L'Aneurisma dell'Aorta Addominale (AAA)

Globuli rossi

L'aneurisma si definisce come la dilatazione permanente di un'arteria che supera del 50% il lume dell'arteria stessa.

L'aneurisma può essere rilevato in qualsiasi arteria presente nel corpo, generalmente le due sedi più pericolose per la rapidità e fatalità dei danni sono nel cervello e a livello dell'aortà addominale.

La tipologia affrontata in questo articolo è quello dell'aorta addominale che interessa il 75% degli aneurismi dell'aorta.

Principi di anatomia dell'arteria

Le arterie sono i vasi sanguigni deputati al trasporto del sangue dal cuore a tutti i tessuti e organi del corpo. A eccezione delle arterie polmonari, che trasportano sangue carico di anidride carbonica e prodotti di scarto, tutte le arterie trasportano sangue ossigenato a tutti i distretti.

Nella struttura delle arterie si distinguono tre strati concentrici, denominati, procedendo dal lume del vaso verso l’esterno:

    • tonica intima o interna 
    • tonica media
    • tonica esterna o avventizia

La tonica intima è costituita da una lamina di cellule endoteliali, da tessuto connettivo e da tessuto elastico. 

La tonica media presenta struttura differente a seconda del calibro del vaso, per cui si distinguono arterie di tipo elastico e arterie di tipo muscolare. 

Nelle prime, rappresentate dalle arterie di grosso calibro, tra cui l’aorta, la tonica media è costituita da lamine elastiche a decorso obliquo, da connettivo lasso e da fibrocellule muscolari ed è presente più tessuto elastico perchè devono sopportare la forte pressione data dal cuore.

Nelle seconde, fra le quali rientrano le arterie di medio calibro e l’arteria polmonare, le fibre muscolari prevalgono sulle fibre elastiche e hanno una disposizione spiroide. vasi sanguigni ia generate

Aneurisma Aorta Addominale (AAA)

L'aorta addominale ha un diametro di circa 1,5-2 cm per cui si definisce aneurisma quando il diametro si dilata fino ad arrivare a 3-4 cm e aumenta la sua dilatazione in modo lento e costante nel corso degli anni fino a che non degenera nella maggior parte dei casi.

I soggetti di sesso maschile hanno una possibilità quattro volte maggiore rispetto al sesso femminile di ammalarsi di questa patologia, ma d'altro canto la donna probabilità maggiore di rottura fatale dell'aneurisma avendo il diametro delle arterie più piccolo.

Oltre al sesso maschile ci sono altri fattori di rischio, anche se l'esatta eziologia dell'aneurisma dell’aorta addominale non sia nota.

Alcuni fattori di rischio associati alla patologia come:

    • Età superiore ai 50 anni
    • Fumo o storia di fumo
    • Patologia arteriosa (aterosclerosi)
    • Pressione sanguigna alta (ipertensione)
    • Anamnesi familiare (fattori genetici)
    • Colesterolo alto (ipercolesterolemia)

Nel 90% dei casi l'aneurisma dell' aorta addominale si manifesta nelle arterie sotto renali e viene diagnostica perlopiù accidentalmente, durante esami di altro tipo, dato che nella maggioranza dei casi è una patologia totalmente asintomatica fino alla sua degenerazione in cui avviene una rottura che determina nel 90% dei casi il decesso.

Quando l'aneurisma si rompe, solitamente è già troppo tardi, ma la rottura viene identificata con una triade di sintomi:
    • massa pulsante;
    • forte dolore addominale;
    • shock provocato dall'emorragia massiva data proprio dalla rottura.

Avendo una percentuale di mortalità così alta nel momento della rottura, è importante il controllo periodico da parte del Chirurgo Vascolare che con l'eco-color-doppler valuta la dimensione dell'aorta, per identificarne la dimensione ed eventualmente se c'è un aumento di volume rapido.

Quando il paziente ha un AAA con un diametro massimo di 5 cm il chirurgo vascolare può procedere con ulteriori indagini come l'angio-TAC.

L'obiettivo è studiare la lesione per capire meglio le caratteristiche dell'aneurisma e fare un piano chirurgico per intervenire prima della rottura.

Per intervenire chirurgicamente l'aneurisma deve superare i 5 cm oppure deve avere una crescita anormale e troopo veloce o se ci sono fattori di rischio particolari.

Una volta che è presente uno di questi fattori si può intervenire con due possibili strade:
  1. La chirurgia endovascolare
  2. La chirurgia convenzionale

La chirurgia endovascolare

nurse drenaggio sala operatoria

Nel primo caso si tratta di una tecnica mininvasiva che si effettua sotto anestesia regionale facendo due piccole incisioni a livello inguinale si passa per le arterie femorali poi le iliache fino a che si giunge all'aorta in cui l'aneurisma viene schiuso attraverso delle endoprotesi.

Essendo un intervento mininvasivo ha dei grandi vantaggi come:

  • il ricovero breve,
  • la ridotta mortalità e morbillità perioperatoria.

Ci sono dei fattori che impediscono la scelta di questo intervento, tra cui l'assenza del colletto (il tratto di aorta di calibro normale tra l'arteria renale inferiore e l'inizio dell'aneurisma) che impedisce l'inserimento delle endoprotesi.

La chirurgia convenzionale

La seconda strada possibile, è quella della chirurgia convenzionale che prevende un intervento molto più traumatico e per questo di solito viene svolto in pazienti giovani e in forma in cui viene esclusa la chirurgia endoscopica.

L'intenvento prevede:

  • un'incisione a livello addominale,
  • il clampaggio dell'aorta momentaneo.
  • l'apertura della sacca neurismatica
  • la suturazione di una protesi nelle pareti buone dell'arteria sia sopra che sotto. 

Pseudoaneurisma

Lo pseudoaneurisma, noto anche come un falso aneurisma, è una raccolta di sangue che si forma tra i due strati esterni di una arteria, la tonaca muscolare e la tonaca avventizia.

Di solito è causato da una lesione al vaso. Può essere pulsante e assomigliare ad un vero aneurisma, tuttavia quest'ultimo coinvolge tutti e tre gli strati del vaso sanguigno.

Gli pseudoaneurismi femorali possono rendere più complesse fino all'8% delle procedure interventistiche vascolari. Piccoli pseudoaneurismi possono spontaneamente coagularsi, mentre altri hanno bisogno di essere trattati.

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