L'essere umano commette errori. Nonostante esista uno studio continuo sulla loro natura e sulle modalità per risolverli, la gestione dell'errore secondo il buon senso richiede almeno due condizioni fondamentali:
- La consapevolezza che l'errore può accadere in ogni momento.
- La capacità di riconoscere la propria fallibilità, accettando la necessità di fermarsi e chiedere supporto.
Potrebbe sembrare semplice, ma non lo è. La cultura dell'errore, il suo riconoscimento e la sua prevenzione dovrebbero essere pilastri dell'insegnamento universitario, se non addirittura oggetto di un corso a sé stante.
Personalmente, apprezzo molto il detto "presto e bene non stanno insieme". Il motivo è scientifico: quando ci viene chiesto di agire con eccessiva rapidità, spingendo la velocità di esecuzione al limite, il nostro cervello tende a tralasciare inconsciamente dei passaggi. Nel migliore dei casi, il risultato è una perdita di tempo per dover tornare sui propri passi e correggere il tiro.
Note sulla stesura dell'elaborato
Il testo che segue è stato realizzato con Gemini Pro utilizzando il seguente prompt:
"Quando il non sapere è un errore: classificazione degli errori in sanità, esempi pratici. Possibili soluzioni e ruolo della formazione, della leadership e della comunicazione interprofessionale. Scrivi in tono professionale, includi un glossario dei termini specifici e la bibliografia come in un articolo scientifico; non usare termini compiacenti."
Una curiosità sul prompt: ho scelto di inserire esplicitamente la clausola "non usare termini compiacenti" perché ritengo che certi eccessi di cortesia stonino in un elaborato professionale. Se utilizzi l'Intelligenza Artificiale, ti suggerisco di prestare molta attenzione a come queste espressioni vengono utilizzate nel dialogo con te.