errore conoscitivo

8. La leadership clinica e lo sviluppo di una "Just Culture"

Nessuna infrastruttura tecnologica o protocollo formativo è sufficiente senza l'infrastruttura immateriale di un solido governo clinico (Clinical Governance) e di un management eticamente orientato. Lo studio della sicurezza evidenzia che la Leadership Clinica (Clinical Leadership) modella i valori, le priorità, l'allocazione delle risorse e le dinamiche interpersonali, definendo in via ultima la Cultura della Sicurezza del Paziente (Patient Safety Culture) all'interno della struttura organizzativa.1

8.1 Leadership trasformazionale e di supporto

L'analisi della recente letteratura manageriale sanitaria attesta la superiorità dei modelli di leadership trasformazionale e leadership di supporto rispetto agli approcci transazionali o autoritari.1 Un leader clinico trasformativo funge da catalizzatore intellettuale: ispira il personale infermieristico e medico attraverso una visione condivisa, promuove l'engagement, l'attaccamento ai valori della sicurezza e modella in prima persona i comportamenti da seguire.68 Negli ospedali dove i dirigenti praticano una "management by walking around" e supportano emotivamente i team stressati, si assiste a correlazioni statisticamente significative con tassi inferiori di infezioni nosocomiali (Hospital-Acquired Infections), minore turnover del personale (riduzione del burnout), e sostanziali decrementi degli errori conoscitivi e procedurali nell'amministrazione farmacologica.69

8.2 La transizione verso la "Just Culture" (Cultura Giusta)

Una delle sfide apicali della leadership è l'abbattimento del timore reverenziale e delle gerarchie rigide per fondare un ecosistema di Sicurezza Psicologica (Psychological Safety) ed instaurare una Just Culture (Cultura Giusta).1 In una Just Culture, l'attenzione non è rivolta alla ricerca del capro espiatorio, ma all'indagine imparziale sul perché il sistema abbia tradito l'operatore.4 Il leader, seguendo direttrici fornite da enti quali la Joint Commission e l'ECRI Institute, è chiamato a distinguere lucidamente, in base all'esito delle indagini su un evento sentinella, tra tre specifiche manifestazioni del comportamento umano 41:

  1. Errore umano (human error): Fallimento del tutto non intenzionale (uno slip, un lapse mnesico o un errore conoscitivo dovuto alla complessità intrinseca). L'operatore si impegnava a fare il bene ma la cognizione umana ha ceduto. Risposta della leadership: Nessun biasimo, ma consolazione (supporto psicologico al "secondo paziente", ovvero l'operatore), formazione supplementare e re-ingegnerizzazione del processo difettoso.
  2. Comportamento a rischio (At-Risk Behavior): Un comportamento deliberato in cui l'operatore ha fatto una scelta ma non percepiva il rischio ingiustificato a cui esponeva il paziente o credeva che il rischio fosse accettabile in nome della produttività (es. aggirare i doppi controlli per liberare un letto più velocemente). Risposta della leadership: Coaching mirato, correzione del disallineamento percettivo ed eliminazione degli incentivi organizzativi che promuovono l'infrangimento delle norme.
  3. Comportamento temerario (Reckless Behavior): Costituisce una violazione conscia, gravissima, ingiustificabile, intrapresa con totale e lucido sprezzo del rischio ingente inflitto a terzi (es. eseguire un intervento sotto pesante effetto di alcol o droghe, oppure falsificare referti). Solo in questa rarissima contingenza si applica la tolleranza zero. Risposta della leadership: Azione punitiva e licenziamento immediato disciplinare.

In un clima in cui l'operatore avverte l'equità del giudizio e ha la certezza dell'impunità per gli errori cognitivi involontari, fioriscono le segnalazioni volontarie (Incident Reporting), dotando i comitati di gestione del rischio clinico dei dati empirici necessari ad identificare proattivamente le derive latenti.1

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