Le patologie che l'infermiere si trova ad affrontaano sono molto diverse fra loro. Il punto di vista assistenziale è necessario per avere un buon risultato di cura. L'assistenza infermieristica, le capacità di comunicazione sono necessarie anche negli esami diagnostici, dai più complessi a quelli più semplici.
Legionella pneumophila è un bacillo intracellulare, aerobico, gram-negativo e l'agente eziologico della malattia del Legionario. La malattia del Legionario è una polmonite atipica che di solito è acquisita in comunità ma può essere contratta in contesti sanitari.
La malattia del Legionario è un importante problema di salute pubblica mondiale in tutto il mondo; i batteri si diffondono attraverso l'aspirazione o l'inalazione di particelle di acqua contaminata in aerosol.
In occasione dell'HealthAbility tenutosi il 12 e 13 aprile a Bologna mi è capitato di ascoltare un paio di interventi sulla psoriasi. Uno di Carlotta Savorelli, affetta da psoriasi con la dermatologa Elena Bruni in cui si è evidenziato che la psoriasi è molto più di una semplice condizione della pelle. Un altro, invece di APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) riguardo ai bisogni e i servizi che fanno la differenza.
Ad oggi la psoriasi viene chiamata più adeguatamente malattia psoriasica e non più solo psoriasi proprio perchè è una malattia infiammatoria cronica, su base autoimmune, che può influenzare profondamente quasi ogni aspetto della vita di una persona. Sebbene le sue manifestazioni più evidenti siano le chiazze rosse e squamose sulla cute, le sue radici e le sue conseguenze vanno ben oltre l'epidermide, intrecciandosi con il benessere fisico, emotivo e sociale.
L'emoglobina è una proteina contenente ferro che si trova nei globuli rossi del sangue e quando i suoi livelli scendono al di sotto della norma, si parla di emoglobina bassa o, più comunemente, di anemia, una condizione che può avere un impatto significativo sulla nostra salute e benessere quotidiano.
Ma cos'è esattamente l'emoglobina e perché è così importante? E cosa succede quando i suoi livelli non sono adeguati?
L'ipoglicemia, o basso livello di glucosio nel sangue, è una complicanza comune per le persone con diabete, specialmente per coloro che sono insulinodipendenti.
Si verifica quando la glicemia scende al di sotto dei 70 mg/dl. Riconoscere tempestivamente i sintomi è fondamentale per intervenire rapidamente e prevenire gravi conseguenze.
La disfagia è definita come una difficoltà nel deglutire cibo, liquidi o saliva, rappresentando un'alterazione nel normale processo di deglutizione. Questa difficoltà può insorgere a causa di problemi localizzati nella bocca, nella faringe o nell'esofago, compromettendo il passaggio sicuro ed efficiente delle sostanze dalla cavità orale allo stomaco. La disfagia non è un disturbo raro e la sua prevalenza è significativa in diverse fasce d'età.
Si osserva una maggiore incidenza negli anziani, a causa delle modificazioni fisiologiche legate all'età, note come presbifagia, e di una maggiore probabilità di condizioni mediche sottostanti. È inoltre comune tra gli individui affetti da disturbi neurologici, come ictus, malattia di Parkinson e sclerosi multipla, e può colpire i bambini con disabilità dello sviluppo o anomalie congenite.
Immaginate questa scena: un uomo di 55 anni entra in Pronto Soccorso. Sudato, pallido, con una mano stretta sul petto. “Mi sento come se avessi un macigno qui,” dice, indicando lo sterno. “È iniziato mentre guardavo la TV, senza motivo.”
Non è il classico dolore da indigestione. È qualcosa di più profondo, più minaccioso. Potrebbe essere un’angina instabile, una condizione che non solo mette a rischio il cuore, ma anche la vita del paziente.
L’infarto miocardico non-ST-elevato (NSTEMI) è una condizione cardiaca seria, spesso sottovalutata rispetto al più noto infarto miocardico ST-elevato (STEMI). Tuttavia, il suo impatto sulla salute dei pazienti e le sue implicazioni cliniche non devono essere trascurati.
Per i professionisti sanitari, comprendere a fondo l’NSTEMI è essenziale per garantire una diagnosi tempestiva, un trattamento adeguato e una prevenzione efficace delle complicanze. In questo articolo esploreremo ogni aspetto di questa condizione, dalla fisiopatologia alla gestione clinica, con l’obiettivo di fornire una guida completa e pratica per chi opera nel settore sanitario.
La fascite necrotizzante (FN) è un'infezione batterica rara ma grave che colpisce il tessuto sottocutaneo e la fascia, con conseguente necrosi dei tessuti. Questa condizione, a volte definita "malattia mangia-carne", può progredire rapidamente e portare a complicanze serie, inclusa la morte, se non trattata tempestivamente.
La comprensione della fisiopatologia, della presentazione clinica e della gestione della FN è fondamentale per gli infermieri al fine di fornire un'assistenza ottimale ai pazienti colpiti.