In occasione del 27° Congresso Regionale FADOI-ANÍMO Emilia-Romagna, tenutosi il 13 febbraio 2026, si è assistito a un momento simbolico e strategico per la medicina interna: il passaggio di consegne alla guida della società scientifica regionale. In un clima di forte coesione interprofessionale, l'evento ha esplorato le nuove frontiere tecnologiche, con un focus particolare sull'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei reparti e sulle sfide poste da una popolazione di pazienti sempre più complessa e fragile.
Di seguito, la trascrizione dei momenti salienti del confronto con il Presidente uscente, il Dott. Fabio Giglioli, e il Presidente entrante, il Dott. Federico Lari.
Intervista al Dott. Fabio Giglioli (Presidente uscente FADOI Emilia-Romagna)
Valentina Ognibene: Come Presidente regionale uscente, quali sono stati i cambiamenti o le novità che ha visto nel suo triennio di mandato?
Dott. Fabio Giglioli: Tre anni sono tanti ma anche pochi per osservare cambiamenti macroscopici. Quello che osserviamo da tempo è la necessità di intervenire su una popolazione estremamente complessa, sia clinicamente che assistenzialmente, una popolazione sempre più anziana. I cambiamenti ci hanno imposto di sviluppare una formazione, sia per i medici che per ANÍMO, molto vicina alla complessità e all'acuzie, perché oggi ci impegna il ricovero di malati molto critici con insufficienze d’organo multiple.
Valentina Ognibene: Le priorità di ieri saranno anche quelle di domani o sono cambiate?
Dott. Fabio Giglioli: Direi che le priorità sono le stesse, ma diventano sfide sempre più difficili. Gli strumenti stanno cambiando, come l’intelligenza artificiale, le tecnologie e i modelli organizzativi. Dobbiamo imparare a utilizzare queste disponibilità evolute su cui dovremo ragionare e confrontarci.
Valentina Ognibene: Perché è stato scelto proprio il tema dell’Intelligenza Artificiale (IA) per l’apertura del congresso e quale impatto reale si aspetta nei reparti?
Dott. Fabio Giglioli: Se ne parla ovunque, ma c’è modo e modo di parlarne. A noi interessava un incontro con professionisti che parlassero dello stato dell’arte dell’applicazione dell’IA in sanità. È un'evoluzione di carattere cognitivo: non è un semplice strumento tecnico come Internet o il computer, ma un modo per affrontare problemi e scelte con un cambiamento cognitivo.
Valentina Ognibene: Come cambierà la responsabilità del medico internista di fronte a queste nuove tecnologie?
Dott. Fabio Giglioli: La responsabilità rimane ad oggi in capo al professionista, che sia medico o infermiere, e probabilmente sarà così per lungo tempo. La domanda è cosa accadrà quando l’IA svilupperà proprie autonomie decisionali; in quel momento si porranno conflitti e problematiche che andranno governati.
Valentina Ognibene: Qual è stata la sfida più grande nel percorso di coesione tra medici e infermieri promosso da FADOI e ANÍMO?
Dott. Fabio Giglioli: FADOI ha il merito di aver costruito da tempo una collaborazione societaria con gli infermieri attraverso ANÍMO. È fondamentale che il lavoro in corsia evolva in team e in squadra. FADOI e ANÍMO sono un’esperienza di società scientifica unica che dobbiamo sviluppare per affrontare i problemi clinico-assistenziali in modo qualitativamente valido.
Valentina Ognibene: Quale messaggio vuole lanciare alle nuove generazioni di internisti?
Dott. Fabio Giglioli: Dobbiamo sviluppare competenze tecniche, ma entriamo in un mondo fatto di relazioni, collaborazioni tra professionisti e con i cittadini. Metà del nostro lavoro è questo. L’augurio è di impegnarsi a sviluppare competenze di relazione ed empatia, perché se mancano questi aspetti organizzativi e relazionali, molti aspetti tecnici non trovano una piena applicazione nei confronti di chi viene curato.
Intervista al Dott. Federico Lari (Presidente entrante FADOI Emilia-Romagna)
Valentina Ognibene: Come Presidente regionale entrante, come vede il suo impegno nel prossimo triennio?
Dott. Federico Lari: Sarà un impegno importante. Continuerò con una squadra che definiremo nelle prossime settimane con i consiglieri eletti. FADOI mi ha insegnato che il segreto per lavorare bene è costruire un team, anche con gli amici di ANÍMO e quindi con gli infermieri. Abbiamo sempre cercato di condividere le scelte e i progetti di alta qualità e sostenibilità. Essendo FADOI una federazione nazionale, molti progetti sono condivisi su tutto il territorio e questo ci permette di mantenere ottimi rapporti con le altre regioni. È un lavoro intenso ma affascinante.
Valentina Ognibene: Quale immagina potrà essere la sfida più grande del percorso di coesione tra medici e infermieri?
Dott. Federico Lari: Per noi di FADOI collaborare con la realtà infermieristica è la normalità già da molto tempo. La viviamo come una cosa assolutamente normale da portare avanti, mentre altre società sono arrivate a questa acquisizione molto più tardi. Mi aspetto che continueremo su questa strada, identificando insieme le problematiche e presentandole agli stakeholder e alle istituzioni.
Valentina Ognibene: Quali percorsi sta facendo FADOI per introdurre i giovani all'intelligenza artificiale?
Dott. Federico Lari: La prossima settimana (23-24 febbraio) a Bologna si terrà un corso nazionale FADOI sull’intelligenza artificiale riservato esclusivamente ai soci giovani under 40. Credo che servirebbe anche agli over 40. I giovani sono già più avanti sulla tecnologia, ma molti senior vorrebbero essere formati. Ai giovani va data fiducia e un ruolo attivo, ma senza dimenticare la tradizione. In FADOI abbiamo un corpo di "Past President" che usiamo come organo di consultazione: chiediamo ai saggi, poi il consiglio decide sentendo anche le esigenze dei giovani. Deve essere un rapporto armonico tra generazioni.
