Abbiamo preparato la siringa e siamo pronti a forare, ma prima è necessario fare delle valutazioni, sto forando nel punto giusto? Quale profondità raggiungerà l'ago?
 
In caso di iniezione sottocutanea o iniezione intramuscolare la valutazione del punto da forare e la profondità sono due fattori determinanti per la riuscita della somministrazione o la formazione di complicanze.
Il primo approccio è la valutazione dell'aspetto del tessuto che ci apprestiamo a forare, l'epidermide, il derma e il sottocute o tessuto adiposo li dobbiamo valutare attraverso la vista e il tatto.
La scelta del punto da forare dipende da alcuni fattori:
 
1) cosa dobbiamo iniettare,
2) quali le indicazioni del produttore
3) le abitudini del paziente, vanno rispettate, perchè la percezione del paziente è quello che decide la qualità della prestazione eseguita correttamente.
 
Il punto 2 può sembrare un paradosso, ma anche un iniezione fatta in modo impeccabile può non essere percepita come corretta se il paziente ha dei dubbi.
 
 
 
Quindi abbiamo fatto il lavaggio delle mani, preparato il farmaco e deciso la sede che preferiamo o che preferisce il paziente che sia deltoide, ventroglutea, quadrante superiore esterno del gluteo, o altre sedi per le iniezioni sottocutanee noi siamo in grado di forare.
 
Cosa ci aspettiamo dalla valutazione della superficie cutanea?
  
La valutazione della cute è un aspetto di cui si scrive poco, l'epidermide deve essere normocromica e a superficie continua rispetto alla cute circostante, non presentare lesioni o formazioni, il foro sarà fatto su una superficie così, NON si fora mai in punti che presentano avvallamenti, rigonfiamenti aree con cute iperemica arrossata o dolenti.
 
Attraverso il tatto si valutano gli strati sottostanti, lo spessore del derma è distinguibile solo nelle persone molto magre a causa dell'assenza dell'ipoderma, se manca lo strato adiposo chiaramente tocchiamo e percepiamo lo spessore del derma. Al tatto in presenza di uno strato adiposo, ne possiamo identificare la continuità e non deve avere imperfezioni, se nello spessore localizziamo durezze o cavità NON si deve forare.
 
Complicanze legate alla profondità dell'ago
 
Spesso sono complicanze minime questo è da dire e la priorità deve essere sempre data a:
Lavaggio delle mani.
Padronanza della tecnica tocco non tocco.
Le iniezioni che si infettano creano ascessi che possono portare a lesioni che guariscono per seconda intenzione in mesi.
La profondità nel caso di un iniezione intramuscolare, è un determinante per l'assorbimento corretto ed evitare la formazione di durezze.
La profondita nell'iniezione sottocutanea se superficiale favorisce la formazione di ematomi.
 
Iniezione troppo profonda?
Nell'iniezione intramuscolare è difficile, ma può capitare se il paziente è molto magro e pensando che l'ago si sarebbe arrestato per la resistenza dei tessuti ed invece si tocca l'osso sottostante, che fare?
La sensazione è come quando qualcuno gratta la lavagna, un brivido ancestrale e ci sentiamo in imbarazzo, ma il paziente non sente nulla, si retrae l'ago di 1 cm e si fa l'iniezione. 
Nell'iniezione sottocutanea troppo profonda è impossibile l'ago è 1 cm, anche se ci sono pazienti con ipoderma inesistente, dove lo strato adiposo è sottilissimo, in questo caso non si può sbagliare, si solleva la plica cutanea e si introduce l'ago inclinato in modo che sia "sottopelle", ma non si deve essere nello spessore del derma, altrimenti è un intradermica.
 
E' possibile prevedere la profondità dell'ago?
Quando viene introdotto nella cute un ago dipende da tre fattori, la lunghezza dell'ago l'angolo di ingresso nella cute e se la cute è piana o modificata da altre forze, pizzicata o stirata.
Ipotizzando un iniezione su superficie piana, l'ago entrerà attraversando l'epidermide, il derma, il sottocute o ipoderma o strato adiposo e quì ci fermiamo in caso di iniezione sottocute mentre ci si ferma nello strato successivo nell'iniezione intramuscolare.
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iniezione angolo entrata
 
Quando inseriamo l'ago con un inclinazione di 90° la profondità è il 100% della lunghezza introdotta, se incliniamo l'ago la profondità cambia.
L'immagine stilizzata è evidente, se 1 è la superficie della cute e 2 la lunghezza dell'ago, la profondità raggiunta è minore della lunghezza dell'ago.
Quello che vediamo assomiglia ad un triangolo rettangolo e quello che ci serve è sapere l'angolo di ingresso e la lunghezza dell'ago che introduciamo.
 
Il calcolo è di trigonometria ed il risultato con le inclinazioni più frequenti è:
 
45° la profondità è il 70% della lunghezza introdotta
15° la profondità è il 26% della lunghezza introdotta
 
L'inclinazione dell'ago, porta anche ad avere uno spostamento del punto raggiunto in profondità, l'uscita reale del liquido non sarà sotto il foro ma spostata lateralmente di alcuni cm e sarà di:
 
45° il 70%della lunghezza introdotta
15° il 96% della lunghezza introdotta
 
Nella pagina le formule di trigonometria, rigira il triangolo immaginando l'iniezione e le formule si applicano bene al nostro caso.
 
Le implicazioni non sono solo teoriche, dato che un iniezione superficiale può provocare durezze nel gluteo o come nel caso di iniezione sottocutanea di eparina dei vistosi ematomi perchè l'ago è stato inclinato, o come in foto sopra non si è valutata bene la sede.
 
 
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