spesso non è riportato, nemmeno nei chemioterapici, farmaci in cui la precisione nel dosaggio è importantissima.

Sarebbe utile una tabella o una lista di dati sul volume che occupa un farmaco ricostituito.

Lo strumento è importante, la siringa nella fase di diluizione può essere uno strumento grossolano, per aspirare e mixare il prodotto e controllare, aspirando tutto il contenuto, che il volume finale sia quello atteso.

Operativamente se è necessaria una precisione elevata, è meglio ricostituire un farmaco cercando di avere il minor numero di mg/ml.

Il primo errore è considerare l'errore come se fosse uno sbaglio irreversibile.

L'errore è di diverse tipologie quello che devi cercare di conoscere e ridurre è l'errore naturale, quello presente nella natura delle cose, la stessa evoluzione che ci ha portato ad essere quello che siamo nasce da degli errori nel DNA, l'errore naturale, probabilistico è conosciuto bene dagli statistici che lo calcolano o dagli ingegneri ed i fisici che calcolano in tutte le misure tenendo presente l'errore chiamato delta o scarto.

L'errore umano è diverso, può partire da una componente naturale, dal carattere, dalle scelte e dall'attenzione.

Come ti comporti quando sei coinvolto in prima persona?

Lo ignori perché ti hanno insegnato a puntare alla perfezione e l'errore è una macchia da cancellare.

L'errore naturale puoi riconoscerlo, è negli strumenti e nei prodotti, conoscendolo meglio puoi ridurlo, ma non scomparirà mai.

L'errore umano anche questo puoi cercare di conoscerlo e riconoscerlo dentro di noi o attorno a noi, ci serve una buona capacità di autoanalisi critica così quando arriverà lo riconosceremo prima che accada, mentre ignorarlo o dimenticarlo è inutile e dannoso perché gli dai la possibilità di ritornare.

Alcune piccole regole possono aiutare:

Le regole della terapia 5-6-7 G ignorano l'errore umano, la loro semplicità le rende perfette. 

Regole utili e importantissime vanno sempre considerate ma possiamo aggiungere:

Strumento appropriato, la siringa deve essere adeguata, usare una siringa da 20ml per soluzioni di 1-2 ml è palese che non consenta di dosare il farmaco in modo preciso.

Farmaco oleoso, difficile da aspirare, quando si inclina la fiala scorre e rischia di cadere, oppure dopo l'iniezione essendo denso una gocciolina può fuoriuscire.

Farmaco farinoso o ancora cristallizzato in soluzione, può far chiudere l'ago e le manovre devono essere delicate per non perdere farmaco con i cambi o con lo scollegamento sotto pressione.

Farmaco effervescente, il grazidim è molto effervescente (nel bugiardino scrivono leggermente) nella fase di diluizione libera gas e va lasciato sgasare prima di metterlo in siringa altrimenti si perde perchè il gas liberato nella siringa ne aumenta la pressione interna e dall'ago poi fuorisce il farmaco.

Un libro di approfondimento:

Calcoli e dosaggi farmacologici. La responsabilità dell'infermiere: all'inizio sembra impegnativo, alla fine del libro negli ultimi esercizi si riescono a riconoscere alcuni errori negli esercizi, ricontrolla due volte ma se li hai trovati, vero che è un difetto, ma vuol dire che il libro ha raggiunto il suo scopo.

 

Per approfondimenti:

Errore di terapia, sei la seconda vittima?

 

 

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