Nell'ultimo numero di "Il Wound Care basato sulle prove di efficacia" è stata pubblicata una nuova scala di valutazione delle lesioni a cura di Massimo Rivolo.

La nuova scala di valutazione si chiama SEE & WRITE ed è immediata, pratica, prende in considerazione molto seriamente la gravità e la pericolosità delle lesioni da pressione.

Vi ripropongo le pagine introduttive dell'articolo di Massimo Rivolo collega esperto con anni di esperienza e di lavoro con AISLEC.

SEE & WRITE: un nuovo approccio per descrivere le ulcere croniche. 

(Rivolo Classification©)

La corretta compilazione della documentazione rientra nel concetto di responsabilità della professione infermieristica. Compilare la cartella infermieristica (C.I.) significa esercitare una funzione notarile che attesta quanto svolto nell’esercizio dell’attività sanitaria, con una valenza probatoria privilegiata rispetto ad altri mezzi di accertamento della verità (1). Inoltre essa è considerata a tutti gli effetti un atto pubblico secondo l’ex art. 2699 del codice civile. Una corretta documentazione è inoltre essenziale a garantire cure sicure ed efficaci a supportare il giudizio clinico e le decisioni oltre a promuovere una migliore comunicazione e condivisione delle informazioni tra i membri del team (2).

Nel complesso mondo del wound care esistono molti sistemi per documentare le ferite e le scale di valutazione delle ulcere ne sono un esempio(3). Alcune di esse stadiano le lesioni, altre si focalizzano sul processo di guarigione. La classificazione NPUAP/EPUAP definisce il grado di profondità del danno tessutale mentre la Texas University si applica al piede diabetico, l’elenco è lungo ma non è questa la sede per descrivere tutti questi sistemi. Vi sono poi strumenti specifici di misurazione delle lesioni, ricordiamo la PUSH TOOL 3.0 sviluppata dalla NPUAP(4) e la BATES-JENSEN WOUND ASSESSMENT TOOL (PSST)(5) quest’ultima creata per le LdP (lesioni da pressione) oppure la LUMT (Leg Ulcer Measurement Tool) per la definizione dei progressi nelle lesioni vascolari dell’arto inferiore (6).

Solitamente le scale di valutazione dei progressi delle ulcere hanno un sub totale per ogni singolo item (essudato, necrosi, tessuto di granulazione…) e un totale al quale fare riferimento come segno di progresso o peggioramento della lesione stessa.
Lo scopo di questo articolo non è quello di focalizzarsi sulle scale di valutazione esistenti in letteratura o sulla loro validità/affidabilità ma su alcuni importanti aspetti che riguardano la soggettività nella descrizione delle lesioni cutanee da parte del personale sanitario, allo scopo di introdurre un nuovo modello concettuale utile a descrivere in modo semplice ed accurato le ferite, di qualunque natura esse siano, nella documentazione clinica di riferimento, sia essa infermieristica ovvero medica.

La letteratura scientifica ci dimostra che non vi è condivisione nella definizione e nella terminologia utilizzata per descrivere un’ulcera e gli infermieri hanno ampio spazio di “creatività” e soggettività nelle annotazioni cliniche (7). Inoltre Maylor in uno studio clinico(8) ha dimostrato che la mancanza di un modello precostituito o di una apposita scheda di riferimento per il personale, favoriva molte dimenticanze, ad esempio veniva omessa la descrizione dell’essudato o le caratteristiche del letto della lesione, elementi indispensabili per la clinica.

La domanda che ci dobbiamo porre quindi è: esiste una “semeiotica” per descrivere un’ulcera che racchiuda in poche lettere quegli elementi indispensabili che non possono essere dimenticati e consenta di documentare in modo sintetico una lesione e le sue caratteristiche cliniche nei forms infermieristici?

Lo scopo del lavoro che vado a presentarvi cerca di rispondere a questo quesito.
Il sistema di classificazione che ho messo a punto, tenta di inquadrare, grazie ad un acronimo formato da due parole, gli elementi distintivi che devono essere riportati nella documentazione clinica al fine di garantire il corretto passaggio di informazioni e la sistematizzazione delle caratteristiche cliniche sulle quali ogni professionista è tenuto a focalizzare la propria attenzione.

Il processo di pianificazione assistenziale o di “nursing” passa attraverso ad alcune fasi ben note:
1) Accertamento o raccolta dati
2) Pianificazione
3) Attuazione degli interventi
4) Valutazione.

 

In questo processo dinamico, saltano subito agli occhi due importanti aspetti che non devono mai essere sottovalutati e che rientrano tra gli strumenti che il professionista utilizza ogni giorno: la capacità di VEDERE, inteso come quell’atto di osservare oggettivamente e la capacità di SCRIVERE. Queste due componenti sono aspetti salienti delle professioni intellettuali e formano un binomio inseparabile. Proprio partendo da questi due importanti pilastri “VEDERE e SCRIVERE”, cioè raccogliere i dati e riportarli in maniera mirata ed organizzata, ho sviluppato il sistema di classificazione per la descrizione delle lesioni cutanee che ho chiamato: SEE & WRITE, cioè VEDI e SCRIVI. L’acronimo ha in sé due peculiarità:

la prima ricorda al professionista che la valutazione deve passare attraverso l’analisi (SEE) e

la verbalizzazione (WRITE) e la seconda è intrinseca all’utilizzo della classificazione, poiché ogni lettera è collegata ad un descrittore, peraltro ben noto nell’ambiente del wound care.

SEE & WRITE (Rivolo Classification©)
S Size
E Edges
E Exudate
&
W Wound Bed
R pRobe
I Infection/Inflammation
T Texture perilesional skin
E Evaluation and Treatment

 

aislec

 

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