Nonostante le giornate faticose e quelle in cui si vorrebbe solo rimanere a casa a dormire un po’ di più, il lavoro per la maggior parte delle persone è semplicemente routine, un qualcosa che fa parte della propria quotidianità e di cui non si potrebbe fare a meno.

Lavoro, spesso e volentieri, fa il paio anche con vocazione, passione, ikigai, voglia di mettersi in gioco e di sapersi utili per qualcun altro. Ma non sempre è così. Può capitare, infatti, di attraversare periodi in cui il solo pensiero di andare al lavoro, di affrontare i colleghi o di mettersi la divisa provochi un’ansia profonda e un malessere che non si riesce a spiegare.

Questa sensazione ha un nome: ergofobia, una forma d’ansia che va ben oltre alla semplice stanchezza o alla voglia di vacanza. Vediamo insieme di cosa si tratta, come si manifesta e come si può superare.

Che cos’è l’ergofobia

L’ergofobia è una forma d’ansia che ha a che fare in tutto e per tutto con il lavoro, con l’idea di dover rispettare scadenze, di confrontarsi con colleghi o di dover portare a compimento una mansione. 

Il termine viene dal greco érgon “lavoro” e phobos “paura”: parliamo infatti di una condizione dove il sentimento predominante è la paura intensa, irrazionale e persistente di andare al lavoro o di svolgere attività lavorative.

L’ ergofobia può colpire qualsiasi categoria e qualsiasi persona, ma spesso chi lavora nella sanità e a contatto con il pubblico è più esposto a causa dei carichi emotivi e delle continue responsabilità. 

Questo disturbo, tuttavia, non riguarda solo il lavoro in sé, ma anche tutto ciò che ci ruota attorno. L’ansia può infatti esplodere nel momento in cui sentiamo la sveglia, quando ci prepariamo indossando l’uniforme, o persino la sera prima al solo pensiero di ciò che ci aspetta l’indomani. 

Non appena incombe, questo sentimento ha il potere di paralizzarci e trasformare ogni turno lavorativo in una montagna insormontabile.

Quando la paura legata al contesto lavorativo diventa pervasiva non parliamo più di semplice stress: compaiono evitamento, iperallerta, indecisione e la sensazione costante di “non farcela”. In questi passaggi è utile affiancare all’inquadramento informativo rimedi individuali per gestire la paura del lavoro, piccole azioni concrete (psicoeducazione, tecniche di regolazione del respiro e dell’attenzione, micro-esposizioni progressive) che aiutano a riprendere contatto con le risorse personali e a valutare, se necessario, un supporto specialistico. 

Cause e sintomi dell’ergofobia: cosa si prova e perché

L’ergofobia non è solo la paura di recarsi sul posto di lavoro. Questa paura, infatti, si declina in vari modi trasformandosi anche in paura di non essere abbastanza, paura di non essere capaci, paura di sbagliare e non riuscire a far bene le cose, o ancora paura di ricominciare un nuovo lavoro magari in una nuova sede o città.

Le cause di questo disturbo non sono mai uguali per tutti. Possono nascere da traumi lavorativi vissuti in precedenza, possono avere a che fare con un ambiente lavorativo tossico oppure con una scarsa autostima e consapevolezza di sé. 

Se le ragioni possono essere differenti, le sensazioni e i sintomi possono invece essere comuni. C'è chi si sente sopraffatto dall'ansia di sbagliare, chi piange prima di ogni turno, chi spera di ammalarsi pur di rimanere a casa, chi non riesce a dormire, chi combatte con gli attacchi di panico e chi ha tachicardia e quella sensazione di soffocamento mentre si prepara a uscire di casa.

Tutti questi segnali ci parlano di un disagio reale, che non dovremmo mai sottovalutare e di cui dovremmo sempre parlare con un esperto.

Paura di lavorare: come si supera e consigli utili

Partiamo da una premessa: se l’ansia da lavoro diventa invalidante e costante il supporto di uno psicologo è fondamentale. Nessuna persona dovrebbe combattere certe battaglie da sola. Ci sono poi anche piccole strategie quotidiane che si possono provare ad abbracciare.

Riconosci il tuo stato d’animo

Smettiamo di minimizzare. Dire “è solo stanchezza”, quando per esempio sono settimane che proviamo questo disagio ogni giorno, non aiuta. Dare un nome al nostro malessere è il primo passo per affrontarlo.

Parla con chi può capirti

Parlare con un collega fidato, con chi vive situazioni simili alla nostra o con un esperto potrebbe farci sentire meno soli. Tenersi tutto per sé per paura di essere giudicati non fa altro che aumentare il peso che si porta sulle spalle.

Scrivi ciò che provi

Buttare giù su carta le emozioni che si provano può alleggerire la mente. Tenere un diario dove poter scrivere liberamente i propri pensieri può essere una valvola di sfogo utile e un modo per prendere consapevolezza delle proprie emozioni.

Fai attenzione ai segnali del corpo

Se il nostro corpo ci dà segnali come mal di testa, insonnia o stanchezza cronica, ascoltiamolo. Non sempre tirare avanti è un atto di forza. A volte è solo testardaggine che si paga a caro prezzo.

Combatti le tue insicurezze

Lavorare sulla propria autostima è uno dei passi principali da compiere per combattere le proprie insicurezze. Spesso è proprio l’insicurezza ad alimentare i disturbi d’ansia come questo. 

Un modo per credere di più nelle proprie capacità è pensare a tutte le volte in cui si è fatto bene oppure raccogliere feedback positivi. 

E se questo non è abbastanza possiamo sempre cercare di migliorare il nostro bagaglio culturale partecipando a eventi formativi e aggiornandoci in continuazione.

Cambia il tuo modo di pensare

Anche cambiare modo di pensare è fondamentale. Talvolta siamo eccessivamente duri con noi stessi che non riusciamo a riconoscere il nostro valore.

Dovremmo smettere di considerare gli altri più capaci di noi, di confrontare le nostre vite con quelle degli altri e di vedere ogni errore come un fallimento personale.

Coltiva la calma

Una delle cose da fare per cercare di calmare la mente e allontanare ogni tipo di pensiero negativo è poi provare a rilassarci. Possiamo farlo con pratiche come lo yoga, la mindfulness, gli esercizi di respirazione oppure semplici passeggiate che ci aiutano a ricordarci del qui e ora.

Perché è importante parlarne

Nella nostra società, che sembra pretendere sempre lucidità, prontezza, nervi saldi e produttività, si parla sempre troppo poco di disturbi d’ansia e salute mentale.

Il prezzo di questo mito dell’invincibilità che spesso viene richiesto e inseguito è però alto. Riconoscere l’ergofobia e smettere di far finta che vada tutto bene significa quindi prevenire stress cronico, burnout e veri e propri crolli emotivi. E più se ne parla, più sarà normale chiedere aiuto, più si riconoscerà il diritto di avere paura, più sarà possibile trovare soluzioni.

 

Foto di Amir Esrafili

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