Mi chiamo Silvano biagiola e sono un infermiere.
Il lungo e inarrestabile percorso della professione infermieristica assume i contorni del viaggio di una possente nave, immensa e fondamentale per la vita di innumerevoli passeggeri, varata in un mare perennemente tempestoso. A questo equipaggio, per lungo tempo, era stato categoricamente negato l'uso della bussola. Costretta a seguire rotte tracciate su mappe altrui, la ciurma eseguiva gli ordini con estrema devozione, silenziosa e obbediente, ma irrimediabilmente legata dalle pesanti catene della sottomissione.
Relegati al ruolo di meri esecutori manuali, a questi professionisti non era concesso interpretare il cielo, né studiare le correnti per proporre approdi più sicuri. Eppure, nel buio della stiva, qualcosa ha iniziato a muoversi. Spinti da una profonda e inesauribile sete di conoscenza, dall'incrollabile dedizione nell'aggiornamento continuo e dal desiderio assoluto di offrire un porto sicuro a chi era in balia della malattia, i marinai hanno iniziato a studiare le stelle della scienza, spezzando le catene per trasformarsi inesorabilmente in navigatori esperti, fieri e autonomi.