Gestione avanzata della temperatura corporea e riscaldamento dell'operando: strumenti, obiettivi, fisiopatologia e strategie cliniche - 6. Monitoraggio della Temperatura: Precisione e Innovazione

termometro

6. Monitoraggio della temperatura: precisione e innovazione

L'accuratezza della misurazione è prerequisito per un trattamento efficace. La temperatura cutanea non è un surrogato affidabile della temperatura centrale durante l'anestesia a causa della vasocostrizione/vasodilatazione variabile.

6.1 Siti di monitoraggio

  • Standard (Invasivi/Semi-invasivi):
    • Arteria Polmonare: Gold standard assoluto, ma limitato alla cardiochirurgia.
    • Esofago Distale: Eccellente approssimazione della temperatura cardiaca. La sonda deve essere posizionata nel terzo inferiore dell'esofago (a circa 38-40 cm dagli incisivi nell'adulto) per evitare l'influenza dei gas respiratori freddi in trachea.
    • Nasofaringe: Accurata, ma rischio di epistassi.
  • Periferici (Limiti):
    • Ascellare: Scarsamente affidabile in anestesia (spesso sottostima di 1-2 °C).
    • Vescicale: Affidabile solo se il flusso urinario è elevato; in caso di oliguria, riflette la temperatura della parete vescicale (ritardo termico).

6.2 Innovazione: termometria zero-heat-flux (ZHF)

Una delle innovazioni più promettenti è la tecnologia Zero-Heat-Flux (es. sensori 3M SpotOn, Draeger Tcore).

  • Principio fisico: un sensore adesivo viene applicato sulla fronte. Il sensore contiene un termistore cutaneo e un elemento riscaldante separati da un isolante. Il dispositivo riscalda l'isolante fino a quando la temperatura dell'isolante eguaglia quella della pelle. In questo momento, il flusso di calore dalla pelle verso l'esterno diventa nullo (Zero Heat Flux). Si crea così un "tunnel termico" isotermico che permette alla temperatura cutanea di equilibrarsi con quella dei tessuti profondi cerebrali, fornendo una stima della temperatura centrale.
  • Validazione clinica: studi del 2025 e revisioni sistematiche confermano che i dispositivi ZHF hanno un'accuratezza paragonabile alla temperatura esofagea (differenza media 0,1-0,2 °C) e un'elevata sensibilità/specificità nel rilevare l'ipotermia.28
  • Vantaggio strategico: essendo non invasivo, lo ZHF può essere utilizzato in pre-operatorio, durante l'anestesia regionale (dove l'esofageo è impossibile) e in post-operatorio, garantendo la continuità del dato lungo tutto il percorso del paziente.
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