medico, terapia

Ho avuto modo di approfondire un tema di grande attualità durante il 3° CORSO NAZIONALE "Nuovi farmaci e regimi terapeutici in oncologia: come cambia la gestione della neutropenia", tenutosi a Bologna il 2 ottobre 2025 presso THE SOCIAL HUB.

Nell'intervento del Dott. Roberto Sabbatini, si è parlato di una delle innovazioni più significative e promettenti in oncologia e medicina nucleare: i radioligandi. Si tratta di farmaci intelligenti, capaci di agire in modo mirato e selettivo, unendo diagnosi e terapia in un unico approccio. Questa strategia, nota come teragnostica, offre una speranza concreta per il trattamento di tumori difficili da curare e che non rispondono alle terapie convenzionali.

Cosa sono i radioligandi?

I radioligandi sono composti da due elementi chiave, che lavorano in sinergia:

  1. Un ligando: Questa è la "chiave" del farmaco. Si tratta di una molecola (spesso un peptide o un anticorpo) progettata per riconoscere e legarsi in modo specifico a un bersaglio molecolare, come un recettore, espresso in grande quantità sulla superficie delle cellule tumorali. Questo meccanismo di riconoscimento assicura che il radioligando si accumuli quasi esclusivamente nel tessuto malato, risparmiando i tessuti sani circostanti.
  2. Un radioisotopo: Questo è il "carico utile", la parte radioattiva del farmaco. Il radioisotopo può avere una funzione diagnostica o terapeutica:
    • Radioisotopi diagnostici (come il Gallio-68): emettono radiazioni che possono essere rilevate da strumenti di imaging come la PET (Tomografia a emissione di positroni), permettendo ai medici di visualizzare la posizione e l'estensione del tumore e di selezionare i pazienti che meglio possono beneficiare di questo tipo di terapia. 
    • Radioisotopi terapeutici (come il Lutezio-177): emettono radiazioni beta a corto raggio, che rilasciano energia direttamente nelle cellule tumorali. Una volta che il radioligando si è legato al bersaglio, il radioisotopo distrugge il DNA delle cellule cancerose, portando alla loro morte.

Esistono diverse tipologie di particelle radioattive, e la distinzione tra beta e alfa è cruciale per capire come agiscono.

Particelle Beta (β)

I radioligandi che emettono particelle beta, come quelli a base di Lutezio-177, sono i più comuni e consolidati nella pratica clinica.

  • Caratteristiche: Le particelle beta sono elettroni veloci e leggeri. Hanno un raggio d'azione di circa 1-2 millimetri nei tessuti.
  • Meccanismo d'azione: Grazie al loro raggio d'azione relativamente ampio, le particelle beta sono in grado di distruggere non solo le cellule tumorali a cui il radioligando si è legato, ma anche le cellule vicine, che potrebbero non esprimere il bersaglio in quantità sufficiente. Questo effetto, noto come "cross-fire", è utile per trattare tumori che non sono omogenei e in cui non tutte le cellule cancerose hanno il bersaglio molecolare.
  • Vantaggi: Minore tossicità per i tessuti circostanti rispetto ad altre terapie, efficacia dimostrata in diversi tipi di tumori, come quelli neuroendocrini e il carcinoma della prostata

Particelle Alfa (α)

Esistono però anche particelle alfa, che rappresentano la nuova frontiera della medicina nucleare e sono al centro di una ricerca molto intensa. I radioligandi a base di particelle alfa, come quelli che utilizzano l'Attinio-225, stanno dimostrando un'efficacia straordinaria in studi clinici avanzati.

  • Caratteristiche: Le particelle alfa sono nuclei di elio, pesanti e carichi positivamente. Hanno un raggio d'azione estremamente corto, di soli 2-10 cellule (circa 50-100 micrometri), ma rilasciano una quantità di energia molto elevata e concentrata.
  • Meccanismo d'azione: L'alto potere distruttivo delle particelle alfa è dovuto alla loro capacità di causare danni complessi e difficili da riparare al DNA delle cellule tumorali, portando rapidamente alla morte cellulare. L'azione è così precisa che distrugge solo le cellule a cui il farmaco è legato, senza danneggiare quelle vicine. Questo si traduce in un minor rischio di tossicità per il midollo osseo, spesso una delle principali limitazioni delle terapie chemioterapiche e di altri trattamenti.
  • Vantaggi: Estrema precisione (effetto "cecchino") che minimizza i danni ai tessuti sani, alta potenza distruttiva anche a basse dosi, potenziale per trattare tumori che hanno sviluppato resistenza alle particelle beta.

Come funziona la teragnostica?

La forza dei radioligandi sta proprio nel concetto di teragnostica (dall'unione di terapia e diagnostica).

Questo approccio rivoluzionario permette di:

  1. Individuare il bersaglio: Prima di iniziare la terapia, al paziente viene somministrato un radioligando con un isotopo diagnostico. L'esame PET/CT permette di capire se il tumore esprime il bersaglio molecolare desiderato. Se il farmaco si accumula nel tumore, significa che la terapia successiva avrà alte probabilità di successo.
  2. Colpire con precisione: Se la diagnosi è positiva, si procede con la somministrazione del radioligando terapeutico, che utilizza lo stesso ligando ma con un isotopo radioattivo diverso. Poiché il bersaglio è già stato identificato e localizzato, la terapia può essere estremamente mirata, agendo come una sorta di "radioterapia interna" che distrugge le cellule tumorali ovunque si trovino nel corpo, comprese eventuali metastasi.

Vantaggi e prospettive future

L'uso dei radioligandi è un'evoluzione fondamentale dell'oncologia, offrendo diversi vantaggi:

  • Precisione estrema: L'azione mirata riduce al minimo i danni ai tessuti sani e gli effetti collaterali sistemici, migliorando la qualità di vita dei pazienti.
  • Efficacia anche in caso di metastasi: Poiché il farmaco si distribuisce in tutto il corpo, può raggiungere e trattare metastasi diffuse che sarebbero difficili da trattare con la radioterapia esterna o la chirurgia.
  • Approccio personalizzato: La teragnostica consente di selezionare i pazienti che risponderanno meglio al trattamento, evitando terapie inutili e costose.

Attualmente, i radioligandi hanno già dimostrato un grande successo nel trattamento di tumori neuroendocrini e del carcinoma della prostata metastatico. 

La ricerca è in continua evoluzione, e nuovi radioligandi sono in fase di sviluppo per trattare una varietà di altri tipi di cancro, rendendo questa tecnologia una delle più promettenti per il futuro dell'oncologia di precisione.

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Foto di Tima Miroshnichenko

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