Ogni anno, in Italia, si verificano tra i tre e i quattro milioni di incidenti domestici. Gli anziani sono la categoria più colpita: si stima che circa un terzo degli ultrasessantacinquenni cada almeno una volta all'anno. Le conseguenze non sono solo fisiche (disabilità, ricoveri e mortalità), ma anche economiche, con costi per il Servizio Sanitario Nazionale che sfiorano i 400 milioni di euro annui solo per i ricoveri.
Per affrontare questa emergenza, il Programma Nazionale per le Linee Guida (PNLG) ha elaborato un documento strategico per identificare i rischi e implementare interventi preventivi efficaci.
I principali fattori di rischio
Le cadute raramente dipendono da una singola causa, ma sono il risultato di un'interazione tra fattori personali e ambientali. I principali elementi di rischio identificati dalla letteratura scientifica sono:
- Storia clinica: Una precedente caduta è il predittore più forte di nuovi episodi.
- Farmaci: L’assunzione di più di tre o quattro farmaci contemporaneamente (polifarmacoterapia) e l'uso di psicotropi (benzodiazepine, antidepressivi, ipnotici) aumentano sensibilmente il rischio.
- Condizioni fisiche: Alterazioni della vista, disturbi della deambulazione, deficit dell'equilibrio e debolezza muscolare.
- Fattori psicologici: La paura di cadere è paradossalmente un fattore di rischio: porta l'anziano a limitare le proprie attività, accelerando il declino funzionale e l'isolamento sociale.
- Ambiente domestico: Pavimenti scivolosi, scarsa illuminazione, tappeti non fissati e mancanza di maniglioni in bagno.
Strumenti di valutazione: come individuare chi è a rischio
La linea guida raccomanda l'uso di test pragmatici e ripetibili per monitorare lo stato dell'anziano. I più efficaci risultano essere:
- Berg Balance Scale (BBS) per l'equilibrio.
- Timed Up and Go (TUG) per valutare la mobilità funzionale.
- Tinetti Balance (TB), considerato uno degli strumenti migliori per misurare contemporaneamente equilibrio e deambulazione.
Strategie di prevenzione efficaci
La prevenzione più efficace non è mai singola, ma multifattoriale e personalizzata. Ecco le raccomandazioni principali:
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Interventi medici e clinici
È fondamentale una revisione periodica delle terapie farmacologiche, valutando la possibilità di sospendere o rimodulare gradualmente i farmaci psicotropi sotto controllo medico. Inoltre, sono necessari esami regolari della vista e controlli cardiologici.
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Esercizio fisico mirato
Programmi individualizzati di attività fisica sono essenziali per migliorare la forza muscolare e l'equilibrio. Gli esercizi che si sono dimostrati più utili includono il rinforzo della muscolatura degli arti inferiori e l'allenamento alla salita delle scale.
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Sicurezza in casa
Eseguire una valutazione dei rischi domiciliari può ridurre del 50% il pericolo di cadute. Si raccomanda di:
- Installare strisce antiscivolo e maniglioni (specialmente in bagno).
- Migliorare l'illuminazione e rimuovere ostacoli dai percorsi abituali.
- Utilizzare calzature adeguate.
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Supporto psicosociale e informativo
L’informazione è un’arma preventiva. Gli anziani e i loro caregiver devono essere istruiti su come comportarsi dopo una caduta e sui benefici dell'attività fisica.
È inoltre cruciale monitorare situazioni di povertà o isolamento sociale, poiché l'esclusione aumenta la fragilità generale del soggetto.
Per concludere
Affrontare il fenomeno delle cadute richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga medici di base, specialisti, infermieri e fisioterapisti.
Una riduzione anche solo del 20% delle cadute permetterebbe di evitare circa 27.000 ricoveri l'anno in Italia, migliorando drasticamente la qualità della vita della popolazione anziana.
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