L'evoluzione dell'infermieristica di anestesia in Italia: tra metamorfosi normativa, innovazione tecnologica e responsabilità professionale - 2. Il Percorso Formativo: Dal Diploma Regionale al Master Universitario

2. Il percorso formativo: dal diploma regionale al master universitario

L'evoluzione normativa è stata accompagnata da una parallela evoluzione formativa, necessaria per fornire ai professionisti gli strumenti intellettuali per gestire la nuova autonomia.

2.1 L'assetto accademico attuale

Attualmente, l'accesso alla professione avviene tramite Laurea Triennale in Infermieristica. Per operare con competenza in anestesia, il percorso privilegiato è il Master di I livello in Infermieristica di Area Critica o specifici indirizzi in Anestesia e Sala Operatoria.

Questi corsi, erogati da atenei come l'Università di Parma, l'Università di Milano-Bicocca o la "Luigi Vanvitelli" di Napoli, prevedono l'acquisizione di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU).12

Il Core Curriculum di questi master è progettato per colmare il gap tra la formazione generalista e l'alta complessità della sala operatoria. I moduli didattici tipici includono 13:

  • Fisiopatologia Avanzata: Studio approfondito delle alterazioni emodinamiche, respiratorie e neurologiche indotte dall'anestesia e dallo stress chirurgico.
  • Farmacologia Applicata: Farmacocinetica e farmacodinamica degli agenti inalatori, degli ipnotici endovenosi, degli oppioidi sintetici (Remifentanil, Sufentanil) e dei bloccanti neuromuscolari.
  • Tecniche di Anestesia: Gestione dell'anestesia generale, loco-regionale e delle sedazioni procedurali.
  • Gestione delle Vie Aeree: Training su simulatori per l'uso di videolaringoscopi, fibroscopi e tecniche sovraglottiche.
  • Monitoraggio: Interpretazione dei parametri emodinamici invasivi e funzionali.

2.2 Il ruolo di ANIARTI

Un ruolo cruciale nella definizione e nel mantenimento degli standard formativi è svolto dall'ANIARTI (Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica). Fondata nel 1981, l'associazione ha storicamente sopperito alle carenze istituzionali, promuovendo una cultura della "criticità" non legata al luogo fisico (il reparto), ma alla complessità dei bisogni del paziente.6

ANIARTI ha elaborato documenti di posizione e standard di competenza che spesso anticipano le normative, spingendo per un riconoscimento formale delle "Competenze Avanzate" e opponendosi a tentativi di de-professionalizzazione, come le recenti proposte di istituire licei a indirizzo sanitario che rischierebbero di abbassare il livello qualitativo della formazione.15

2.3 Confronto internazionale: il gap con il modello CRNA

Nonostante l'alta qualità dei Master italiani, permane un divario sostanziale rispetto al modello statunitense del Certified Registered Nurse Anesthetist (CRNA). Negli USA, il CRNA è un Advanced Practice Nurse (spesso con dottorato, DNP) che somministra anestesia in autonomia, anche senza la supervisione diretta di un anestesiologo in molti stati.17 In Italia, l'infermiere di anestesia opera sempre in un contesto di équipe.

Non possiede autonomia prescrittiva né la facoltà di indurre l'anestesia in totale indipendenza giuridica, sebbene nella pratica clinica quotidiana, specialmente in contesti di emergenza o in team affiatati, il livello di autonomia tecnica sia elevatissimo. Studi comparativi evidenziano come, pur in assenza di riconoscimento legale formale come prescriber, gli infermieri italiani sviluppino competenze cliniche sovrapponibili a quelle dei colleghi europei ed americani nella gestione intraoperatoria.19

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