La questione dei buoni pasto per il personale sanitario mi ha sempre incuriosita: se rappresentano un diritto sancito per la generalità dei lavoratori, perché per gli infermieri riscontriamo ancora così tante resistenze? Recentemente, diverse sentenze ottenute dai colleghi che hanno scelto la via del ricorso hanno iniziato a scardinare tabù radicati. Una ricerca approfondita con Gemini pro ha messo in luce l'impegno di una realtà come l'AADI e a seguire la CGIL di Brindisi, protagoniste di azioni legali che hanno segnato una svolta.
È pur vero che l'efficacia delle sentenze emesse dai tribunali pugliesi riguarda, tecnicamente, solo i ricorrenti. Tuttavia, queste vittorie non restano isolate: esse creano un precedente giuridico fondamentale che fornisce ai sindacati uno strumento di pressione senza precedenti. Grazie al primo successo ottenuto da AADI ben 2 anni fa, potrebbe arrivare un cambiamento radicale.
La sentenza favorevole di Brindisi si è avuta grazie a 2 colleghi ricorrenti che ci hanno creduto ed hanno avuto il supporto della CGIL funzione pubblica comparto Sanità di Brindisi e l'assistenza delle avvocatesse Tonia D'Oronzo e Alessandra Portaluri.
La relazione che segue è la parte di una storia di ricorsi (molti sono falliti) ma è necessario tener presente che il primo successo è stato ottenuto dal dott.Mauro di Fresco (AADI).
Io vi lascio il racconto realizzato con Gemini pro, ti ricordo due cose, le sentenze del giudice del lavoro sono valide solo per i lavoratori che hanno fatto causa, adesso hanno avuto un risarcimento che è da tenere da parte perchè le aziende sanitarie andranno in appello e lì c'è la battaglia vera.
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