anestesia

L'anestesia generale, nel contesto della medicina perioperatoria contemporanea, trascende la semplice definizione di stato di incoscienza indotto farmacologicamente.

Essa rappresenta piuttosto una modulazione complessa e reversibile dell'omeostasi fisiologica, orchestrata per garantire una tetrade fondamentale: ipnosi (amnesia e perdita di coscienza), analgesia (controllo della risposta nocicettiva), rilassamento muscolare (immobilità chirurgica) e, sempre più centralmente, la stabilizzazione neurovegetativa o protezione d'organo.1


L'evoluzione del paradigma anestesiologico moderno

La pratica clinica nel biennio 2024-2025 è stata profondamente influenzata da una revisione critica dei paradigmi tradizionali, guidata da nuove evidenze scientifiche, dall'introduzione di agenti farmacologici innovativi come il remimazolam, dall'affinamento dei modelli farmacocinetici per la somministrazione endovenosa (TCI) e da una crescente consapevolezza ecologica che ha portato alla definizione di protocolli di "Green Anesthesia".

La sequenza di somministrazione dei farmaci durante l'induzione e il mantenimento dell'anestesia non è un mero atto procedurale, ma un algoritmo decisionale dinamico. Questo processo richiede una profonda comprensione della farmacocinetica (PK) e della farmacodinamica (PD) degli agenti utilizzati, nonché delle loro interazioni sinergiche o antagoniste. La scelta della sequenza, delle dosi e dei tempi di somministrazione è dettata dalla necessità di minimizzare lo stress emodinamico, prevenire l'awareness intraoperatoria e garantire un risveglio rapido e libero da complicanze come la nausea e il vomito postoperatorio (PONV) o il delirio.3

In questo rapporto, analizzeremo in modo esaustivo la farmacologia clinica dell'anestesia generale, esplorando i principi d'azione molecolare, le motivazioni fisiopatologiche alla base delle scelte terapeutiche e le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali (SIAARTI, ESAIC, ASA). Verrà posta particolare enfasi sulle innovazioni introdotte nel 2024-2025, come l'obbligatorietà del monitoraggio neuromuscolare quantitativo, le restrizioni normative sui gas fluorurati e l'emergere di strategie Opioid-Free e Opioid-Sparing.


1. Governance clinica, sicurezza farmacologica e sostenibilità

Prima di entrare nel merito della sequenza farmacologica, è imperativo stabilire il quadro normativo e di sicurezza entro cui l'anestesista-rianimatore opera. La somministrazione di farmaci in sala operatoria è un processo ad alto rischio, dove l'errore umano e sistemico può avere conseguenze fatali.

1.1 Buone pratiche cliniche siaarti 2024 sulla sicurezza farmacologica

Nel 2024, la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO), ha pubblicato la revisione delle Buone Pratiche Cliniche (BPC) relative alla "Sicurezza della gestione farmaci in Sala Operatoria, Terapia Intensiva, Terapia del Dolore e Emergenza".5 Questo documento rappresenta il gold standard italiano per la prevenzione degli errori terapeutici.

Il documento identifica le aree critiche di rischio, tra cui la digitalizzazione incompleta, le condizioni psicofisiche degli operatori (burnout) e la gestione di pazienti complessi in setting ad alta intensità come la terapia intensiva e la pediatria.7 Le raccomandazioni chiave includono:

  • Standardizzazione dell'etichettatura (ISO 26825:2020): È mandatorio l'utilizzo di etichette conformi allo standard ISO 26825:2020, che prevede codici colore specifici per classe farmacologica (es. giallo per gli induttori come il propofol, rosso per i miorilassanti, blu per gli oppioidi). L'etichetta deve essere applicata direttamente sul corpo della siringa e non sul cappuccio, per evitare scambi accidentali.6
  • Strategie "Tall Man Lettering": Per i farmaci LASA (Look-Alike Sound-Alike), ovvero quelli con nomi o confezionamenti simili (es. epinefrina ed efedrina), è raccomandato l'uso del "Tall Man Lettering" (es. DOPamine vs DOBUtamine) per evidenziare le differenze ortografiche e prevenire errori di selezione.6
  • Gestione delle linee infusionali: In pazienti che richiedono poli-terapie complesse, l'uso di "organizer" per separare fisicamente le linee di infusione e l'etichettatura distale dei deflussori sono misure essenziali per prevenire la somministrazione di boli involontari o l'uso di vie errate.7
  • Automazione e tracciabilità: L'implementazione di armadi farmaceutici automatizzati e sistemi di prescrizione informatizzata è fortemente incoraggiata per ridurre l'errore umano nella fase di approvvigionamento e preparazione.7

1.2 Responsabilità professionale e posizione di garanzia

La sicurezza del paziente non è solo una questione procedurale, ma anche giuridica. Una recente sentenza della Corte di Cassazione Penale (n. 15076/2025) ha ribadito e chiarito la "posizione di garanzia" del personale sanitario, in particolare dell'infermiere, nel contesto della gestione dell'emergenza e del monitoraggio.8 Sebbene la sentenza riguardi specificamente il triage, i principi enunciati si estendono alla sala operatoria: l'obbligo di protezione e di monitoraggio continuo è condiviso tra medico e infermiere. L'anestesista e l'infermiere di anestesia devono collaborare attivamente per garantire che ogni farmaco somministrato sia verificato e che la risposta fisiologica del paziente sia monitorata costantemente. La mancata rilevazione di un deterioramento clinico o di un errore farmacologico, dovuta a negligenza nel monitoraggio, configura una responsabilità penale diretta.8

1.3 Sostenibilità ambientale: il progetto "anestesia green"

Un aspetto sempre più rilevante nella scelta della sequenza farmacologica è l'impatto ambientale. Il settore sanitario contribuisce significativamente alle emissioni globali di gas serra, e i gas anestetici alogenati sono potenti inquinanti.

  • Dismissione del desflurano: Il Regolamento UE 2024/573 ha sancito il divieto dell'uso del desflurano a partire dal 1° gennaio 2026, a causa del suo altissimo potenziale di riscaldamento globale (GWP), superiore a 2500 volte quello dell'anidride carbonica.2 Questa normativa impone agli anestesisti di modificare le proprie abitudini, abbandonando questo agente volatile a favore di alternative più sostenibili.
  • Raccomandazioni SIAARTI: Il progetto "Anestesia Green" della SIAARTI raccomanda di privilegiare l'Anestesia Totale Endovenosa (TIVA) o l'anestesia locoregionale rispetto all'anestesia inalatoria. Quando l'uso di volatili è clinicamente necessario, si raccomanda l'impiego di Sevoflurano a bassi flussi (Low Flow Anesthesia) e l'evitamento del Protossido d'Azoto (N2O).2

2. Fase I: premedicazione e ottimizzazione preoperatoria

La sequenza farmacologica inizia idealmente prima dell'ingresso del paziente in sala operatoria. La fase di premedicazione ha l'obiettivo di ridurre l'ansia (ansiolisi), prevenire il dolore (analgesia preventiva), stabilizzare il sistema nervoso autonomo e ridurre il rischio di aspirazione gastrica.

2.1 Ansiolisi e sedazione: benzodiazepine vs alpha-2 agonisti

Tradizionalmente, le benzodiazepine come il midazolam sono state il cardine della premedicazione. Tuttavia, nel 2024-2025, si osserva uno spostamento verso l'uso di agonisti alfa-2 adrenergici, in particolare la dexmedetomidina.

2.1.1 Dexmedetomidina: il nuovo standard per la sedazione cooperativa

La dexmedetomidina è un agonista altamente selettivo dei recettori alfa-2 adrenergici, con un rapporto di selettività alfa-2/alfa-1 di circa 1600:1.

  • Meccanismo d'azione: Agisce a livello del Locus Coeruleus nel tronco encefalico, inibendo il rilascio di noradrenalina. Questo produce un effetto sedativo che mima il sonno fisiologico (sedazione cooperativa), ansiolisi e una moderata analgesia, senza causare depressione respiratoria significativa.10
  • Applicazioni cliniche: Studi recenti indicano che la premedicazione con dexmedetomidina (per via intranasale o endovenosa) è particolarmente vantaggiosa in pediatria e geriatria. Nei bambini, dosi di 2-4 mcg/kg intranasali riducono l'ansia da separazione e l'agitazione al risveglio (Emergence Delirium) in modo più efficace e sicuro rispetto al midazolam.11 Negli anziani, la dexmedetomidina intraoperatoria è associata a una riduzione del delirio postoperatorio e a un minor consumo di oppioidi, migliorando il recupero cognitivo.13
  • Profilo emodinamico: Può causare bradicardia e ipotensione dose-dipendente a causa della riduzione del tono simpatico centrale. Questo effetto, sebbene richieda monitoraggio, è spesso desiderabile per attenuare la risposta ipertensiva all'intubazione.10

2.2 Profilassi della nausea e vomito Postoperatorio (PONV)

Secondo le Fifth Consensus Guidelines for the Management of Postoperative Nausea and Vomiting (2025), la profilassi deve essere parte integrante della premedicazione e dell'induzione, specialmente nei pazienti a rischio medio-alto (donne, non fumatori, storia di PONV, uso di oppioidi).3

  • Approccio multimodale: Le linee guida raccomandano l'uso combinato di farmaci con diversi meccanismi d'azione. Una combinazione comune prevede la somministrazione di Desametasone (4-8 mg IV) all'induzione (per sfruttare il suo lento onset e l'effetto prolungato) e di un antagonista 5-HT3 (come l'Ondansetron 4 mg) verso la fine della chirurgia.4
  • Nuovi farmaci: Per i pazienti ad altissimo rischio o in caso di fallimento della profilassi, si considerano nuove classi farmacologiche come gli antagonisti dei recettori NK-1 (Aprepitant) o farmaci dopaminergici di seconda generazione (Amisulpride), che offrono un profilo di sicurezza cardiaca superiore rispetto al droperidolo.16

3. Fase II: induzione dell'anestesia generale

L'induzione rappresenta la transizione critica dallo stato di veglia all'anestesia chirurgica. La sequenza farmacologica standard prevede la somministrazione in rapida successione di un oppioide, un ipnotico e un miorilassante. La motivazione di questa sequenza risiede nella necessità di ottundere la risposta adrenergica alla laringoscopia (oppioide), indurre la perdita di coscienza (ipnotico) e facilitare l'intubazione tracheale (miorilassante).

3.1 Oppioidi: il "loading dose" per la stabilità emodinamica

La somministrazione dell'oppioide precede generalmente l'ipnotico di alcuni minuti (o viene co-somministrata) per garantire che il picco d'effetto analgesico coincida con lo stimolo doloroso della laringoscopia e dell'intubazione.

  • Fentanyl: È l'oppioide più comunemente utilizzato per l'induzione in procedure di breve-media durata. Ha un onset rapido (3-5 minuti) e una durata d'azione di 30-60 minuti.
  • Remifentanil: Un oppioide a brevissima durata d'azione, metabolizzato dalle esterasi plasmatiche e tissutali aspecifiche. È l'agente di scelta per la TIVA (Total Intravenous Anesthesia) e per procedure che richiedono un risveglio rapidissimo o una stabilità emodinamica estrema. Tuttavia, a causa della sua emivita ultra-breve, richiede la somministrazione di analgesici a lunga durata prima della sospensione dell'infusione per prevenire il dolore acuto postoperatorio.17
  • Sufentanil: Circa 5-10 volte più potente del fentanyl, è utilizzato prevalentemente in cardiochirurgia o chirurgia maggiore per la sua eccellente stabilità emodinamica e la durata d'azione prolungata.

3.2 Ipnotici endovenosi: confronto tra standard e innovazione

L'ipnotico è il farmaco responsabile della perdita di coscienza. La scelta dell'agente dipende dalle comorbilità del paziente, in particolare dalla riserva cardiovascolare.

3.2.1 Propofol: il gold standard

Il propofol (2,6-diisopropilfenolo) rimane l'agente di induzione più utilizzato a livello globale.

  • Meccanismo: Potenzia l'attività inibitoria del neurotrasmettitore GABA a livello del recettore GABA-A.
  • Vantaggi: Induzione rapida e "piacevole" (30-40 secondi), risveglio veloce e lucido, proprietà antiemetiche intrinseche che contribuiscono alla profilassi della PONV.19
  • Svantaggi: Causa una marcata vasodilatazione venosa e arteriosa e depressione miocardica diretta, portando a ipotensione significativa, specialmente in pazienti ipovolemici o anziani. Provoca dolore all'iniezione e può causare apnea transitoria.19
  • Dosaggio: 1.5 - 2.5 mg/kg IV nell'adulto sano. La dose deve essere ridotta negli anziani e nei pazienti fragili.
3.2.2 Remimazolam: l'innovazione del 2024-2025

Il remimazolam è una benzodiazepina ultra-breve di recente introduzione, che sta guadagnando popolarità come alternativa al propofol, specialmente per procedure in Day Surgery o in pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

  • Farmacologia: Combina l'anello benzodiazepinico (azione sui recettori GABA-A) con un legame estereo che ne permette una rapida idrolisi da parte delle esterasi tissutali, indipendentemente dalla funzione epatica o renale.20
  • Evidenze cliniche (Studio 2025): Uno studio randomizzato di non-inferiorità pubblicato nel settembre 2025 ha confrontato il remimazolam con il propofol per l'induzione e il mantenimento in chirurgia diurna. I risultati hanno mostrato che il remimazolam offre un'efficacia anestetica paragonabile (100% di successo), ma con un profilo di sicurezza superiore: minore incidenza di ipotensione, bradicardia e dolore all'iniezione. Sebbene il tempo alla perdita di coscienza (LOC) sia leggermente più lungo rispetto al propofol, i tempi di dimissione sono sovrapponibili.22
  • Reversibilità: Un vantaggio cruciale è la disponibilità del Flumazenil come antagonista specifico, che permette di revertire rapidamente la sedazione in caso di necessità, una caratteristica assente nel propofol.22
3.2.3 Ketamina ed Etomidate: agenti per pazienti critici
  • Ketamina: Unico ipnotico con proprietà analgesiche significative. Agisce come antagonista dei recettori NMDA del glutammato. A differenza degli altri induttori, stimola il sistema simpatico, aumentando frequenza cardiaca e pressione arteriosa, il che la rende l'agente di scelta nello shock emorragico o nel trauma con instabilità emodinamica.10 Le linee guida recenti hanno ridimensionato il dogma che ne vietava l'uso nel neurotrauma, suggerendo che, a ventilazione controllata e normocapnia, non aumenta pericolosamente la pressione intracranica.23
  • Etomidate: Noto per la sua stabilità cardiovascolare estrema, è spesso usato nell'induzione di pazienti cardiopatici gravi. Tuttavia, il suo uso è limitato dalla soppressione transitoria della sintesi di cortisolo (inibizione della 11-beta-idrossilasi), che ha sollevato dubbi sulla sua sicurezza nei pazienti settici, sebbene l'impatto sulla mortalità rimanga dibattuto.19

3.3 Miorilassanti: facilitazione dell'intubazione

I bloccanti neuromuscolari (NMB) vengono somministrati subito dopo la perdita di coscienza per paralizzare i muscoli scheletrici e permettere l'inserimento del tubo endotracheale.

3.3.1 Succinilcolina vs Rocuronio nella RSI

Nella "Sequenza Rapida di Induzione" (RSI), indicata per pazienti a stomaco pieno (rischio ab-ingestis), la velocità d'azione è prioritaria.

  • Succinilcolina: Agente depolarizzante. Ha l'onset più rapido (30-60 secondi) e una durata ultra-breve (<10 minuti). Tuttavia, è gravata da effetti collaterali potenzialmente letali come iperpotassiemia (controindicata in ustionati, denervazioni, insufficienza renale), bradicardia e ipertermia maligna.10
  • Rocuronio: Agente non depolarizzante steroideo. A dosaggi elevati (1.0 - 1.2 mg/kg, rispetto alla dose standard di 0.6 mg/kg), ha un onset time sovrapponibile alla succinilcolina (60-90 secondi). Grazie alla disponibilità del Sugammadex, che ne permette la reversione immediata, il rocuronio è diventato l'agente di prima scelta per la RSI in molte linee guida, eliminando i rischi associati alla succinilcolina.10
3.3.2 Monitoraggio quantitativo obbligatorio (Linee Guida 2024-2025)

Una delle novità più rilevanti del biennio è l'aggiornamento delle linee guida SIAARTI ed ESAIC sul blocco neuromuscolare.

  • Fine della valutazione clinica: La valutazione soggettiva (es. "head lift", forza della stretta di mano) o qualitativa (osservazione del TOF) non è più considerata sufficiente per escludere il blocco residuo.
  • Standard mandatorio: È raccomandato l'uso routinario di monitoraggio quantitativo (TOF-Cuff, Elettromiografia, Acceleromiografia) ad ogni postazione anestesiologica. Il monitoraggio deve essere applicato ogni volta che viene somministrato un miorilassante, e l'estubazione non deve avvenire prima che il TOF ratio (rapporto T4/T1) sia superiore a 0.9 o, secondo evidenze più recenti, > 0.95-1.0 per garantire la completa ripresa della funzione muscolare faringea.27

4. Fase III: mantenimento dell'anestesia

Una volta assicurata la via aerea, l'obiettivo si sposta sul mantenimento di un piano anestesiologico stabile, adeguato allo stimolo chirurgico. Le due strategie principali sono l'Anestesia Bilanciata (Inalatoria + Oppioidi) e l'Anestesia Totale Endovenosa (TIVA).

4.1 TIVA e Target Controlled Infusion (TCI): l'evoluzione dei modelli

La TIVA, somministrata tramite pompe TCI (Target Controlled Infusion), permette di titolare il propofol e il remifentanil basandosi su modelli matematici che predicono la concentrazione plasmatica (Cp) o al sito effettore (Ce - cervello).

Confronto dei modelli farmacocinetici (Aggiornamento 2025)

La scelta del modello TCI è cruciale per la precisione della somministrazione.30 

Caratteristica

Modello Marsh

Modello Schnider

Modello Eleveld (2018/2024)

Variabili

Solo Peso Corporeo

Peso, Altezza, Età, LBM (Massa Magra)

Peso, Altezza, Età, Sesso, Allometria

Applicazione

Adulti (tende a sovrastimare nei bambini/anziani)

Adulti (limitato a certi range di BMI)

"Universale" (Pediatria, Adulti, Obesi, Anziani)

Limitazioni

Non adatta le dosi all'età (rischio sovradosaggio anziani). Ke0 fisso.

Errore nel calcolo LBM per obesi (paradosso del clearance).

Bias predittivo negli anziani (>65 anni) evidenziato in studi recenti.31

Stato 2025

Ancora diffuso nella versione "Modified" (ke0 1.21).

Preferito per pazienti anziani (miglior controllo bias vs Eleveld).

Gold standard per obesi e pediatria. Meno accurato negli anziani rispetto a Schnider?.31

Implicazioni cliniche: Sebbene il modello Eleveld sia stato progettato per essere universale, studi del 2025 suggeriscono che il modello Schnider potrebbe ancora offrire un controllo migliore (minor bias) nel paziente geriatrico fragile, mentre Eleveld eccelle nel paziente obeso grazie all'inclusione dello scaling allometrico.31 La comprensione di queste differenze è fondamentale per evitare sottodosaggi (awareness) o sovradosaggi (instabilità emodinamica).

4.2 Anestesia inalatoria: il ruolo residuo dei volatili

Nonostante la spinta verso la TIVA, i volatili come il Sevoflurano mantengono un ruolo importante, specialmente dove la TIVA non è disponibile o indicata (es. accessi venosi difficili, chirurgia toracica specifica).

  • Sevoflurano: Agente di scelta per l'induzione inalatoria (pediatria) e il mantenimento. Ha un basso coefficiente di ripartizione sangue/gas, garantendo un controllo rapido della profondità.
  • Low Flow Anesthesia: Per minimizzare l'impatto ambientale, è imperativo utilizzare circuiti chiusi o semichiusi con flussi di gas freschi (FGF) inferiori a 1 L/min, o idealmente < 0.5 L/min ("Minimal Flow"), monitorando costantemente la concentrazione di O2 e gas anestetico espirato.2

4.3 Strategie Opioid-Free (OFA) e Opioid-Sparing (OSA)

Nel 2024-2025, il dibattito sull'Anestesia Opioid-Free (OFA) è centrale. L'obiettivo è eliminare o ridurre drasticamente gli oppioidi intraoperatori per evitare effetti collaterali come l'iperalgesia indotta da oppioidi (OIH), la tolleranza acuta, la PONV e l'ileo postoperatorio.

  • Protocolli OFA: Si basano sull'uso di adiuvanti multimodali per bloccare la nocicezione a vari livelli:
  • Lidocaina IV: Infusione continua (1-2 mg/kg/h). Ha potenti effetti analgesici viscerali, antinfiammatori e riduce la risposta allo stress chirurgico. Particolarmente efficace in chirurgia addominale open e laparoscopica.34
  • Solfato di Magnesio: Antagonista dei recettori NMDA, previene la sensibilizzazione centrale.
  • Dexmedetomidina: Stabilizza il sistema simpatico e fornisce analgesia di base.
  • Ketamina (Low-Dose): Dosi sub-anestetiche (0.1-0.3 mg/kg) prevengono l'iperalgesia.34

Risultati e controversie: Una revisione sistematica del 2025 suggerisce che la OFA è superiore alla tecnica tradizionale basata su oppioidi nella prevenzione della PONV, specialmente nella chirurgia bariatrica. Tuttavia, la OFA è associata a un rischio aumentato di bradicardia severa e ipotensione, richiedendo un management emodinamico aggressivo.36 Inoltre, non sempre la OFA garantisce un controllo del dolore superiore rispetto a una strategia Opioid-Sparing ben condotta nel postoperatorio.39


5. Fase IV: emergenza, risveglio e decurarizzazione

La fase di emergenza (Emergence) è critica quanto l'induzione. L'obiettivo è il ripristino della coscienza, della respirazione spontanea e dei riflessi protettivi delle vie aeree in modo "smooth" (senza tosse, agitazione o ipertensione).

5.1 Reversione del blocco neuromuscolare

La curarizzazione residua (RNMB) è una delle principali cause di complicanze polmonari postoperatorie (atelettasie, polmoniti ab ingestis). La gestione del reversal è stata trasformata dalla disponibilità del Sugammadex.

Sugammadex vs Neostigmina
  • Neostigmina: Inibitore dell'acetilcolinesterasi. È economica ma ha limitazioni significative: ha un "tetto" di efficacia (non può revertire blocchi profondi), richiede tempo per agire (10-15 minuti per il picco) e necessita della co-somministrazione di atropina o glicopirrolato per contrastare gli effetti muscarinici (bradicardia, scialorrea).
  • Sugammadex: Una gamma-ciclodestrina modificata che incapsula selettivamente le molecole di rocuronio e vecuronio nel plasma, inattivandole immediatamente.
    • Vantaggi: Permette la reversione rapida (2-3 minuti) da qualsiasi livello di blocco (anche profondo), senza effetti colinergici. Riduce significativamente il rischio di RNMB.
    • Considerazioni Economiche: Studi recenti (es. Taiwan 2025) dibattono sul rapporto costo-efficacia. Sebbene il farmaco sia costoso, la riduzione dei tempi di recupero in sala operatoria (turnover time) e la diminuzione delle complicanze respiratorie possono compensare i costi diretti, specialmente in sistemi sanitari ad alto volume.40
    • Linee Guida: Le raccomandazioni SIAARTI e CAS (Canadian Anesthesiologists' Society) del 2024 stabiliscono che il Sugammadex debba essere immediatamente disponibile in tutte le aree dove si somministrano miorilassanti steroidei, per gestire situazioni di "Cannot Intubate, Cannot Ventilate" o per accelerare il risveglio quando indicato.29

5.2 Prevenzione del delirio al risveglio

Il delirio al risveglio (Emergence Delirium) è frequente in pediatria (dopo sevoflurano) e negli anziani.

  • Strategie: L'uso di una "coda" di propofol alla fine di un'anestesia inalatoria (per "lavare via" il gas) o l'uso intraoperatorio di dexmedetomidina sono strategie efficaci per ridurre l'agitazione.13
  • Analgesia: Garantire un piano analgesico adeguato prima del risveglio è fondamentale. L'uso di FANS, paracetamolo e blocchi locoregionali deve essere ottimizzato prima della fine della chirurgia.

6. Popolazioni speciali e considerazioni specifiche

L'approccio farmacologico deve essere adattato alle caratteristiche fisiopatologiche di specifiche popolazioni di pazienti.

6.1 Il paziente anziano

L'invecchiamento comporta una riduzione della riserva funzionale d'organo, una diminuzione della massa magra e un aumento della sensibilità ai farmaci anestetici (fino al 50% in meno di propofol richiesto).

  • Scelte farmacologiche: Preferire il modello TCI Schnider (o Eleveld con cautela) per evitare sovradosaggi. Utilizzare Rocuronio/Sugammadex per evitare effetti cardiovascolari della succinilcolina. Monitorare la profondità dell'anestesia (EEG processato - BIS/Entropy) per ridurre il rischio di disfunzione cognitiva postoperatoria (POCD).31

6.2 Il paziente obeso

L'obesità patologica altera significativamente la farmacocinetica (aumento del volume di distribuzione per farmaci lipofili, clearance aumentata).

  • Scelte farmacologiche: Il modello TCI Eleveld è superiore in questa popolazione grazie allo scaling allometrico. Il desflurano (prima del ban) era preferito per il rapido washout; ora si predilige la TIVA con remifentanil (metabolismo indipendente dal peso) o sevoflurano. È mandatorio dosare i farmaci sul peso ideale (IBW) o peso magro (LBW) per evitare sovradosaggi relativi, eccetto per la succinilcolina che si dosa sul peso reale (TBW).31
  • OFA: La strategia Opioid-Free è particolarmente indicata per ridurre il rischio di depressione respiratoria postoperatoria (OSAS).36

7. Conclusioni e sintesi operativa

L'analisi della farmacologia e della sequenza dell'anestesia generale nel biennio 2024-2025 rivela una transizione verso una medicina perioperatoria di precisione. Il vecchio approccio "one size fits all" è obsoleto.

  1. Sicurezza e monitoraggio: L'adozione di sistemi di etichettatura standardizzati e il monitoraggio neuromuscolare quantitativo sono imperativi categorici per la sicurezza del paziente.
  2. Sostenibilità: La pratica clinica deve adattarsi alle nuove normative ambientali, abbandonando il desflurano e ottimizzando i flussi di gas freschi.
  3. Innovazione farmacologica: Il remimazolam offre nuove possibilità per l'induzione emodinamicamente stabile, mentre i nuovi modelli TCI (Eleveld) permettono una titolazione più accurata in popolazioni complesse come gli obesi.
  4. Strategia analgesica: L'approccio multimodale e, ove indicato, Opioid-Free, rappresenta il futuro per migliorare l'outcome postoperatorio, riducendo dolore, PONV e cronicizzazione.

In conclusione, l'anestesista moderno non è più un semplice "somministratore di farmaci", ma un clinico esperto che integra fisiologia, farmacologia avanzata e tecnologia per guidare il paziente attraverso il trauma chirurgico con il minor impatto omeostatico possibile.

Tabella riassuntiva: sequenza e scelte farmacologiche (Update 2025) 

Fase

Farmaco "Gold Standard"

Alternativa Emergente/Specifica

Note Cliniche e Aggiornamenti 2025

Premedicazione

Midazolam (Benzo)

Dexmedetomidina (Alpha-2)

Dexmedetomidina riduce delirio e oppioidi; trend in crescita pediatria/geriatria.15

Induzione Ipnotica

Propofol

Remimazolam

Remimazolam: emodinamicamente più stabile, non-inferiore al propofol, reversibile con Flumazenil.22 Ketamina per shock/trauma.

Miorilassanti (RSI)

Rocuronio (1.2 mg/kg)

Succinilcolina

Rocuronio preferito se Sugammadex disponibile. Monitoraggio quantitativo obbligatorio per tutti i NMB.27

Mantenimento

Sevoflurano / Propofol TCI

Desflurano (in dismissione)

Desflurano vietato in UE dal 2026 (Reg. 2024/573) per impatto ambientale. Preferire TIVA o Low-Flow.2

Analgesia Intraop.

Fentanyl / Remifentanil

OFA Protocol (Lido/Mg/Dex)

OFA riduce PONV ma rischio bradicardia. Lidocaina IV utile in chirurgia addominale.34

Reversal NMB

Neostigmina

Sugammadex

Sugammadex raccomandato per sicurezza e velocità, nonostante i costi elevati. Essenziale per il rescue da CICO.29

 


Bibliografia con i link e tutti i capitoli del tag infermiere di anestesia li trovi nel pdf 2026-l'infermiere di anestesia

Articolo redatto con l'uso di Gemini pro con l'obiettivo di favorire la divulgazione e la riflessione su di una tematica avanzata.

 

Foto di Jozemara Friorili Lemes

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