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L'anestesia generale, nel contesto della medicina perioperatoria contemporanea, trascende la semplice definizione di stato di incoscienza indotto farmacologicamente.
Essa rappresenta piuttosto una modulazione complessa e reversibile dell'omeostasi fisiologica, orchestrata per garantire una tetrade fondamentale: ipnosi (amnesia e perdita di coscienza), analgesia (controllo della risposta nocicettiva), rilassamento muscolare (immobilità chirurgica) e, sempre più centralmente, la stabilizzazione neurovegetativa o protezione d'organo.1