Fattori di disagio nei pazienti ospedalizzati e i loro effetti

paziente in ospedale

Il comfort del paziente non rappresenta un mero aspetto di cortesia all'interno delle strutture sanitarie, bensì un componente cruciale per l'erogazione di cure di elevata qualità. Esso esercita un impatto significativo sulla soddisfazione del paziente, sull'aderenza ai trattamenti prescritti e, in definitiva, sugli esiti di salute complessivi.

Quindi, ho fatto una semplice domanda a Gemini:

Quali sono i fattori di disconfort in un paziente ricoverato e che effetti hanno? La risposta che ha fornito è stata un'analisi che ha superato le mie aspettative.

Introduzione

Il disagio, sia di natura fisica che psicologica, può esacerbare le condizioni mediche preesistenti, ostacolare il processo di guarigione e condurre a esperienze negative durante il periodo di ricovero ospedaliero. Porre l'attenzione sul comfort del paziente si allinea ai modelli di cura centrati sulla persona, i quali attribuiscono priorità alle esigenze e alle preferenze individuali dei pazienti.

Il presente report si propone di fornire un'analisi esaustiva dei molteplici fattori che contribuiscono al disagio nei pazienti ospedalizzati. La sua portata include l'esplorazione dei fattori fisici, quali il dolore, il rumore, la temperatura inadeguata, l'illuminazione, gli odori e le limitazioni fisiche. Verranno inoltre indagati i fattori psicologici, tra cui l'ansia, la paura, la solitudine, la noia, la perdita di controllo e le preoccupazioni finanziarie.

Un'attenzione specifica sarà dedicata al disagio derivante dalle procedure mediche, all'impatto della mancanza di privacy e al ruolo dell'ambiente ospedaliero sulla qualità del sonno. Infine, il report analizzerà come le caratteristiche individuali del paziente, come l'età, le condizioni mediche preesistenti e il background culturale, influenzano la percezione e l'esperienza del disagio durante l'ospedalizzazione. L'obiettivo ultimo di questa analisi è fornire una base informativa solida per lo sviluppo di raccomandazioni mirate a migliorare il comfort e il benessere dei pazienti negli ambienti ospedalieri.

Fattori fisici di disagio

Dolore

Il dolore rappresenta un'esperienza comune per i pazienti ospedalizzati, spesso derivante dalla patologia di base, dagli interventi chirurgici o dalle procedure mediche. I meccanismi del dolore possono essere di tipo nocicettivo (legato a un danno tissutale), neuropatico (conseguente a una lesione nervosa) o idiopatico (quando non si individua una causa specifica).

Il dolore cronico, definito come dolore che persiste per oltre sei settimane, può compromettere significativamente il benessere e la qualità della vita.

Il dolore prolungato agisce come un fattore di stress per l'organismo, attivando meccanismi di difesa che conducono all'esaurimento delle energie. Inoltre, può avere un impatto negativo sulla sfera psichica, portando a autosvalutazione, perdita di fiducia in sé, isolamento sociale e rassegnazione. Il dolore postoperatorio non adeguatamente trattato può indurre modificazioni a livello del sistema nervoso centrale e periferico, amplificando e cronicizzando l'esperienza dolorosa.

Lo stress, l'ansia e la paura associati al dolore possono attivare il sistema nervoso simpatico, incrementando la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la richiesta di ossigeno del miocardio.

L'esperienza del dolore è dunque un fenomeno complesso che coinvolge componenti fisiologiche, psicologiche ed emotive. Una gestione efficace del dolore richiede un approccio olistico che tenga conto di queste diverse dimensioni. La cronicizzazione del dolore può innescare un circolo vizioso di sofferenza fisica e psicologica, ostacolando il processo di guarigione.

Rumore

Gli ospedali sono spesso ambienti rumorosi a causa di svariate fonti, tra cui:

  • la comunicazione tra il personale sanitario,
  • gli allarmi delle apparecchiature mediche,
  • i telefoni, i cercapersone,
  • la caduta di oggetti,
  • e persino gli altri pazienti.

Le unità di terapia intensiva (UTI) sono particolarmente soggette a elevati livelli di rumore a causa della concentrazione di dispositivi medici. Anche lo sbattere delle porte e il rumore dei chiavistelli contribuiscono in modo significativo all'inquinamento acustico ospedaliero.

Il rumore negli ospedali disturba il riposo dei pazienti e ne aumenta i livelli di stress. I pazienti ricoverati nei pronto soccorso, nelle UTI, nelle sale operatorie e i neonati sono particolarmente sensibili ai rumori molesti. Il rumore può causare frequenti risvegli notturni, riduzione della durata del sonno e peggioramento della sua qualità. Questa deprivazione di sonno può avere un impatto negativo sul benessere fisico, cognitivo e psichiatrico, aumentare la durata della degenza ospedaliera e ridurre la soddisfazione del paziente. Anche rumori apparentemente insignificanti, come lo strappo di una confezione sterile, possono risultare disturbanti.

Il rumore ospedaliero rappresenta un fattore di stress ambientale pervasivo che interferisce direttamente con la capacità dei pazienti di riposare e recuperare. La costante stimolazione uditiva può innescare risposte fisiologiche allo stress ed esacerbare l'ansia. Le UTI e le neonatologie sono particolarmente critiche. La citazione di Florence Nightingale sottolinea come il rumore non necessario sia stato storicamente riconosciuto come un ostacolo alla cura. La ricerca conferma che il rumore disturba il riposo e aumenta lo stress.

Temperatura inadeguata

Il mantenimento di un ambiente termico confortevole è fondamentale per i pazienti ospedalizzati. Le temperature ideali dell'aria negli ospedali si attestano generalmente tra i 19 e i 22°C in inverno e tra i 24 e i 26°C in estate, con un'umidità relativa compresa tra il 40 e il 50% in inverno e tra il 50 e il 60% in estate. Per i pazienti allettati, che tendono ad avere una ridotta produzione di calore, si raccomanda una temperatura tra i 20 e i 24°C in inverno e tra i 22 e i 26°C in estate. Le stanze di degenza dovrebbero idealmente avere una temperatura compresa tra i 18 e i 24°C con un'umidità relativa tra il 20 e il 70%.

Le fluttuazioni di temperatura possono causare stress termico e sofferenza. L'esposizione a correnti d'aria, differenze verticali di temperatura e pavimenti eccessivamente caldi o freddi può portare a disagio locale. In casi estremi, uno squilibrio termico può evolvere in colpo di calore, una condizione potenzialmente letale.

Il comfort termico è un fattore fisico significativo che influenza il benessere del paziente. Il mantenimento di temperature stabili e appropriate è essenziale, tenendo conto delle esigenze e delle condizioni individuali del paziente. Le informazioni forniscono dettagli sulle condizioni microclimatiche ideali, mentre evidenzia i fattori di disagio termico locale sottolinea l'importanza della temperatura per i pazienti allettati.

Illuminazione

Un'illuminazione adeguata, diffusa e omogenea è necessaria in tutti gli ambienti ospedalieri. Un'illuminazione insufficiente può causare affaticamento visivo e malessere, come mal di testa, aumentando il rischio di errori e incidenti. Anche l'eccessiva luce solare diretta proveniente dalle finestre può causare disagio.

Un'illuminazione corretta contribuisce al comfort e alla sicurezza del paziente. Una luce insufficiente o abbagliante può influire negativamente sulla vista, causare mal di testa e aumentare il rischio di cadute, soprattutto durante la notte. menziona la necessità di un'illuminazione adeguata e diffusa.

Odori sgradevoli

Gli ospedali possono presentare una varietà di odori sgradevoli provenienti da:

  • soluzioni detergenti,
  • disinfettanti,
  • rifiuti biologici,
  • medicazioni per ferite (come lo Xeraform),
  • e persino alcuni farmaci.

Aree specifiche come i reparti di maternità e di parto possono avere odori distinti.

La combinazione di detergenti per pavimenti al profumo di agrumi, salviette a base di candeggina/perossido, disinfettante per le mani a base di alcol e materiale fecale è un "odore di ospedale" comunemente riportato.

L'esposizione a odori sgradevoli può causare fastidio e irritazione psicologica sia per i residenti che per i lavoratori. In alcuni casi, le persone potrebbero sperimentare la cacosmia, la percezione di un odore fetido non percepito dagli altri, che può essere collegata a condizioni mediche. Alterazioni dell'olfatto (disosmia) possono anche influire sull'appetito e sulla qualità della vita. Alcuni pazienti possono persino sviluppare una maggiore sensibilità agli odori (iperosmia).

Gli odori sgradevoli negli ospedali possono contribuire in modo significativo al disagio del paziente, influenzando il suo umore, l'appetito e la percezione generale dell'ambiente di cura. Questi odori possono anche innescare risposte psicologiche negative e, in alcuni casi, essere indicativi di problemi sottostanti.

Limitazioni fisiche

Le contenzioni fisiche sono definite come qualsiasi metodo manuale o fisico o dispositivo meccanico che limita la libertà di movimento o l'accesso al proprio corpo di un paziente. Queste possono includere contenzioni farmacologiche, fisiche e ambientali. Sebbene talvolta necessarie per la sicurezza del paziente, le contenzioni possono causare danni fisici e psicologici significativi.

Le contenzioni fisiche possono portare a lesioni che vanno da semplici abrasioni cutanee fino alla morte a causa della pressione continua. Paradossalmente, possono aumentare il rischio di cadute e la gravità delle lesioni correlate. L'uso della contenzione è anche associato a un aumento della mortalità, a degenze ospedaliere più lunghe, a infezioni nosocomiali, incontinenza, danni neurologici, ulcere da pressione e problemi di mobilità. Dal punto di vista psicologico, i pazienti possono sperimentare un senso di impotenza, umiliazione, disumanizzazione e disagio morale.

Anche un singolo episodio negativo di contenzione può ridurre significativamente l'aderenza del paziente ai trattamenti medici futuri. Negli anziani, le contenzioni possono portare a una maggiore dipendenza nelle attività quotidiane, a un peggioramento della funzione cognitiva, a un aumento delle cadute, a ulcere da pressione, debolezza muscolare e a un declino del benessere sociale, cognitivo ed emotivo.

Le limitazioni fisiche, in particolare l'uso della contenzione, rappresentano una fonte significativa di disagio e potenziale danno per i pazienti ospedalizzati. Sebbene la sicurezza sia una preoccupazione primaria, le conseguenze negative della contenzione richiedono un'attenta considerazione e l'esplorazione di strategie alternative.

Fattori psicologici di disagio

Ansia e paura

L'ospedalizzazione può innescare ansia e paura significative nei pazienti a causa di vari fattori, tra cui:

  • l'ambiente sconosciuto,
  • la separazione dai propri cari,
  • l'incertezza sulla diagnosi e sul trattamento,
  • la paura delle procedure mediche e del dolore,
  • e le preoccupazioni relative alla perdita di controllo.

Anche la paura dell'anestesia e dei potenziali esiti negativi dell'intervento chirurgico sono comuni fonti di ansia. I pazienti possono percepire una mancanza di controllo, specialmente per quanto riguarda l'anestesia.

Esperienze negative passate con ospedali o interventi chirurgici, sia personali che tramite persone care, possono anche contribuire a un'ansia elevata. Anche la sensazione di malessere e l'assunzione di farmaci per il dolore o l'ansia possono portare a confusione, esacerbando ulteriormente l'ansia.

Livelli elevati di ansia possono influire negativamente sul processo di guarigione. Possono interferire con la capacità del paziente di apprendere e adattarsi, inibire le risposte immunitarie e farmacologiche e aumentare il disagio e il dolore durante e dopo le procedure. Nel periodo postoperatorio, l'ansia può intensificare il dolore percepito e rallentare il recupero.

L'ambiente ospedaliero e l'esperienza di essere malati e sottoporsi a interventi medici creano un terreno fertile per l'ansia e la paura. Affrontare questi fattori psicologici è cruciale per promuovere un'esperienza positiva per il paziente e facilitare la guarigione. elenca la paura come una primaria risposta emotiva alla malattia e all'ospedalizzazione. identifica la perdita di controllo, la paura per la salute e le esperienze negative passate come ragioni chiave per l'ansia ospedaliera. 

Solitudine e noia

L'ospedalizzazione porta spesso all'isolamento sociale a causa della separazione dalla famiglia e dagli amici, nonché delle limitazioni fisiche che restringono l'interazione con gli altri. L'ambiente ospedaliero monotono e spesso poco stimolante può anche portare alla noia. I pazienti possono sentirsi soli anche in una stanza condivisa se mancano di una connessione significativa con il loro compagno di stanza.

La solitudine nel contesto della cura può portare a disagio psicologico e a un senso di estraneità.

I pazienti che sperimentano maggiore solitudine riportano livelli più elevati di disagio psicologico e solitudine generale, che è correlata a un ridotto recupero post-chirurgico. La solitudine può anche influire negativamente sulla valutazione della qualità dell'assistenza sanitaria percepita dai pazienti e sul loro recupero psicologico dalla malattia. Può essere sia causa che conseguenza di disagio psicologico durante l'ospedalizzazione, con un impatto significativo sulla progressione della malattia, sul recupero psicofisico e sulla mortalità. L'isolamento sociale è stato collegato a un aumento del rischio di depressione, ansia, bassa autostima, problemi del sonno e stress.

L'isolamento intrinseco dell'ambiente ospedaliero, unito alla mancanza di attività coinvolgenti, può avere profondi effetti psicologici negativi sui pazienti, ostacolando il loro recupero e il loro benessere generale. elenca l'isolamento e la riduzione degli stimoli come conseguenze della malattia. discute specificamente la solitudine nella relazione di cura e il suo impatto negativo sul benessere psicologico e sul recupero. 

Perdita di controllo

L'ospedalizzazione spesso priva i pazienti della loro autonomia e del controllo sulle loro routine quotidiane, sulle decisioni relative alla loro cura e persino sul loro corpo fisico. Questa perdita di controllo può manifestarsi come sentimenti di impotenza, frustrazione e ansia. In alcuni casi, può contribuire al delirium, uno stato acuto di confusione caratterizzato da alterazione dell'attenzione, della percezione e della cognizione. Il delirium è particolarmente comune nei pazienti ospedalizzati anziani e in quelli ricoverati in terapia intensiva. La sensazione di essere insolitamente confusi può esacerbare ulteriormente l'ansia e l'agitazione.

L'ambiente ospedaliero, con le sue routine strutturate e gli interventi medici, può far sentire i pazienti impotenti. Questa percepita perdita di controllo è un significativo fattore di stress psicologico che può portare ad ansia, agitazione e persino delirium. 

Preoccupazioni finanziarie

Le preoccupazioni relative all'onere finanziario dell'ospedalizzazione, inclusi i costi del trattamento, dei farmaci e la potenziale perdita di reddito dovuta all'impossibilità di lavorare, possono rappresentare una significativa fonte di stress per i pazienti. Anche in paesi con sistemi sanitari universali, i pazienti possono preoccuparsi dei costi indiretti, come il trasporto, l'assistenza all'infanzia o la perdita di salario per i familiari che si prendono un periodo di riposo dal lavoro per prendersi cura di loro.

L'ansia finanziaria può portare a un aumento dei livelli di stress, che può influire negativamente sia sulla salute mentale che fisica. Può anche influenzare l'aderenza al trattamento se i pazienti sono preoccupati per il costo dei farmaci o delle cure di follow-up.

Le preoccupazioni finanziarie aggiungono un ulteriore livello di stress all'esperienza già impegnativa dell'ospedalizzazione. Affrontare queste preoccupazioni è importante per il benessere generale e il recupero dei pazienti e vengono elencati i problemi finanziari come una potenziale conseguenza del dolore e un fattore che contribuisce all'isolamento sociale.

Disagio causato da procedure mediche

Procedure mediche come prelievi di sangue, iniezioni, cateterismi e interventi chirurgici possono causare sia dolore fisico che disagio emotivo. L'anticipazione di queste procedure, così come le procedure stesse, possono portare ad ansia, paura e una sensazione di vulnerabilità.

I pazienti possono sperimentare disagio a causa dell'invasività delle procedure, del dolore coinvolto e del potenziale di complicanze. Per alcuni individui, specialmente i bambini e coloro che hanno sensibilità sensoriali, l'ambiente sconosciuto e la natura inaspettata delle procedure mediche possono essere particolarmente angoscianti.

Le procedure mediche, sebbene necessarie per la diagnosi e il trattamento, sono spesso una fonte significativa di disagio per i pazienti. Minimizzare questo disagio attraverso una gestione efficace del dolore, una comunicazione chiara e un approccio centrato sul paziente è essenziale.

Impatto della mancanza di privacy

La condivisione della stanza con altri pazienti e la generale mancanza di privacy in un ambiente ospedaliero possono influire negativamente sul benessere del paziente. Gli svantaggi delle stanze condivise includono un ambiente fisico inadeguato, scarsa privacy e disturbi del sonno e del riposo. I pazienti possono sentirsi vulnerabili e imbarazzati, specialmente in situazioni che richiedono esposizione o cure personali. La mancanza di privacy può anche ostacolare conversazioni riservate con il personale medico e la famiglia. La condivisione della stanza può anche aumentare il rischio di infezioni nosocomiali.

Sebbene alcuni pazienti possano apprezzare il senso di comunità in una stanza condivisa, specialmente per il supporto emotivo, questo può essere rapidamente annullato da compagni di stanza disturbanti o confusi.

La privacy è un bisogno umano fondamentale che viene spesso compromesso negli ambienti ospedalieri, in particolare nelle stanze condivise. Questa mancanza di privacy può portare a disagio emotivo, aumento dell'ansia e una ridotta sensazione di dignità.

Qualità del sonno e ambiente ospedaliero

L'ambiente ospedaliero è spesso dannoso per la qualità del sonno. Fattori come il rumore proveniente da apparecchiature mediche e personale, le frequenti interruzioni per procedure mediche e controlli dei segni vitali, i letti scomodi e la presenza di compagni di stanza possono tutti contribuire a un sonno di scarsa qualità. Anche l'illuminazione artificiale e la mancanza di esposizione alla luce naturale possono disturbare il ciclo sonno-veglia naturale del corpo. Il dolore e l'ansia correlati alla malattia o all'ospedalizzazione esacerbano ulteriormente i problemi del sonno.

La scarsa qualità del sonno e la deprivazione di sonno hanno conseguenze negative significative per i pazienti ospedalizzati. Queste includono alterazione della funzione fisica e cognitiva, aumento del disagio emotivo, guarigione ritardata, sistema immunitario indebolito, aumento della percezione del dolore, degenze ospedaliere prolungate e ridotta soddisfazione del paziente.

L'ambiente ospedaliero pone numerose sfide all'ottenimento di un sonno riposante, che è cruciale per il recupero. Affrontare questi fattori ambientali e psicologici è essenziale per migliorare gli esiti dei pazienti. 

Effetti del disagio su guarigione, degenza e soddisfazione

Il disagio fisico e psicologico può ostacolare significativamente il processo di guarigione. Lo stress e l'ansia possono innescare risposte fisiologiche che ritardano il recupero. La percezione della propria malattia e lo stato emotivo del paziente possono influenzare la sua guarigione fisica. Viceversa, il disagio fisico come il dolore può portare a disagio psicologico, creando un circolo vizioso negativo che ostacola il recupero.

Il disagio, in particolare se mal gestito, può contribuire a degenze ospedaliere più lunghe. Fattori come la scarsa qualità del sonno, il dolore non controllato e il disagio psicologico possono tutti prolungare il tempo necessario ai pazienti per riprendersi a sufficienza per la dimissione.

Il comfort del paziente svolge un ruolo cruciale nella sua soddisfazione complessiva rispetto all'esperienza ospedaliera. Quando i bisogni di comfort dei pazienti vengono soddisfatti, è più probabile che abbiano una percezione positiva delle cure ricevute. Al contrario, un disagio significativo può portare a insoddisfazione, anche se il trattamento medico è stato tecnicamente efficace.

Il comfort del paziente non è un aspetto isolato della cura, ma è strettamente legato alla guarigione, alla durata dell'ospedalizzazione e alla soddisfazione generale. Affrontare il disagio può portare a migliori risultati in tutte queste dimensioni. evidenzia come la riduzione dell'ansia e del disagio possa portare a una migliore compliance intraprocedurale, a minori complicanze postoperatorie, a un migliore recupero e a una ridotta durata della degenza.

Influenza del disagio su segni vitali, stress e risposta ai trattamenti

Il dolore, come forma di disagio, può influenzare i segni vitali come la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, sebbene la relazione non sia sempre diretta. Il dolore acuto è tipicamente associato a una risposta allo stress che può portare a un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.

Tuttavia, studi hanno dimostrato che i pazienti con dolore intenso possono avere segni vitali normali. Il dolore viene talvolta definito il "quinto segno vitale", sottolineando la sua importanza nella valutazione delle condizioni di un paziente. Anche altre forme di disagio, come l'ansia e lo stress, possono influire sui segni vitali.

Sia il disagio fisico che quello psicologico contribuiscono ad aumentare i livelli di stress nei pazienti ospedalizzati. Il dolore, l'ansia, la mancanza di sonno e la perdita di controllo sono tutti fattori di stress significativi sperimentati durante l'ospedalizzazione. Lo stress cronico può avere effetti dannosi sui sistemi fisiologici del corpo e può ostacolare il recupero.

Il disagio può influenzare significativamente la risposta di un paziente ai trattamenti medici. Ad esempio, il dolore non trattato può alimentare la dipendenza e aumentare il rischio di overdose da oppioidi. I pazienti che provano dolore possono avere valutazioni ospedaliere complessive inferiori e possono essere meno soddisfatti delle loro cure. Una gestione efficace del dolore è cruciale per migliorare la compliance del paziente e il successo dei trattamenti.

Il disagio innesca risposte fisiologiche allo stress che possono manifestarsi in alterazioni dei segni vitali e influire sulla capacità del corpo di guarire e rispondere al trattamento. Una gestione efficace del disagio è quindi essenziale per ottimizzare gli esiti del trattamento.

Fattori individuali e percezione del disagio

Età

Bambini e anziani possono sperimentare ed esprimere il disagio in modo diverso rispetto agli adulti più giovani. Le reazioni dei bambini all'ospedalizzazione variano in base alla loro età e al loro stadio di sviluppo. Gli anziani possono sottostimare il dolore, credendo che sia una parte naturale dell'invecchiamento o non volendo essere un peso.

La prevalenza del dolore tende ad aumentare con l'età. L'intensità del dolore postoperatorio potrebbe essere inferiore nei pazienti anziani rispetto a quelli più giovani.

L'età è un fattore significativo che influenza il modo in cui i pazienti percepiscono e affrontano il disagio. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli di queste differenze legate all'età per fornire cure appropriate e personalizzate.

Condizione medica preesistente

I pazienti con condizioni mediche preesistenti possono sperimentare un maggiore disagio durante l'ospedalizzazione. Il dolore cronico concomitante può complicare la gestione del dolore acuto correlato all'ospedalizzazione. Le condizioni preesistenti possono anche rendere i pazienti più suscettibili a determinati tipi di disagio o complicanze. Ad esempio, i pazienti con apnea notturna sono a più alto rischio di esiti avversi correlati al trattamento con oppioidi.

Inoltre, possono influenzare significativamente l'esperienza di disagio di un paziente durante l'ospedalizzazione, richiedendo un approccio alla cura più complesso e individualizzato. 

Cultura

Il background culturale può influenzare significativamente il livello di comfort di un paziente quando cerca cure, descrive i sintomi, seleziona le opzioni di trattamento e segue le raccomandazioni. La cultura modella le credenze sulla salute, sulla malattia e sull'erogazione dell'assistenza sanitaria, influenzando il modo in cui i pazienti sperimentano ed esprimono il dolore, le loro preferenze di trattamento e le loro interazioni con gli operatori sanitari.

Le barriere linguistiche possono portare a una maggiore ansia e influire sulla qualità delle cure. Anche le credenze religiose possono influenzare le scelte di trattamento e le preferenze dietetiche.

I fattori culturali svolgono un ruolo vitale nel modo in cui i pazienti percepiscono e rispondono al disagio durante l'ospedalizzazione. Fornire cure culturalmente competenti che rispettino e affrontino queste differenze è essenziale per migliorare il comfort e gli esiti dei pazienti. 

Conclusioni e raccomandazioni

Il disagio nei pazienti ospedalizzati è un fenomeno complesso e multifattoriale, influenzato da una miriade di fattori fisici, psicologici e ambientali. Il dolore, il rumore, la temperatura e l'illuminazione inadeguate, gli odori sgradevoli e le limitazioni fisiche contribuiscono al disagio fisico, mentre l'ansia, la paura, la solitudine, la perdita di controllo e le preoccupazioni finanziarie alimentano il disagio psicologico. Le procedure mediche e la mancanza di privacy esacerbano ulteriormente questi disagi, così come un ambiente ospedaliero che compromette la qualità del sonno.

Questi fattori interagiscono in modo complesso, influenzando la guarigione, la durata della degenza ospedaliera, la soddisfazione del paziente, i segni vitali, i livelli di stress e la risposta ai trattamenti medici. Inoltre, l'età del paziente, le condizioni mediche preesistenti e il background culturale modulano la percezione e l'esperienza del disagio durante il ricovero.

Per migliorare il comfort dei pazienti ospedalizzati, è necessario un approccio olistico e centrato sulla persona che affronti questi molteplici fattori. Strategie efficaci per la gestione del dolore, la riduzione del rumore, l'ottimizzazione delle condizioni termiche e di illuminazione, la minimizzazione degli odori sgradevoli e l'uso prudente delle limitazioni fisiche sono essenziali per alleviare il disagio fisico. Parallelamente, è fondamentale fornire supporto psicologico per affrontare l'ansia, la paura, la solitudine e la perdita di controllo, nonché risorse per alleviare le preoccupazioni finanziarie.

Garantire la privacy dei pazienti e promuovere un ambiente favorevole al sonno di qualità sono ulteriori imperativi. Infine, gli operatori sanitari devono essere consapevoli delle esigenze specifiche e delle percezioni del disagio legate all'età, alle condizioni mediche preesistenti e al background culturale dei loro pazienti per fornire cure veramente personalizzate e confortevoli.

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  30. Ricovero in ospedale, i consigli dello psicologo per i genitori https://www.ospedalebambinogesu.it/ricovero-in-ospedale-80328/
  31. Ansia per l'anestesia: quali effetti e come gestirla https://www.humanitas-sanpiox.it/news/ansia-per-lanestesia-quali-effetti-e-come-gestirla/
  32. Come affrontare la paura e l'ansia in Ospedale - Mutua Ulisse https://www.mutuaulisse.it/come-affrontare-la-paura-e-l-ansia-in-ospedale/
  33. Solitudine nella relazione di cura: un concetto dimenticato tra i https://www.infermiereonline.org/2021/01/13/solitudine-nella-relazione-di-cura/
  34. La solitudine nei servizi sanitari https://repository.supsi.ch/11229/1/La%20Solitudine.pdf
  35. Solitudine e salute: quali le correlazioni - ISSalute https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/solitudine-e-salute
  36. Delirium - Malattie neurologiche - Manuali MSD Edizione Professionisti https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-neurologiche/delirium-e-demenza/delirium
  37. Delirium - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Delirium
  38. GESTIONE DEL RISCHIO DI CADUTA - Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/730759/mod_resource/content/1/10%20C%20GERIATRIA_CADUTE.pdf
  39. La degenza ospedaliera può causare disabilità - Aging Project Uniupo, , https://www.agingproject.uniupo.it/per-i-professionisti/pillole-di-scienza/la-degenza-ospedaliera-puo-causare-disabilita/
  40. Delirium: cause, sintomi e cura - Valori Normali https://www.valorinormali.com/malattie/delirium/
  41. IL TRATTAMENTO DEL DELIRIUM NEL PAZIENTE ANZIANO OSPEDALIZZATO IN UN REPARTO DI MEDICINA Una revisione della letteratura - in SUPSI Tesi https://tesi.supsi.ch/4384/1/Frei%20Giulia%20%26%20Gaggini%20Ariana%20Tesi%20-.pdf
  42. Polizza Ricovero: infortuni e malattia - Assitech https://www.assitechassicurazioni.it/polizza-ricovero-infortuni-e-malattia/
  43. INDENNITARIA ITALIANA - WordPress https://www.mediainvestassicurazioni.it/2024/11/06/indennitaria-italiana/
  44. Problemi economici: 5 suggerimenti per affrontare lo stress https://www.simonacarniato.com/articoli/ansia-finanziaria/problemi-economici-suggerimenti-affrontare-stress-finanziario/
  45. Errori nella somministrazione dei farmaci e conseguenze finanziarie - Opuspac https://opuspac.com/it/errori-di-somministrazione-dei-farmaci-e-conseguenze-finanziarie/
  46. Lo stato della sanità in Italia https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2021/11/Focus_6_2019-sanita.pdf
  47. Grandi insufficienze d'organo “end stage”: cure intensive o cure palliative? - Nephromeet http://www.nephromeet.com/web/procedure/protocollo.cfm?List=WsIdEvento,WsIdRisposta,WsRelease&c1=00091&c2=1&c3=1
  48. Agitazione, confusione e blocco neuromuscolare nei pazienti critici https://www.msdmanuals.com/it/professionale/medicina-di-terapia-intensiva/approccio-al-paziente-critico/agitazione-confusione-e-blocco-neuromuscolare-nei-pazienti-critici
  49. Accrescere il benessere psicofisico dei pazienti: l'opportunità della Chirurgia Estetica - GVM, , https://www.gvmnet.it/press-news/news-dalle-strutture/accrescere-il-benessere-psicofisico-dei-pazienti-l
  50. Affrontare gli ostacoli all'assistenza sanitaria: tolleranza alle procedure mediche - Autism NJ https://autismnj.org/it/article/addressing-barriers-to-healthcare-medical-procedure-toleration/
  51. I pregiudizi e la comunicazione del medico con i pazienti - Il punto - ilpunto.it https://ilpunto.it/etica-e-deontologia/pregiudizi-comunicazione-medico-pazienti-danielle-ofri/
  52. Medico di base e disagio psichico: sfide e opportunità nel percorso di cura del paziente https://www.annachiaramodena.it/medico-di-base-e-disagio-psichico-sfide-e-opportunita-nel-percorso-di-cura-del-paziente/
  53. L'UMANIZZAZIONE DEGLI SPAZI DI CURA - Dors, , https://www.dors.it/documentazione/testo/201904/Umanizzazione_degli_spazi_di_cura_LG.pdf
  54. UMANIZZAZIONE DELLO SPAZIO DI CURA - Webthesis - Politecnico di Torino, , https://webthesis.biblio.polito.it/11922/1/tesi.pdf
  55. La stanza degli sguardi per i pazienti anziani - I Luoghi della Cura Rivista Online, , https://www.luoghicura.it/operatori/strumenti-e-approcci/2021/06/la-stanza-degli-sguardi-per-i-pazienti-anziani/
  56. LA DIMENSIONE UMANIZZATA DEGLI SPAZI PER LA SANITÀ - Webthesis - Politecnico di Torino https://webthesis.biblio.polito.it/19029/1/tesi.pdf
  57. IL DISAGIO PSICOLOGICO NEI PAZIENTI INFETTIVI IN ISOLAMENTO: COME L'ASSISTENZA INFERMIERISTICA PUO' PREVENIRE COMPLICANZE PS, , https://thesis.unipd.it/retrieve/f049b012-ba7d-41d0-ba3c-6f02218c4536/Lucchetta.Cora.2012062.pdf
  58. pmc.ncbi.nlm.nih.gov https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4819646/#
  59. Risk of infection 21 percent higher when patients share a room https://www.dwbrlaw.com/articles/risk-of-infection-percent-higher-when-patients-share-a-room/
  60. One size fits all? Mixed methods evaluation of the impact of 100% single-room accommodation on staff and patient experience, safety and costs https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4819646/
  61. Roommates and Privacy: An Evaluation of Patient Satisfaction with Shared Rooms in Medical-Surgical Units - MaineHealth Knowledge Connection https://knowledgeconnection.mainehealth.org/cgi/viewcontent.cgi?article=1020&context=nurseresidency
  62. Comparison of Patient Satisfaction with Single Patient Rooms Versus Shared Patient Rooms - Brieflands https://brieflands.com/articles/amhsr-80199
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  66. EMOZIONI, PENSIERI ED AZIONI DI CURA IN TERAPIA INTENSIVA. L'ESPERIENZA DEL PERSONALE E DEI FAMILIARI - CORE https://core.ac.uk/download/pdf/217582919.pdf
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  73. Pain as the 5Th Vital Sign Toolkit | VA.gov https://www.va.gov/painmanagement/docs/toolkit.pdf
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  77. BUONE PRATICHE CLINICHE PER LA GESTIONE E PRESA IN CARICO DELLE PERSONE CON LONG-COVID - ISS https://www.iss.it/documents/20126/0/BuonePraticheLongCovid2023.pdf/70cbe994-c3df-3851-b7e6-f8b5d6899ffa?t=1673250342218
  78. “Tecniche non farmacologiche per la riduzione dell'ansia preoperatoria nel paziente sottoposto ad intervento chirurgico elet - in SUPSI Tesi https://tesi.supsi.ch/1748/1/Rudelli%20Gloria.pdf
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  94. 64 - FATTORI PREDITTIVI DELLA DURATA DELL'ALLETTAMENTO IN PAZIENTI OSPEDALIZZATI Introduzione Materiali e Metodi Risultati Con - Congresso Nazionale SIMFER https://congressonazionalesimfer.it/wp-content/uploads/2022/07/book_v3.pdf
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  96. A secondary analysis: the impact of pre-existing chronic pain among patients with cancer presenting to the emergency department with acute pain - PubMed Central https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11069411/
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  98. [Pre-existing pain as comorbidity in postoperative acute pain service] - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23989962/
  99. LA COMPETENZA CULTURALE DEGLI INFERMIERI E LA PERCEZIONE DELLA SODDISFAZIONE DELLE CURE DEI PAZIENTI STRANIERI - IRIS https://iris.uniroma1.it/retrieve/e383531f-fd60-15e8-e053-a505fe0a3de9/Tesi_dottorato_Tolentino%20Diaz.pdf
  100. Assistenza transculturale e comunicazione transculturale - AboutScience https://journals.aboutscience.eu/index.php/gcnd/article/download/2244/2352?inline=1
  101. Medicina e assistenza sanitaria multietnica: corretta gestione e comunicazione tra culture diverse - Modulo 6 - Forum ECM https://www.forumecm.it/x/221/305/xhtml/150/modulo%206%20Medicina%20multietnica%20e%20multiculturale%20i%20per%20pdf.pdf
  102. L'Assistenza Infermieristica nell'ottica dell'Antropologia: Comprendere le Differenze Culturali nella Cura dei Pazienti - Nursing Foresight https://www.nursingforesight.it/assets/articoli/2023-n-2/73_stefan.pdf
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  104. Salute mentale: il potere della cultura e dell'arte - Medical Evidence Italia https://www.mei.it/salute-mentale-potere-cultura-arte-ecm-fad-medical-evidence/
  105. L'Arte a servizio della Salute: umanizzare gli spazi di cura attraverso l'esperienza artistica - DSpace Home http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/27306/879840-1295589.pdf?sequence=2
  106. Aspetti culturali di base nella gestione del paziente con dolore: non solo infermieristica https://www.painnursing.it/aspetti-culturali-di-base-nella-gestione-del-paziente-con-dolore-non-solo-infermieristica/
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  108. 7 Ways Culture Influences Health Care - Fusion Healthcare Staffing https://fusionhcs.com/7-ways-culture-influences-health-care/
  109. A Cultural Framework Is Essential in Patient Care - Pharmacy Times https://www.pharmacytimes.com/view/a-cultural-framework-is-essential-in-patient-care
  110. How Culture Influences Health - Caring for Kids New to Canada, , https://kidsnewtocanada.ca/culture/How-Culture-Influences-Health
  111. Cultural Considerations and the Art and Science of Patient-Centered Caring https://pressbooks.utrgv.edu/nurs3301/chapter/cultural-considerations-and-the-art-and-science-of-patient-centered-caring/
  112. Cultural Competence in Health Care: Is it important for people with chronic conditions? https://hpi.georgetown.edu/cultural/

 

Foto di Tima Miroshnichenko

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