La calcolosi della colecisti, definita clinicamente come colelitiasi, rappresenta una delle patologie di maggiore rilevanza epidemiologica e clinica nel panorama della gastroenterologia e della chirurgia generale contemporanea.1
Nei paesi occidentali, la prevalenza di questa condizione interessa una quota significativa della popolazione adulta, con una distribuzione che tende ad aumentare progressivamente con l'avanzare dell'età.1
Ascolta "Calcolosi della colecisti e assistenza integrata al paziente sottoposto a colecistectomia" su Spreaker.La gestione del paziente affetto da calcolosi biliare ha subito, negli ultimi decenni, una trasformazione radicale, evolvendo da un approccio puramente interventista verso un modello di cura multidisciplinare che integra tecniche chirurgiche mini-invasive, protocolli di recupero accelerato (ERAS) e una pianificazione assistenziale basata sull'evidenza scientifica e sull'utilizzo di linguaggi standardizzati.3
Inquadramento fisiopatologico e biochimico della litogenesi biliare
La formazione dei calcoli all'interno della colecisti è il risultato di un complesso squilibrio biochimico della bile, un fluido secreto dal fegato e accumulato nella cistifellea con la funzione di facilitare la digestione e l'assorbimento dei lipidi alimentari.1 La bile è composta principalmente da acqua, sali biliari, fosfolipidi (soprattutto lecitina) e colesterolo. In condizioni fisiologiche, il colesterolo, che è una molecola idrofoba, viene mantenuto in soluzione grazie alla formazione di micelle miste con i sali biliari e la lecitina.1
Nei paesi occidentali, oltre l'85% dei calcoli biliari è composto prevalentemente da colesterolo.1 La litogenesi colesterolica si verifica quando la bile diventa sovrasatura di colesterolo, superando la capacità solubilizzante dei sali biliari.1
Questo fenomeno può derivare da un'eccessiva secrezione epatica di colesterolo, spesso correlata a condizioni quali l'obesità, il diabete mellito di tipo 2 o una dieta ipercalorica, oppure da una riduzione della secrezione di sali biliari, come osservato nella fibrosi cistica o in seguito a malassorbimento ileale.1
Il processo di formazione del calcolo attraversa diverse fasi critiche: la nucleazione, ovvero la precipitazione del colesterolo in eccesso sotto forma di microcristalli solidi, e la successiva aggregazione e crescita di tali cristalli.1 La mucina, una glicoproteina secreta dalla mucosa della colecisti, agisce come un'impalcatura che facilita l'aggregazione dei microcristalli.1
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla motilità della colecisti; un'alterata contrattilità (stasi) impedisce il regolare svuotamento del contenuto biliare, favorendo la ritenzione dei cristalli e la loro evoluzione in calcoli macroscopici.1
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Fattore di rischio |
Meccanismo fisiopatologico |
Rilevanza clinica |
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Obesità e Sovrappeso |
Aumento della secrezione biliare di colesterolo e riduzione della motilità colecistica |
Fattore primario per calcoli di colesterolo 1 |
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Rapido calo ponderale |
Mobilizzazione del colesterolo dai depositi adiposi e aumento della saturazione biliare |
Comune dopo chirurgia bariatrica o diete drastiche 1 |
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Diabete Mellito |
Alterazione del metabolismo lipidico e neuropatia autonomica che riduce la contrattilità |
Associazione frequente con colelitiasi sintomatica 1 |
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Farmaci (es. Estrogeni) |
Aumento della saturazione di colesterolo nella bile |
Maggiore incidenza nel sesso femminile e in terapia ormonale 1 |
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Stasi Biliare |
Gravidanza, nutrizione parenterale totale o digiuno prolungato |
Formazione di fango biliare e precursori dei calcoli 1 |
Oltre ai calcoli di colesterolo, si distinguono i calcoli pigmentari, suddivisi in neri e marroni. I calcoli neri sono composti da bilirubinato di calcio e sono tipicamente associati a stati di emolisi cronica o cirrosi epatica.1 I calcoli marroni, invece, si formano prevalentemente nelle vie biliari in presenza di infezioni batteriche o parassitarie e stasi biliare cronica, essendo più frequenti nel contesto di stenosi duttali o anomalie anatomiche.1
Manifestazioni cliniche e stratificazione diagnostica multi-livello
La storia naturale della colelitiasi è caratterizzata da una lunga fase asintomatica; si stima infatti che fino all'80% degli individui con calcoli biliari non manifesti sintomi per periodi prolungati.1
La comparsa della sintomatologia segna un momento critico, poiché una volta divenuta sintomatica, la patologia tende a recidivare con coliche biliari nel 20-40% dei casi all'anno, portando allo sviluppo di complicanze gravi quali colecistite acuta, coledocolitiasi, colangite o pancreatite biliare in circa l'1-2% dei pazienti per anno.1
La colica biliare e la diagnosi differenziale
Il sintomo cardine è la colica biliare, un dolore viscerale causato dall'ostruzione temporanea del dotto cistico da parte di un calcolo durante la contrazione della colecisti. Il dolore è tipicamente localizzato all'ipocondrio destro o all'epigastrio, con possibile irradiazione alla scapola destra o alla regione interscapolare.1 Spesso il dolore insorge dopo pasti abbondanti, ma può verificarsi anche a digiuno.1
È essenziale che il professionista sanitario distingua la colica semplice dalla colecistite acuta: mentre la prima ha una durata generalmente inferiore alle 6 ore e non si associa a febbre, la persistenza del dolore oltre le 12 ore, unitamente a segni di flogosi sistemica (febbre, leucocitosi) e segno di Murphy positivo, suggerisce fortemente un'infiammazione acuta della parete colecistica.1
Protocollo diagnostico strumentale
L'approccio diagnostico deve seguire una gerarchia di indagini basata sull'efficacia e sulla non invasività:
- Ecografia addominale: rappresenta il gold standard diagnostico con una sensibilità e specificità del 95%.1 È in grado di rilevare calcoli di pochi millimetri, il fango biliare (sludge) e segni indiretti di infiammazione come l'ispessimento della parete o il versamento pericolecistico.1
- Esami di laboratorio: la valutazione deve includere la conta leucocitaria e i test di funzionalità epatica (AST, ALT, Bilirubina totale e frazionata, Fosfatasi Alcalina, GGT).8 Un aumento degli indici di colestasi suggerisce la migrazione di calcoli nella via biliare principale (coledocolitiasi).9
- Colangio-RMN (MRCP): indicata quando l'ecografia non è conclusiva ma sussiste un forte sospetto di litiasi della via biliare principale, evidenziata da dotti dilatati o alterazione dei test epatici.8
- Eco-endoscopia (EUS): riservata ai casi di incertezza diagnostica residua dopo MRCP, specialmente per l'identificazione di microlitiasi o fango biliare nel coledoco distale.8
Indicazioni alla colecistectomia: criteri di selezione e timing chirurgico
Le linee guida nazionali (ISS, SIC) e internazionali concordano sul fatto che la semplice presenza di calcoli asintomatici non costituisca un'indicazione assoluta all'intervento chirurgico, dato il basso rischio di complicanze annuali e i potenziali rischi legati alla chirurgia stessa.1
La strategia "watch and wait" è appropriata per la maggior parte dei pazienti asintomatici con vie biliari nella norma.2
Indicazioni chirurgiche assolute e relative
L'intervento di colecistectomia diventa necessario nelle seguenti circostanze:
- Colelitiasi sintomatica: la presenza di coliche biliari ricorrenti è l'indicazione principale per prevenire complicanze future e migliorare la qualità della vita.1
- Colecistite acuta: in questi casi, la colecistectomia precoce (entro una settimana, idealmente entro 72 ore dall'insorgenza) è preferibile alla chirurgia ritardata, poiché riduce i tassi di infezione e la degenza ospedaliera complessiva.1
- Complicanze biliari: pregressa pancreatite biliare, coledocolitiasi risolta o colangite richiedono la rimozione della colecisti per prevenire recidive.8
Esistono inoltre indicazioni profilattiche in pazienti asintomatici ma ad alto rischio di complicanze specifiche, come nel caso di calcoli di dimensioni superiori a 3 cm (maggior rischio di carcinoma), colecisti a porcellana o pazienti candidati a chirurgia bariatrica che presentano calcoli silenti.1
Alternative non chirurgiche
Per i pazienti non eleggibili alla chirurgia o che rifiutano l'intervento, la terapia medica con acido ursodesossicolico può essere considerata per sciogliere piccoli calcoli radiotrasparenti (< 0,5 cm).1
Tuttavia, l'efficacia è limitata ai calcoli di colesterolo puro, il tasso di successo è inferiore rispetto alla chirurgia e la recidiva è estremamente comune (circa il 50% a 5 anni).1 La terapia a onde d'urto (litotrizia) non è più raccomandata a causa degli elevati tassi di recidiva e del rischio di intrappolamento di frammenti nel coledoco.2
Standard di sicurezza intraoperatoria e prevenzione delle lesioni iatrogene
La colecistectomia laparoscopica è l'intervento di scelta grazie alla sua natura mini-invasiva, ma non è esente da rischi. La lesione iatrogena della via biliare principale (BDI) è la complicanza più temuta, con un'incidenza che varia dallo 0,04% allo 0,6%.13 Queste lesioni possono portare a sepsi biliare, cirrosi biliare secondaria e necessità di complessi interventi riparativi.13
La cultura della sicurezza: il programma Safe Cholecystectomy
La prevenzione delle BDI si basa sull'adozione universale della Critical View of Safety (CVS), un concetto tecnico che mira alla corretta identificazione delle strutture anatomiche prima della loro sezione.13 I tre requisiti per la CVS includono:
- Pulizia del triangolo epatocistico: lo spazio tra il dotto cistico, il dotto epatico comune e il margine inferiore del fegato deve essere liberato da grasso e tessuto fibroso.13
- Dissezione della parte inferiore della colecisti: il fondo della colecisti deve essere staccato dal letto epatico per esporre chiaramente la placca cistica.13
- Identificazione di sole due strutture: devono essere visibili esclusivamente due strutture che entrano nella colecisti: il dotto cistico e l'arteria cistica.13
Le linee guida raccomandano l'uso liberale dell'imaging intraoperatorio, come la colangiografia intraoperatoria (IOC) o l'ecografia intraoperatoria (IOUS), specialmente in caso di anatomia complessa, forte infiammazione o quando la CVS non può essere ottenuta con certezza.13
Qualora il chirurgo si trovi in una situazione di incertezza ("zona di rischio significativo"), è imperativo fermare la dissezione e considerare procedure di salvataggio come la colecistectomia laparoscopica subtotale o la conversione in chirurgia aperta.13
Gestione delle lesioni delle vie biliari: linee guida SAGES-AHPBA 2025
Le lesioni delle vie biliari identificate post-operatoriamente richiedono un approccio specialistico centralizzato. Le nuove linee guida pubblicate da SAGES e AHPBA per il 2025 forniscono raccomandazioni basate sulla revisione sistematica della letteratura riguardo al trattamento definitivo di tali lesioni.13
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Aspetto della gestione |
Raccomandazione SAGES-AHPBA 2025 |
Razionale Clinico |
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Timing della riparazione |
Riparazione ritardata (> 6 settimane) preferita rispetto alla precoce (< 6 settimane) |
Riduzione dei tassi di sepsi, stenosi e mortalità grazie alla risoluzione dell'infiammazione 13 |
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Expertise chirurgica |
Riparazione eseguita esclusivamente da chirurghi esperti in HPB (epato-bilio-pancreatica) |
Significativo miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita a lungo termine 13 |
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Tecnica chirurgica |
Preferenza per l'epatico-digiunostomia (HJ) su ansa alla Roux |
Risultati superiori in termini di pervietà dell'anastomosi rispetto ad altre tecniche 13 |
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Approccio mini-invasivo |
Possibile in pazienti selezionati, ma la chirurgia aperta resta lo standard per lesioni complesse |
Dipende dall'anatomia e dall'esperienza del chirurgo nel trattamento delle BDI 13 |
La classificazione di Strasberg rimane il sistema di riferimento per definire l'entità della lesione.13 Le lesioni di Tipo A (perdite dal dotto cistico) possono spesso essere gestite endoscopicamente tramite il posizionamento di stent biliari, mentre le lesioni di Tipo E (interruzione completa dei dotti epatici) richiedono quasi invariabilmente una ricostruzione chirurgica complessa.10
Il protocollo ERAS nella chirurgia della colecisti: ottimizzazione del recupero
Il protocollo Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) è un approccio multimodale e multidisciplinare volto a minimizzare la risposta allo stress chirurgico, preservare la funzione degli organi e accelerare il ritorno del paziente alla propria autonomia.3 L'applicazione di questo protocollo nella colecistectomia laparoscopica ha permesso di trasformare l'intervento in una procedura di day surgery o di degenza estremamente breve (meno di 24 ore).5
Elementi chiave del percorso ERAS
Il protocollo si articola in tre fasi fondamentali:
1. Fase Pre-operatoria:
L'obiettivo è l'ottimizzazione delle riserve fisiologiche del paziente. Gli interventi includono il counseling informativo dettagliato per ridurre l'ansia, lo screening nutrizionale precoce e l'abolizione del digiuno prolungato.5 Il paziente assume liquidi chiari fino a 2 ore prima dell'anestesia e un carico di carboidrati (maltodestrine) per contrastare l'insulino-resistenza post-operatoria indotta dallo stress.3
2. Fase Intra-operatoria:
Si focalizza sulla riduzione dell'insulto chirurgico e sul mantenimento dell'omeostasi. Oltre all'approccio mini-invasivo laparoscopico, è fondamentale l'analgesia multimodale opiod-sparing, che utilizza farmaci antinfiammatori e infiltrazioni locali per ridurre la necessità di oppioidi e prevenire l'ileo paralitico.5 Viene posta estrema attenzione al mantenimento dell'euvolemia (gestione dei fluidi) e della normotermia corporea.5
3. Fase Post-operatoria:
Le priorità sono la mobilizzazione precoce e la ripresa immediata della nutrizione orale. Il paziente viene incoraggiato a sedersi e camminare entro poche ore dall'intervento e a iniziare l'assunzione di liquidi e cibi leggeri non appena sveglio.5
I presidi invasivi, come i cateteri vescicali e i drenaggi addominali, vengono rimossi precocemente o evitati del tutto per facilitare il movimento e ridurre il rischio di infezioni.5
Pianificazione assistenziale infermieristica basata sul modello NANDA-NIC-NOC
L'infermiere svolge un ruolo cardine nell'implementazione dei percorsi clinici e nell'educazione del paziente. L'utilizzo delle tassonomie NANDA-I, NIC e NOC fornisce un linguaggio standardizzato che permette di documentare in modo chiaro il contributo infermieristico agli esiti di salute.4
Diagnosi infermieristiche prioritarie nel post-operatorio
- Dolore Acuto (00132): Correlato alla distensione addominale da CO2 e alle incisioni chirurgiche.
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- Esito NOC: Controllo del dolore (1605) e Livello del dolore (2102).
- Intervento NIC: Gestione del dolore (1400), somministrazione di analgesici prescritti e tecniche di rilassamento.4
- Nota per i professionisti: È comune il dolore riferito alla spalla destra (dolore riflesso) dovuto all'irritazione del nervo frenico causata dalla CO2 residua; l'infermiere deve rassicurare il paziente sulla natura transitoria di tale sintomo.18
- Rischio di Squilibrio dei Liquidi (00025): Correlato a perdite ematiche intraoperatorie, nausea o ridotto apporto orale.
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- Esito NOC: Equilibrio idrico (0601).
- Intervento NIC: Monitoraggio dei liquidi (4130) e gestione degli elettroliti (2000).4
- Conoscenza Insufficiente (00126): Relativamente alla dieta post-operatoria e ai segni di complicanze.
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- Esito NOC: Conoscenza: gestione della malattia (1803) e Conoscenza: dieta (1802).
- Intervento NIC: Insegnamento: dieta prescritta (5614) e insegnamento: procedura/trattamento (5618).4
- Rischio di Infezione (00004): Correlato alla presenza di ferite chirurgiche e possibili drenaggi.
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- Esito NOC: Integrità tessutale: cute e mucose (1101) e Gravità dell'infezione (0703).
- Intervento NIC: Cura delle ferite (3660) e sorveglianza della pelle (3590).17
L'applicazione del modello NNN garantisce che il piano assistenziale sia personalizzato: l'infermiere seleziona le caratteristiche definenti (segni e sintomi) e i fattori correlati specifici per il singolo assistito, monitorando gli indicatori NOC lungo un continuum temporale per valutare l'efficacia degli interventi NIC.4
Sindrome post-colecistectomia: eziologia, diagnosi e management clinico
Nonostante l'efficacia della colecistectomia, un sottogruppo di pazienti continua a manifestare sintomi gastrointestinali dopo l'intervento, configurando la Sindrome Post-Colecistectomia (PCS).10
Questa condizione non è una singola entità patologica, ma uno spettro di disturbi che riflette la persistenza della patologia pre-operatoria o l'insorgenza di nuove alterazioni fisiologiche.10
Caratteristiche cliniche della PCS
I sintomi possono manifestarsi precocemente o dopo anni e includono dolore addominale ricorrente, dispepsia, gonfiore, nausea e diarrea cronica.10 L'ittero è un segnale di allarme che indica quasi sempre un'ostruzione biliare residua.10
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Eziologia |
Cause specifiche |
Approccio diagnostico |
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Biliare Extra-epatica |
Calcoli residui nel coledoco, stenosi del dotto biliare, disfunzione dello sfintere di Oddi |
MRCP, EUS, test di funzionalità epatica 10 |
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Biliare Intra-epatica |
Calcoli intra-epatici, discinesia delle vie biliari |
Colangiografia, imaging avanzato 10 |
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Extra-biliare |
Sindrome dell'intestino irritabile (IBS), gastrite, pancreatite cronica, esofagite da reflusso |
Endoscopia digestiva alta, test funzionali intestinali 10 |
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Chirurgica |
Lesioni iatrogene, aderenze post-operatorie |
Valutazione clinica e imaging radiologico 10 |
Management terapeutico
La gestione della PCS deve essere guidata dalla causa sottostante. I calcoli residui vengono generalmente trattati tramite ERCP con sfinterotomia.9
La diarrea cronica, spesso dovuta all'eccesso di acidi biliari nell'intestino (diarrea colerica), può essere gestita efficacemente con leganti degli acidi biliari come la colestiramina.10 Nei casi di dispepsia persistente o sintomi simil-IBS, la gestione medica si focalizza sull'uso di probiotici, antispastici e modifiche dietetiche personalizzate.10
Rieducazione alimentare e adattamento metabolico post-operatorio
Senza la colecisti, il corpo perde il serbatoio di accumulo della bile; di conseguenza, la bile prodotta dal fegato viene riversata direttamente nell'intestino in modo continuo e non più concentrata in risposta all'ingestione di grassi.6
Questo cambiamento richiede un periodo di adattamento fisiologico del sistema digerente, che solitamente si completa in 2-4 settimane.27
Protocollo dietetico post-intervento
La rieducazione alimentare deve essere graduale per prevenire sovraccarichi digestivi e sintomi spiacevoli.
- Fase immediata (giorno 0-2): dieta idrica con piccoli sorsi di acqua, tisane (finocchio, camomilla) e yogurt magro. Se tollerati, si introducono passati di verdure con riso e carne bianca frullata.20
- Fase di transizione (settimana 1-2): si raccomanda di frazionare l'alimentazione in 5 piccoli pasti al giorno.27 Gli alimenti da privilegiare sono carboidrati complessi (pane tostato, cracker, pasta con condimenti leggeri), proteine magre (pollo, tacchino, pesce al vapore) e frutta matura (mele, banane).6 Vanno evitati fritti, insaccati, formaggi stagionati, alcolici e bevande gassate.26
- Fase di reintroduzione (settimana 3-4): introduzione cauta di alimenti potenzialmente irritanti o meteorizzanti come legumi passati, uova e verdure fibrose (broccoli, cavoli). Si consiglia di testare un alimento nuovo alla volta per verificare la tolleranza individuale.6
- Lungo termine (> 1 mese): la maggior parte deipazienti può tornare a una dieta equilibrata senza restrizioni assolute, ma è prudente limitare i grassi saturi per supportare la salute epatica complessiva.11
In presenza di difficoltà digestive persistenti, il clinico può suggerire l'integrazione con enzimi pancreatici o estratti di carciofo e cardo mariano per stimolare la funzione epatobiliare.26 L'idratazione costante (8-10 bicchieri d'acqua al giorno) è essenziale per regolare il transito intestinale e prevenire sia la diarrea che la stipsi indotta da analgesici.17
Educazione terapeutica e continuità delle cure: dalla dimissione al follow-up
L'educazione terapeutica è un processo sistematico volto a fornire al paziente e alla famiglia le competenze necessarie per gestire autonomamente la convalescenza e prevenire le complicanze.23 In chirurgia laparoscopica, la dimissione rapida rende questa fase ancora più critica.
Istruzioni per la gestione domiciliare
Il professionista sanitario deve assicurarsi che il paziente comprenda i seguenti punti prima della dimissione:
- Cura delle ferite: lavare le mani prima di toccare le medicazioni. Le strisce adesive (Steri-Strips) non devono essere rimosse finché non si staccano da sole. La doccia è generalmente consentita dopo 48 ore, proteggendo le incisioni con cerotti impermeabili.17
- Attività fisica: la deambulazione leggera è incoraggiata fin dal primo giorno per prevenire tromboembolismi e polmoniti.17 Tuttavia, è necessario astenersi dal sollevamento di pesi superiori a 4 kg e da attività fisiche intense per almeno 4-6 settimane per garantire la completa guarigione della parete addominale.17
- Guida e lavoro: il ritornoalla guida è sconsigliato per almeno 2-3 giorni o finché si assumono farmaci antidolorifici oppiacei.17 Il rientro al lavoro può avvenire dopo 1 settimana per attività sedentarie, ma richiede tempi più lunghi per lavori fisicamente impegnativi.17
- Monitoraggio dei sintomi: il paziente deve essere istruito a contattare il chirurgo o recarsi in pronto soccorso in caso di febbre > 38,3°C, brividi, dolore addominale che peggiora invece di migliorare, vomito persistente, ingiallimento della pelle o secrezione purulenta dalle ferite.17
L'infermiere deve utilizzare tecniche di comunicazione empatica e ascolto attivo, verificando la comprensione delle informazioni tramite il metodo teach-back.24
La consegna di opuscoli illustrativi e il coordinamento per il follow-up ambulatoriale (solitamente previsto dopo 7-14 giorni) completano il processo di dimissione protetta.3
Conclusioni e prospettive future nella gestione del paziente biliare
La calcolosi della colecisti rimane una sfida clinica significativa, ma l'evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei protocolli assistenziali ha drasticamente ridotto la morbilità associata al suo trattamento.1
La colecistectomia laparoscopica, supportata dalla Visione Critica di Sicurezza, rappresenta l'eccellenza in termini di sicurezza e efficacia.13 L'integrazione del protocollo ERAS ha ulteriormente raffinato il percorso del paziente, dimostrando che un recupero accelerato è non solo possibile, ma preferibile per ridurre le complicanze sistemiche e migliorare l'efficienza delle strutture sanitarie.3
Per il professionista sanitario, la chiave del successo risiede nella capacità di coordinare un team multidisciplinare dove l'attenzione alla tecnica chirurgica si sposi con un'assistenza infermieristica di alto livello e un'educazione terapeutica rigorosa. La ricerca futura continuerà a esplorare l'ottimizzazione genetica e metabolica per prevenire la litogenesi, mentre i linguaggi standardizzati NNN e le nuove tecnologie di imaging intraoperatorio renderanno la cura del paziente biliare sempre più precisa, sicura e personalizzata.1
In questo scenario, il monitoraggio attento delle complicanze a lungo termine e della sindrome post-colecistectomia garantisce che nessun paziente venga lasciato senza risposte anche dopo la risoluzione chirurgica dell'episodio acuto.10
Bibliografia
- Colelitiasi - Malattie del fegato e delle vie biliari - Manuali MSD ..., https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-del-fegato-e-delle-vie-biliari/patologie-della-colecisti-e-delle-vie-biliari/colelitiasi
- Calcoli biliari - Deutsche Leberhilfe e.V., https://www.leberhilfe.org/wp-content/uploads/2024/11/Broschuere-Gallensteine-italienisch-2024.pdf
- Il ruolo dell'infermiere secondo il protocollo ERAS applicato alla chirurgia colorettale - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, https://thesis.unipd.it/retrieve/9540024f-fdac-4597-8ee3-5504f8d2bb70/Paola.Munari.pdfa.pdf
- Diagnosi Infermieristiche - Libreria Universo, https://www.libreriauniverso.it/pdf/9798296231833.pdf
- Cos'è il protocollo ERAS: Enhanced Recovery After Surgery, https://www.nurse24.it/specializzazioni/chirurgia/protocollo-eras-enhanced-recovery-after-surgery.html
- Dieta dopo la colecistectomia: dal recupero al ritorno alla normalità, https://www.cattaneonutrizionista.com/dieta-dopo-la-colecistectomia/
- Quando la colecisti va rimossa: indicazioni cliniche e complicanze correlate, https://www.robertoverzaro.com/quando-la-colecisti-va-rimossa-indicazioni-cliniche-e-complicanze-correlate/
- Linee guida per la diagnosi e il trattamento della litiasi biliare - Evidence, https://www.evidence.it/articoli/pdf/e1000101.pdf
- Linee guida per la diagnosi e il trattamento della litiasi ... - Evidence, https://www.evidence.it/articolodettaglio/209/it/452/linee-guida-per-la-diagnosi-e-il-trattamento-della-litiasi-bilia/articolo
- Sindrome post-colecistectomia: sintomi, cause e trattamento, https://www.medicoverhospitals.in/it/diseases/postcholecystectomy-syndrome/
- Colecistectomia: tutto quello che devi sapere - Top Doctors, https://www.topdoctors.it/articoli-medici/colecistectomia-tutto-quello-che-devi-sapere/
- Indicazioni al trattamento della calcolosi della colecisti asintomatica - Top Doctors, https://www.topdoctors.it/articoli-medici/indicazioni-al-trattamento-della-calcolosi-della-colecisti-asintomatica/
- SAGES-AHPBA 2025 Guideline for the Surgical Management of Bile ..., https://www.sages.org/publications/guidelines/guideline-for-the-management-of-bdi-following-cholecystectomy/
- SAGES-AHPBA 2025: A Systematic Review and Meta-analysis of Surgical Management of Major Bile Duct Injury following Cholecystectomy, https://www.sages.org/publications/guidelines/sr-and-ma-of-surgical-management-of-major-bdi-following-cholecystectomy/
- SAGES-AHPBA 2025 guideline for the surgical management of bile duct injury following cholecystectomy | springermedicine.com, https://www.springermedicine.com/cholecystectomy/interventional-radiology/sages-ahpba-2025-guideline-for-the-surgical-management-of-bile-d/51736804
- Cos'è il protocollo ERAS? Per cosa viene adottato? - Santagostino Magazine, https://www.santagostino.it/magazine/protocollo-eras/
- Colecistectomia: - American College of Surgeons, https://www.facs.org/media/2kgpur30/colecistectomia_itl.pdf
- Colecistectomia Laparoscopica: Convalescenza e Tempi di Recupero - Gianluca Garulli, https://www.gianlucagarulli.it/colecistectomia/via-laparoscopica/
- ERAS - Chirurgia del Fegato, https://www.chirurgiadelfegato.it/il-fegato/interventi-chirurgici-sul-fegato/eras/
- Protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) in chirurgia colo-rettale mini-invasiva di elezione, https://www.medimay.it/wp-content/uploads/2022/11/67-76.pdf
- Diagnosi infermieristiche con NOC e NIC - Zanichelli, https://staticmy.zanichelli.it/catalogo/assets/a07.9788808187284.pdf
- PRESENTAZIONE DELL'EDIZIONE ITALIANA - IBS, https://www.ibs.it/pdf/9788808187284.pdf
- educazione terapeutica - Ospedale Sassuolo, https://ospedalesassuolo.it/wp-content/uploads/2018/11/educazione-terapeutica.pdf
- educazione terapeutica - Fondazione Teresa Camplani, https://fondazionecamplani.it/uploads/2022-1-26/EDUCAZIONE-TERAPEUTICA.pdf
- Diagnosi Infermieristiche: Manuale Tascabile di NANDA-NIC-NOC per l'Infermiere - SIMONE. CAPPANNELLI - Google Books, https://books.google.com/books/about/Diagnosi_Infermieristiche.html?id=U0eM0QEACAAJ
- Dieta dopo la colecistectomia: quanto dura? Cosa non mangiare e cosa si può mangiare, https://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-dopo-colecistectomia.html
- Dieta dopo colecistectomia: cosa mangiare settimana per settimana ..., https://www.robertoverzaro.com/dieta-dopo-colecistectomia-cosa-mangiare-settimana-per-settimana/
- Calcoli della colecisti: cosa mangiare dopo la colecistectomia - Top Doctors, https://www.topdoctors.it/articoli-medici/calcoli-della-colecisti-cosa-mangiare-dopo-la-colecistectomia/
- Cosa mangiare dopo la rimozione della colecisti: guida completa alla dieta post-operazione - Cinzia Myriam Calabrese - Medico Nutrizionista a Roma, https://www.cinziacalabrese.com/nutrizione-e-stili-di-vita/cosa-mangiare-dopo-la-rimozione-della-colecisti-guida-completa-alla-dieta-post-operazione/
- PROCESSO EDUCATIVO DI DIMISSIONE NEI SETTING CHIRURGICI: ANALISI DEGLI OUTCOME, https://tesi.univpm.it/retrieve/07c5468e-1f55-4f7e-b421-f4b056dd9c4f/tesi%20salvucci%20valeria%20%281%29%20%282%29.pdf
