Ogni anno, il 14 giugno, si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ringraziare i donatori volontari e per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di garantire una disponibilità di sangue ed emocomponenti sicuri.
La trasfusione di sangue rappresenta oggi una procedura essenziale nella pratica clinica. Le sue basi scientifiche risalgono al 1900, anno in cui Karl Landsteiner, medico austriaco, scoprì il sistema ABO. Questa scoperta introdusse il principio della compatibilità tra donatore e ricevente, ponendo le basi della moderna medicina trasfusionale. (1)
La donazione di sangue costituisce un pilastro imprescindibile dell’assistenza sanitaria.
Infatti, ogni giorno nel mondo, migliaia di persone necessitano di sangue per interventi chirurgici, traumi, anemia grave o complicanze ostetriche (2) e, nonostante i continui progressi tecnologici, la medicina moderna non è ancora in grado di riprodurre sangue artificiale che possa sostituire pienamente quello umano (3).
In questo contesto gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale: promuovono la cultura della donazione, garantiscono la sicurezza del percorso trasfusionale e contribuiscono alla gestione di una risorsa preziosa, limitata e insostituibile, la cui unica fonte resta la generosità dei donatori.
Chi può donare?
La selezione dei donatori di sangue avviene previa valutazione dell’idoneità del donatore stabilita dal medico sulla base delle condizioni cliniche della persona.
Secondo le recenti linee guida internazionali un individuo deve soddisfare specifici criteri di idoneità per donare il sangue.
L’età minima per la donazione varia in base alla normativa nazionale: in molti Paesi è 16 anni, mentre in Italia è di 18 anni (4). I limiti massimi sono generalmente compresi tra i 60 e 70 anni. È inoltre richiesto un peso corporeo di almeno 50 kg (5), un buono stato di salute generale, l’assenza di ipertensione, diabete o anemia non controllati (4), parametri vitali nella norma e un adeguato valore di emoglobina.
È fondamentale comunicare tutte le terapie in corso durante il colloquio anamnestico.
Alcuni farmaci, infatti, possono comportare un rischio per le potenziali riceventi in caso di gravidanza. In particolare, l'uso di questi farmaci non comporta necessariamente un'esclusione permanente dalla donazione di sangue. Tra questi rientrano, ad esempio, talidomide, finasteride e retinoidi (6,7).
Come avviene la donazione di sangue intero
Prima della donazione, il candidato viene sottoposto a un percorso di valutazione finalizzato a verificare l'idoneità alla procedura e a tutelare sia il donatore sia il ricevente.
Tale percorso comprende l'accoglienza, la compilazione del questionario anamnestico e la rilevazione dei parametri vitali, la valutazione dell’emoglobina e il colloquio con il medico responsabile (4,5).
In questa fase l'infermiere svolge un ruolo fondamentale nell'accoglienza del donatore, nella raccolta delle informazioni previste dai protocolli assistenziali, nella rilevazione dei parametri clinici e nell'identificazione precoce di eventuali condizioni che richiedano ulteriori valutazioni (5).
La donazione di sangue intero consiste nel prelievo di 450 mL, volume standard previsto dalle linee guida internazionali (8).
A questo volume si aggiunge una quantità variabile di sangue raccolto nelle provette destinate agli esami di laboratorio o per la pre-donazione. La quantità varia in base ai protocolli del servizio trasfusionale e generalmente corrisponde ad alcune decine di millilitri (9).
La fase di raccolta del sangue dura mediamente 10 minuti, mentre l'intero percorso della donazione (accettazione, valutazione pre-donazione, prelievo e periodo di ristoro post-donazione) può richiedere complessivamente circa 50 minuti (9).
Durante il prelievo, l’infermiere contribuisce alle attività di emovigilanza attraverso l'identificazione, la gestione e la segnalazione delle eventuali reazioni avverse correlate alla donazione.
Tra le reazioni avverse più frequenti rientra quella vasovagale, che può manifestarsi con sintomi quali pallore, sudorazione, nausea, vertigini, ipotensione o perdita transitoria di coscienza (10).
Il riconoscimento precoce dei segni prodromici consente un intervento tempestivo, riducendo il rischio di complicanze e garantendo la sicurezza del donatore.
Al termine della procedura, il donatore viene invitato a rimanere in un'area dedicata al ristoro, dove viene monitorato per un breve periodo al fine di verificare il recupero delle condizioni generali (10,11).
Dopo la raccolta, il sangue viene sottoposto ai controlli previsti e successivamente separato nei principali emocomponenti, consentendo di utilizzare una singola donazione per rispondere alle necessità di diversi pazienti (11).
Comportamenti da adottare dopo la donazione
Il personale sanitario, in particolare l'infermiere, svolge un ruolo fondamentale nell'educazione al donatore, fornendo indicazioni personalizzate e invitando il donatore a segnalare eventuali sintomi persistenti o reazioni tardive.
Al termine della donazione, fornire al donatore indicazioni corrette sui comportamenti da adottare nelle ore successive rappresenta un momento fondamentale per prevenire eventuali complicanze e favorire un recupero ottimale.
Dopo il prelievo è consigliabile mantenere una buona idratazione, assumendo abbondanti liquidi (acqua, spremute o succhi di frutta) per favorire il ripristino del volume plasmatico.
È inoltre raccomandato consumare un pasto leggero o uno spuntino, evitando di rimanere a digiuno nelle ore successive alla donazione.
Nella giornata della donazione il donatore dovrebbe evitare attività fisica intensa, sport, lavori pesanti o sforzi prolungati e condizioni che possono favorire episodi di malessere, come esposizione a temperature elevate o permanenza prolungata in piedi.
È inoltre consigliabile astenersi dal fumo, dal consumo di bevande alcoliche e da pasti particolarmente abbondanti nelle ore successive alla donazione (12).
Responsabilità condivisa: donare per salvare
Donare sangue è un gesto semplice, sicuro e volontario che può fare la differenza tra la vita e la morte di chi necessita di una trasfusione.
Dietro ogni trasfusione c'è il gesto volontario di un donatore e il lavoro di professionisti sanitari che garantiscono sicurezza e qualità lungo tutto il percorso.
Promuovere la cultura della donazione significa investire nella salute e nella collettività e ricordare che ancora oggi nessuna tecnologia può sostituire la solidarietà umana.
Bibliografia e sitografia
- AvisEmilia-Romagna. Storia della donazione di sangue [https://avisemiliaromagna.it/2016/01/15/storia-della-donazine-di-sangue/]
- Mili, Fatima. (2022). Global Status Report on Blood Safety and Availability, World Health Organization, 2021.
- Sarkar S. (2008). Artificial blood. Indian journal of critical care medicine : peer-reviewed, official publication of Indian Society of Critical Care Medicine, 12(3), 140–144. https://doi.org/10.4103/0972-5229.43685
- Myers DJ, Collins RA. Donazione di sangue. [Aggiornato il 7 ottobre 2024]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; gennaio 2026. Disponibile all'indirizzo: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK525967/
- Selezione dei donatori di sangue: Linee guida per la valutazione dell'idoneità alla donazione di sangue. Ginevra: Organizzazione Mondiale della Sanità; 2012. 4, Valutazione generale del donatore. Disponibile all'indirizzo: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK138219/
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- Becker, C. D., Stichtenoth, D. O., Wichmann, M. G., Schaefer, C., & Szinicz, L. (2009). Blood Donors on Medication - an Approach to Minimize Drug Burden for Recipients of Blood Products and to Limit Deferral of Donors. Transfusion medicine and hemotherapy : offizielles Organ der Deutschen Gesellschaft fur Transfusionsmedizin und Immunhamatologie, 36(2), 107–113. https://doi.org/10.1159/000203355
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- World Health Organization. (2026). Global status report on blood safety and availability 2025. World Health Organization. https://www.who.int/publications/i/item/9789240121546
- https://www.avis.re.it/donare-il-sangue/consigli-per-la-donazione/
