Tecniche e tecnologie per l'assistenza infermieristica
Le tecniche infermieristiche utilizzano sempre di più prodotti tecnologici e innovativi. Il legame fra tecnica infermieristica ed evoluzione tecnologica è il fondamento di un'assistenza adeguata alle possibilità che ci sono offerte. Avere una tecnologia e non saperla usare è uno spreco di risorse imperdonabile. Oggi gli infermieri allestiscono sale operatorie con robot che costano milioni di euro.
La coronarografia, nota anche come angiografia coronarica, è una procedura diagnostica invasiva utilizzata per visualizzare le arterie coronarie, i vasi sanguigni che forniscono sangue al muscolo cardiaco.
Questa tecnica è considerata il gold standard per la diagnosi delle malattie coronariche, tra cui la stenosi (restringimento) e l'occlusione delle arterie coronarie.
L'assistenza domiciliare (ADI) rappresenta un pilastro fondamentale del sistema sanitario, consentendo ai pazienti di ricevere cure e supporto nel comfort delle proprie case. In questo contesto, l'infermiere riveste un ruolo cruciale, andando ben oltre la semplice somministrazione di terapie.
In Italia, l'assistenza infermieristica domiciliare è stata oggetto di un'importante analisi condotta dal CERSI (Centro di Eccellenza per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Infermieristica) su mandato della FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche).
Il Center for Nursing Research and Innovation (CeNRI) è un centro di ricerca infermieristica all'avanguardia, nato nel 2016 presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Unico nel suo genere in Lombardia e tra i primi in Italia, il CeNRI si dedica alla ricerca infermieristica con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'assistenza e la sicurezza dei pazienti.
La colonscopia, uno strumento indispensabile della medicina moderna, rappresenta una necessità nella prevenzione e nel trattamento delle malattie del colon e del retto. Immaginate uno strumento flessibile, dotato di una telecamera, capace di percorrere con delicatezza le pieghe e le curvature dell'intestino, offrendo immagini straordinariamente dettagliate di ciò che avviene al suo interno.
Con un po' di preparazione e la giusta dose di empatia, questa procedura non è solo un'opportunità per diagnosticare condizioni potenzialmente gravi, ma anche un’arma potente per prevenirle.
L'emogasanalisi (EGA) è un esame diagnostico cruciale nel monitoraggio dello stato acido-base e dell'ossigenazione di un paziente. È utilizzato soprattutto in contesti di emergenza o in terapia intensiva, ma anche in numerose altre aree della medicina, come la pneumologia e l'anestesia.
L'analisi dei gas nel sangue, comunemente noto come emogas, consente ai medici di valutare la funzionalità respiratoria e metabolica del paziente, fornendo informazioni sullo scambio gassoso a livello polmonare e sullo stato di equilibrio acido-base dell’organismo.
Nel sito dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha terminato il processo di valutazione il documento proposto dall'Associazione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC) dal titolo "Prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione", esso consiste nell'adattamento italiano delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE).
Questo adattamento è stato possibile grazie al contributo dei tanti colleghi e delle associazioni che rappresentano, adattamento che si è reso necessario per garantire che le raccomandazioni siano pienamente applicabili al contesto italiano, tenendo conto delle specificità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Il documento pubblicato dalla Regione Campania è molto importante perché interessa pazienti fragili che hanno necessità di un'assistenza meticolosa e in più unisce l'ospedale, l'assistenza domiciliare, la famiglia e le residenze sanitarie.
Gli obiettivi sono semplici e molto ambiziosi perché accennano a elementi nuovi.
L'uso eccessivo e inappropriato di antibiotici è un problema crescente in ambito sanitario, con conseguenze potenzialmente gravi per i pazienti. Un esempio significativo è rappresentato dalla gestione delle infezioni del tratto urinario (UTI) in pazienti con catetere vescicale a permanenza.
Questo articolo illustra un approccio multidisciplinare alla gestione delle urinocolture, volto a ottimizzare l'uso degli antibiotici e a migliorare la sicurezza del paziente.