Capitolo 7: prospettive moderne, linee guida e ingegneria bio-meccanica
La profonda trasformazione dell'infermieristica da disciplina empirica a specializzazione accademica, fusa con i salti della biochimica, ha evidenziato ineluttabilmente il bisogno pressante di emanare dottrine diagnostico-terapeutiche universali per proteggere pazienti e clinici dai rischi delle medicazioni incongrue.7 All'interno di ospedali e Residenze per Anziani, sono gli infermieri a detenere e guidare fattualmente oltre il 40% o l'80% in tandem coi medici nella scelta fisica pre-operatoria dei biomateriali adibiti ai pazienti piagati, avvalendosi di Prontuari dedicati, che in Gran Bretagna figurano gestiti in autonomia dal personale Tissue Viability.6
7.1 Panel consultivi internazionali: NPIAP, EPUAP e AISLeC Italia
L'anno cruciale per l'orchestrazione politica è il 1987 (coincidente fatalmente all'avvento della predetta Scala Braden), in cui vennero costituiti nel Nord America il National Pressure Ulcer Advisory Panel (NPIAP) – oggigiorno rinominato prudentemente National Pressure Injury Advisory Panel, spostando la terminologia nosologica da ulcera aperta e degradata alla più generica diagnosi patogenetica di "infortunio o lesione tissutale".1 L'NPIAP, fiancheggiato dall'European Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP), partendo dalle schematizzazioni embrionali tracciate originariamente nel lontano 1975 in chirurgia ortopedica dal Dr. Darrell Shea, ratificò per tutti il rigorosissimo Standard Clinico globale delle stadiature a "4 livelli" (Stage 1-4) inquadrando per distretti la necrosi profonda.1 Recentemente il panel ha inserito con urgenza nelle griglie l'entità clinica occulta del Danno Tissutale Profondo Sospetto ("Deep Tissue Injury" - DTI), ovvero la comparsa infida su cute completamente illesa e pigmentata di una placca violacea o fittizia consistenza "spugnosa" (boggy), spia di una massiccia, irreparabile strozzatura e ischemizzazione profonda già consumata e irreversibile ai vasi.1
In contesto mediterraneo e geriatrico nazionale, è vitale l'apporto promulgativo emesso senza indugi dall'ente AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee). Nata operativamente a cavallo dei decenni '90 e Duemila, l'organizzazione ha varato e redatto una mole incalcolabile di documenti di consenso, Consensus Document, guide tascabili assistenziali, protocolli domiciliari ADI rigorosissimi sull'aggiornamento e studi epidemiologici estensivi, combattendo il fenomeno delle "LDP inevitabili" che aggredisce sino all'8,5% delle giornate degenziali critiche instabili.85
7.2 L'apice ingegneristico: superfici terapeutiche Attive (TSS)
A completare indissolubilmente il mosaico curativo delle piaghe che affonda storicamente e intimamente radici nelle umili tinozze rudimentali idrostatiche di Neil Arnott (1833), la de-pressione volumetrica attuale viene erogata tecnologicamente con strumentazioni TSS (Therapeutic Support Surfaces) da svariate decine di migliaia di euro. Se i pazienti considerati a "basso o medio Rischio" godono appieno del galleggiamento chimico su materassi in poliuretani espansi passivi flessibili, gel liquidi termici, cuscinetti imbottiti di silicio viscoelastico e sagome alveolari spugnose o velli sintetici, i degenti ad alto o acuto scivolamento (Branden score ≤ 9, o affetti da vasculopatie croniche/dementigene) richiedono letti a pressione dinamica High-tech motorizzata in continuo.1
Le frontiere dei device motorizzati contemplano imponenti strutture elettroniche in cui aria termicamente moderata viene insufflata silenziosamente in un fitto labirinto di camere d'aria in Nylon o intercapedini (Low-Air-Loss bed) destinate a sottrarre microscopicamente dai teli impermeabili l'umidità nefasta senza ghiacciare termicamente il derma indifeso.1 Le versioni di lusso aerospaziale presentano perfino sistemi software cibernetici incastonati in materassi come gli Airisana 5-in-1 system, i quali, tramite decifrazione randomizzata governata da micro-algoritmi ingegneristici, deviano il baricentro erogando terapie a fluttuazione caotica di altitudine ed evitando sistematicamente a qualsiasi gruppo neuromuscolare scheletrico del paziente l'adattamento ischemico o la permanenza d'ipossia micro-tissutale per finestre temporali superiori a un decimo del conclamato danno infartuale della pelle.1