Questa proiezione è implacabile ed evidenzia come i problemi per gli infermieri non siano finiti ma sono solo all'inizio.
Il report è stato realizzata grazie al rapporto "CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE Dati sull’accesso ai Corsi e programmazione dei posti nell’ A.A. 2025-26" di Angelo Mastrillo*, Lorenzo Bevacqua e Elisabetta Cenerelli ed integrato con i dati pubblicati online.
L'analisi è realizzata con il "mio" Gemini che riceve ogni giorno domande di infermieristica e in questo caso gli ho chiesto: Il report consente di estrapolare una proiezione per i prossimi 10 anni su come andranno le iscrizioni ad infermieristica, tenendo presente anche la riduzione della natalità?.
La domanda che gli ho posto è veramente complessa ed il rischio che il report sia un allucinazione è reale, su cos'è un allucinazione dell'IA ne abbiamo già parlato.
L'obiettivo del report è comunque prioritario perchè se già adesso il sistema SSN lavora con infemieri sotto organico il problema è destinato a crescere e il primo passo per trovare una soluzione è decidere che esiste un problema da affrontare e risolvere.
Buona lettura e ascolto.
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Executive summary: la proiezione a 10 anni e il rischio di insostenibilità strutturale
L'analisi previsionale a 10 anni (2026-2036) relativa alle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica indica un trend strutturalmente insostenibile, guidato da due forze convergenti e sinergiche: un calo demografico che erode progressivamente il bacino totale dei potenziali candidati universitari e una crisi di attrattività specifica della professione infermieristica che riduce la quota di candidati interessati.
Nello scenario attuale (A.A. 2025-26), il sistema formativo italiano ha raggiunto un punto di rottura, con un numero di domande di ammissione (18.836) inferiore al numero di posti messi a bando (20.409), fissando il rapporto nazionale Domande/Posti (D/P) a 0,9.1 Questo crollo della domanda primaria (-11,1% in un solo anno) 1 è il sintomo di una disaffezione profonda, con un calo delle domande del 54,2% negli ultimi 15 anni.2
Sebbene il numero di laureati possa temporaneamente aumentare fino al 2027, raggiungendo le 14.500 unità annue 3, questa apparente vitalità non è guidata dalla domanda primaria. È, al contrario, il risultato di un "bacino di riempimento" composto da candidati respinti da altri corsi di laurea (principalmente Medicina), quantificato in 13.400 opzioni di seconda scelta per l'A.A. 2025-26.1
Questo modello è strutturalmente fragile: il calo demografico (che prevede 1 milione di studenti in meno nel sistema scolastico entro il 2034) 4 eroderà anche questo bacino di riempimento. Nel prossimo decennio, la ridotta natalità renderà matematicamente impossibile coprire l'attuale numero di posti disponibili, portando le immatricolazioni effettive a un crollo.
Il sistema, già oggi, non riesce a coprire il turnover (stimato tra 13.334 5 e 25.000 3 unità annue) con un numero sufficiente di nuovi professionisti. Le stime indicano che solo un terzo dei laureati "lordi" (circa 3.000-3.700) entra stabilmente nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).5 In assenza di interventi radicali sull'attrattività economica, contrattuale e sociale della professione, il calo della natalità garantirà l'impossibilità di formare il numero di infermieri necessario a sostenere il SSN nel prossimo decennio, aggravando la carenza strutturale.7
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Analisi dello scenario attuale (A.A. 2025-26): il punto di rottura del rapporto domanda/offerta
I dati più recenti, consolidati nel Report annuale 2025-26 sulle Professioni Sanitarie 1, non rappresentano un'anomalia congiunturale, ma la manifestazione di un punto di rottura strutturale nel reclutamento della professione infermieristica.
Il crollo della domanda primaria: i dati A.A. 2025-26
L'anno accademico 2025-26 segna un crollo verticale delle domande di ammissione specifiche per il corso di laurea in Infermiere. I candidati sono diminuiti del -11,1% in un solo anno, passando dai 21.178 dell'anno precedente ai 18.836 attuali.1
Questo dato si inserisce in un trend di collasso quindicennale. Analisi aggregate esterne al report principale evidenziano una diminuzione del -54,2% delle iscrizioni ai test di ammissione a Infermieristica tra il 2010 (quando si registrarono 46.281 domande) e il 2024 (circa 21.250 domande).2 I dati 2025-26, con un'ulteriore flessione a 18.836, confermano e aggravano questa tendenza.1
Il superamento storico: meno domande che posti (D/P 0,9)
La conseguenza più rilevante di questo crollo è che, per la prima volta su scala nazionale, il numero di candidati (18.836) è inferiore al numero di posti messi a bando (20.409). Il rapporto Domande/Posto (D/P) si attesta a 0,9.1
Questo significa che l'accesso programmato (il "numero chiuso") per Infermieristica è, di fatto, stato abolito nella maggior parte del territorio nazionale. La selezione all'ingresso è minima o assente, trasformando la natura della coorte studentesca: da un bacino di candidati selezionati (come nel 2010, con rapporti D/P superiori a 4:1) 2 a un bacino di "raccolta" dei disponibili.
La frattura territoriale
Il dato nazionale (D/P 0,9) maschera una frattura territoriale che rivela l'epicentro della crisi di attrattività. Il collasso della domanda è concentrato nelle aree economicamente più sviluppate del Paese, dove la professione è percepita come meno desiderabile o dove la concorrenza formativa è maggiore.
L'analisi territoriale del rapporto Domande/Posti per Infermieristica evidenzia 1:
- Nord: D/P 0,7
- Centro: D/P 0,6
- Sud: D/P 1,5
Solo le regioni del Sud mantengono un rapporto positivo, fungendo da "bacino" che alimenta ancora il sistema, sebbene con un D/P in calo (da 1,9 nel 2023-24 a 1,6 nel 2024-25, fino all'1,5 attuale).1 Questa dipendenza dal Mezzogiorno per il riempimento dei posti del Centro-Nord è un ulteriore elemento di fragilità del sistema.
Il Paradosso della programmazione
L'analisi dello scenario attuale rivela un paradosso fondamentale tra il fabbisogno sanitario e la capacità formativa reale.
- Fabbisogno Ufficiale: La Conferenza Stato-Regioni (CSR) ha definito un fabbisogno nazionale di 26.289 infermieri.1
- Offerta Formativa (Posti): Le Università (Atenei) hanno messo a bando 20.409 posti.1
- Domanda Reale (Candidati): I candidati effettivi sono stati 18.836.1
Esiste un deficit di programmazione di 5.880 posti (-22,4%) tra il fabbisogno richiesto dalle Regioni e i posti effettivamente offerti dagli Atenei.1 Tuttavia, questo deficit non è la causa della carenza, ma un effetto. È un atto di realismo amministrativo da parte degli Atenei che, specialmente nel Centro-Nord, constatano l'impossibilità materiale di riempire i posti disponibili (con D/P 0,6 e 0,7).1 L'aumento dell'offerta formativa non registra un analogo incremento dei candidati.1
La crisi, pertanto, si è spostata irreversibilmente dal lato dell'offerta (numero di posti a bando) al lato della domanda (numero di candidati disposti a intraprendere la professione).
Tavola A: Trend domande di ammissione vs. posti offerti per infermieristica (2010-2026)
|
Anno Accademico |
Domande di Ammissione |
Posti a Bando |
Rapporto D/P |
Fonte Dati |
|
2010-11 |
46.281 |
N.D. |
N.D. |
2 |
|
... |
... |
... |
... |
|
|
2023-24 |
22.957 |
20.059 |
1,14 |
1 |
|
2024-25 |
21.178 |
20.435 |
1,04 |
1 |
|
2025-26 |
18.836 |
20.409 |
0,92 |
1 |
Nota: La tabella evidenzia l'incrocio delle curve avvenuto nell'A.A. 2025-26, quando il rapporto D/P è sceso sotto la soglia di 1,0.
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Il "bacino nascosto" e il paradosso dei laureati (2024-2027)
L'analisi dei soli dati sulle domande di ammissione primarie 1 contrasta con le proiezioni ottimistiche sul numero di laureati.3 Questa apparente contraddizione si risolve analizzando i meccanismi di "riempimento" dei posti vacanti e il differenziale tra laureati "lordi" e forza lavoro "netta".
Risoluzione della contraddizione: domande in calo, laureati in aumento
Nonostante il crollo delle domande primarie, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) rileva un trend positivo nel numero di laureati: da 8.866 nel 2004 a 11.404 nel 2024 (+28,6%), con una proiezione di 14.500 laureati entro il 2027.3
Questa crescita non è dovuta a un aumento dell'attrattività (che è in calo 2), ma a due fattori:
- Il progressivo e massiccio aumento dei posti messi a bando negli ultimi vent'anni per rispondere alla carenza.3
- L'utilizzo di "bacini di riempimento" per coprire i posti lasciati vuoti dalla domanda primaria.
Quantificazione del "bacino medicina"
Il Report 2025-26 1 identifica la fonte di questo riempimento. Per la prima volta, i candidati ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria hanno avuto la possibilità di opzionare "Corsi Affini".1 I dati mostrano che:
- 13.400 candidati a Medicina hanno indicato Infermieristica come seconda scelta.1
- La FNOPI conferma che "una quota significativa" di studenti che non supereranno il semestre filtro di Medicina "si riverserà su Infermieristica".3
Questo meccanismo gonfierà il numero finale di immatricolati (iscritti al primo anno) ben oltre le 18.836 domande di prima scelta, permettendo al sistema di raggiungere, nel breve termine, gli obiettivi di laureati previsti.3
La fragilità del modello di riempimento
Questo modello di riempimento è strutturalmente fragile, in quanto dipende da variabili esterne al corso di Infermieristica. Il Report 2025-26 1 rileva che la ripartizione dei posti sanitari ha visto un aumento per Medicina e Chirurgia (passata dal 27,7% al 28,4% dei posti totali), a scapito delle Professioni Sanitarie (scese dal 69,1% al 68,4%).
Un futuro aumento dei posti a Medicina ridurrà proporzionalmente il bacino di "respinti" disponibili per il riversamento su Infermieristica, rendendo questo modello insostenibile nel medio termine.
Il gap tra laureati "lordi" e forza lavoro "netta"
Il dato sui 11.404 laureati nel 2024 3 rappresenta un valore "lordo", che non corrisponde alla forza lavoro effettivamente disponibile per il SSN.
- Analisi sindacali (Nursing Up) stimano che "meno di un terzo" dei nuovi infermieri formati entrerà stabilmente nel settore pubblico.6
- Stime UIL indicano un totale di soli 3.000 infermieri formati "assumibili" all'anno.5
Questi dati (33% di 11.404 = 3.763) sono coerenti e indicano che la maggior parte dei laureati non entra o non rimane nel SSN, a causa della "fuga dal SSN" (dimissioni) 9 e della fuga all'estero attratti da migliori condizioni.2 L'emorragia di professionisti in uscita vanifica l'aumento dei laureati in entrata.
Tavola B: stima del deficit di turnover (Proiezione 2024-2027)
|
Anno |
Fabbisogno Turnover Annuo (Scenario A: 13.334 ; Scenario B: 25.000 ) |
Laureati "Lordi" (Proiezione FNOPI ) |
Stima Forza Lavoro "Netta" (33% dei Laureati ) |
Deficit Annuo Netto (Scenario A) |
Deficit Annuo Netto (Scenario B) |
|
2024 |
13.334 - 25.000 |
11.404 |
3.763 |
-9.571 |
-21.237 |
|
2025 |
13.334 - 25.000 |
~12.500 (stima) |
~4.125 (stima) |
~-9.209 |
~-20.875 |
|
2026 |
13.334 - 25.000 |
~13.500 (stima) |
~4.455 (stima) |
~-8.879 |
~-20.545 |
|
2027 |
13.334 - 25.000 |
14.500 |
4.785 |
-8.549 |
-20.215 |
Nota: La tabella dimostra che anche nello scenario più ottimistico di FNOPI (14.500 laureati), il numero di professionisti "netti" (circa 4.785) è strutturalmente insufficiente a coprire il turnover annuo (stimato tra 13.334 e 25.000), generando un deficit annuo netto tra le 8.500 e le 20.000 unità.
-
I motori della crisi a lungo termine: calo demografico e scarsa attrattività
La proiezione a 10 anni (2026-2036) richiesta non può basarsi sui dati statici del Report 2025-26 1, che ignora esplicitamente i fattori demografici.1 La previsione deve fondarsi sui due motori strutturali che definiranno il prossimo decennio: la demografia e l'attrattività.
Fattore 1: il calo demografico (la riduzione del bacino totale)
Il fattore più impattante e ineluttabile è la "riduzione della natalità". Le analisi FNOPI riconoscono che il "calo demografico" impatta il numero complessivo di studenti universitari.3
Le proiezioni demografiche esterne per il sistema formativo italiano sono nette:
- Si prevede una perdita di 1 milione di studenti nel sistema scolastico italiano entro il 2034.4
- La sola scuola primaria perderà oltre mezzo milione di alunni entro il 2035.10
Questo significa che la coorte di 19-enni, bacino di utenza per le immatricolazioni universitarie, si ridurrà in modo costante e significativo per l'intero periodo di proiezione (2026-2036). Il bacino totale da cui attingere si sta prosciugando.11
Fattore 2: la crisi di attrattività (la riduzione della "quota di mercato")
Al calo del bacino totale si somma la diminuzione della "quota di mercato" di Infermieristica all'interno di un bacino già in contrazione. Il corso non è più considerato una prima scelta desiderabile, come dimostra il D/P nazionale a 0,9.1
Le cause di questa crisi di attrattività sono strutturali e ampiamente identificate 2:
- Condizioni di Lavoro: Turni massacranti, carichi di lavoro insostenibili e un alto rischio di aggressioni sul luogo di lavoro.2
- Retribuzione: Stipendi inadeguati, fermi da un decennio 2, e non competitivi con le offerte estere, che alimentano la fuga dei neolaureati.2
- Riconoscimento e Carriera: Mancanza di valorizzazione della figura professionale, percepita come "svilita" 2, e prospettive di carriera limitate.3
- Costi e Concorrenza: Il boom delle lauree telematiche (alternative ai corsi abilitanti con tirocinio obbligatorio) e i costi proibitivi (caro-affitti) nelle grandi sedi universitarie riducono ulteriormente l'attrattività dei corsi tradizionali.3
L'effetto tenaglia e l'erosione del "bacino nascosto"
La proiezione a 10 anni deve basarsi sull'interazione di questi due fattori (effetto tenaglia). Il calo demografico 4 non impatterà solo Infermieristica, ma anche Medicina.
Meno candidati totali significa meno candidati per Medicina. Questo, combinato con l'aumento dei posti disponibili a Medicina (+0,7% nell'A.A. 2025-26) 1, ridurrà drasticamente il numero di "respinti".
Di conseguenza, il "bacino di riempimento" 1 da cui Infermieristica attinge per coprire i propri posti vacanti è destinato a ridursi significativamente. Quando questo "paracadute" demografico verrà a mancare (indicativamente nel medio termine 2028-2036), le immatricolazioni reali crolleranno, allineandosi al trend già negativo delle domande di prima scelta.2
-
Proiezione a 10 anni (2026-2036): scenari per le iscrizioni a infermieristica
Sulla base dei fattori analizzati (demografia, attrattività, bacino Medicina), è possibile delineare tre scenari previsionali per le iscrizioni (immatricolazioni effettive) a Infermieristica nel decennio 2026-2036.
Scenario 1: inerziale (trend-based)
- Ipotesi: Il calo demografico continua come da proiezioni.4 L'attrattività della professione non migliora.2 La programmazione dei posti a Medicina e Infermieristica rimane simile a quella attuale.1
- Proiezione (Iscrizioni):
- Breve termine (2026-2027): Le iscrizioni effettive (immatricolazioni) rimangono artificialmente stabili o in lieve crescita, sostenute dal "bacino Medicina".1 Il sistema potrebbe raggiungere l'obiettivo FNOPI di 14.500 laureati/anno.3 Le domande di prima scelta (ai test) continueranno il loro crollo.2
- Medio-Lungo termine (2028-2036): L'erosione del bacino demografico 4 inizia a ridurre il numero totale di candidati sia per Infermieristica che per Medicina. Il "bacino di riempimento" si riduce. Le immatricolazioni non riusciranno più a coprire i 20.000+ posti disponibili e inizieranno un calo strutturale.
- Conseguenza: Il deficit di turnover (Tavola B) si aggraverà, portando la carenza strutturale verso le 78.000-80.000 unità stimate entro il 2030-2035.7
Scenario 2: critico (rischio accelerato)
- Ipotesi: Oltre al calo demografico 4 e alla stagnazione dell'attrattività 2, si verifica un aumento significativo dei posti a Medicina (in linea con le richieste politiche di superamento del numero chiuso), riducendo drasticamente e immediatamente il "bacino di riempimento".
- Proiezione (Iscrizioni):
- Il crollo delle immatricolazioni reali avverrà molto prima del 2028. L'incapacità di riempire i posti (D/P 0,9) 1 diventerà evidente già nel biennio 2026-2028.
- Il rapporto D/P nazionale crollerà verso 0,5-0,6, con le regioni del Nord e Centro che non copriranno nemmeno la metà dei posti offerti.
- Conseguenza: Collasso della capacità formativa, incapacità di raggiungere gli obiettivi minimi di laureati (11.4003) e accelerazione della crisi del SSN.6
Scenario 3: interventista (riforma strutturale)
- Ipotesi: Il calo demografico 4 è un dato immodificabile. L'intervento politico si concentra sull'unico fattore variabile: l'attrattività.2 Vengono implementate riforme radicali su retribuzioni, carichi di lavoro, sicurezza e prospettive di carriera.2
- Proiezione (Iscrizioni):
- Breve termine (2026-2028): Nessun impatto immediato. Le domande di prima scelta resteranno basse.
- Medio termine (2029-2036): Se le riforme sono percepite come strutturali e durature, la reputazione della professione migliora. Infermieristica inizierà a competere per la prima scelta dei candidati, aumentando la sua "quota di mercato" all'interno del bacino demografico in calo. Le domande di prima scelta si stabilizzeranno e potrebbero lentamente risalire, riducendo la dipendenza dal "bacino Medicina".1
- Conseguenza: Il sistema guadagna sostenibilità e resilienza, iniziando a formare professionisti motivati (di prima scelta) e potenzialmente riducendo il tasso di abbandono della professione post-laurea.9
-
Conclusioni e raccomandazioni strategiche
In risposta alla richiesta, si conclude quanto segue:
- Limiti del Report 2025-26 1: Il report Mastrillo et al. 1, pur essendo analitico, è una fotografia statica dell'A.A. 2025-26. Come emerso dall'analisi 1, non menziona né analizza l'impatto del calo demografico o della natalità. Pertanto, è inadatto a estrapolare una proiezione a 10 anni. Le sue "Prospettive per l' A.A. 2026-27" si limitano ad auspici burocratici sulla tempistica dei fabbisogni.1
- Proiezione a 10 Anni: Una proiezione analitica, che integri i dati attuali 1 con i trend demografici 3 e di attrattività 2, indica che:
- Le domande di ammissione (prima scelta) continueranno a diminuire a causa della combinata crisi demografica e di attrattività.
- Le immatricolazioni effettive (iscritti) resisteranno per 2-3 anni (Scenario Inerziale) grazie al "bacino Medicina" 1, per poi cedere anch'esse al calo demografico, rendendo impossibile coprire il fabbisogno nazionale 7 entro il 2036.
- Raccomandazioni Strategiche: L'analisi impone un cambio di paradigma nelle politiche di reclutamento:
- Spostare il focus dalla Programmazione all'Attrattività: Il D/P nazionale a 0,9 1 dimostra che il collo di bottiglia non è più l'offerta di posti, ma la domanda. Ulteriori aumenti dei posti a bando (per coprire il fabbisogno di 26.289) 1 saranno inutili se i candidati non esistono. Le risorse devono essere concentrate su riforme strutturali (retributive, contrattuali, sicurezza) che rendano la professione desiderabile.2
- Monitoraggio del "Rischio Medicina": È necessario monitorare il differenziale Domande/Posti a Medicina come lead indicator della sostenibilità del "bacino di riempimento" di Infermieristica.
- Accettazione della Realtà Demografica: La pianificazione sanitaria deve abbandonare la speranza di coprire i deficit futuri con un numero crescente di giovani, poiché il bacino demografico è in calo strutturale.4 Gli investimenti devono essere reindirizzati verso la retention dei professionisti esistenti (riducendo l'emorragia 9) e la riorganizzazione dei modelli assistenziali.
Bibliografia
- UGL Salute: "Crollano le domande di ammissione a Infermieristica. Governo intervenga o livelli di assistenza essenziale a rischio" - Nurse Times,https://nursetimes.org/ugl-salute-crollano-le-domande-di-ammissione-a-infermieristica-governo-intervenga-o-livelli-di-assistenza-essenziale-a-rischio
- Università, test Infermieristica: partecipanti in calo ma il trend di..https://www.fnopi.it/2025/09/08/test-infermieristica-2025/
- 1 milione di studenti in meno entro il 2034: l'ecatombe di alunni e cattedre - Policy Maker, https://www.policymakermag.it/italia/1-milione-di-studenti-in-meno-entro-il-2034-lecatombe-di-alunni-e-cattedre/
- Sanità al collasso? Con questi numeri un'avvisaglia sicura” Dal 2026 al 2030 perderemo 66.670 infermieri e 35.600 medici. - UIL.it, https://www.uil.it/documents/Analisi%20Uil%20fabbisogni%20personale%20sanit%C3%A0.pdf
- Infermieri. Nursing Up: “Domande in calo, pensionamenti record e formazione insufficiente, un disastro annunciato” - Quotidiano Sanità,https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=131985
- Sanità, Giuliano (UGL): «Crollano le domande di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica. Il Governo intervenga o LEA a rischio» - TrendSanità, https://trendsanita.it/sanita-giuliano-ugl-crollano-le-domande-di-ammissione-ai-corsi-di-laurea-in-infermieristica-il-governo-intervenga-o-lea-a-rischio/
- Sanità al bivio: troppi medici, pochi infermieri. Entro il 2035 ne mancheranno 78mila,https://www.infermieristicamente.it/articolo/19728/sanita-al-bivio:-troppi-medici,-pochi-infermieri-entro-il-2035-ne-mancheranno-78mila
- Emergenza infermieri in Italia: ogni anno persi oltre 10mila professionisti - Nurse24.it,https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/emergenza-infermieri-italia-ogni-anno-perde-10mila-professionisti.html
- Declino Demografico e Scuola: Entro il 2035 la Primaria Italiana Perderà oltre Mezzo Milione di Alunni - EduNews24,https://edunews24.it/scuola/declino-demografico-e-scuola-entro-il-2035-la-primaria-italiana-perder-oltre-mezzo-milione-di-alunni
- Crisi demografica e scuola italiana: in dieci anni persi quasi un ...,https://edunews24.it/scuola/crisi-demografica-e-scuola-italiana-in-dieci-anni-persi-quasi-un-milione-di-alunni
- 25/46/CR8b/C7 DOCUMENTO DI ANALISI E PROPOSTE IN TEMA DI PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE “Garantire il futuro del S - Regioni.it,https://www.regioni.it/download/news/661224/
Il report è stato realizzata grazie al rapporto "CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE Dati sull’accesso ai Corsi e programmazione dei posti nell’ A.A. 2025-26" di Angelo Mastrillo*, Lorenzo Bevacqua e Elisabetta Cenerelli ed integrato con i dati pubblicati online.
L'analisi è realizzata con il "mio" Gemini che riceve ogni giorno domande di infermieristica e in questo caso gli ho chiesto: Il report consente di estrapolare una proiezione per i prossimi 10 anni su come andranno le iscrizioni ad infermieristica, tenendo presente anche la riduzione della natalità?.
La domanda che gli ho posto è veramente complessa ed il rischio che il report sia un allucinazione è reale, su cos'è un allucinazione dell'IA ne abbiamo già parlato.
L'obiettivo del report è comunque prioritario perchè se già adesso il sistema SSN lavora con infemieri sotto organico il problema è destinato a crescere e il primo passo per trovare una soluzione è decidere che esiste un problema da affrontare e risolvere.
Buona lettura e ascolto.
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Executive summary: la proiezione a 10 anni e il rischio di insostenibilità strutturale
L'analisi previsionale a 10 anni (2026-2036) relativa alle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica indica un trend strutturalmente insostenibile, guidato da due forze convergenti e sinergiche: un calo demografico che erode progressivamente il bacino totale dei potenziali candidati universitari e una crisi di attrattività specifica della professione infermieristica che riduce la quota di candidati interessati.
Nello scenario attuale (A.A. 2025-26), il sistema formativo italiano ha raggiunto un punto di rottura, con un numero di domande di ammissione (18.836) inferiore al numero di posti messi a bando (20.409), fissando il rapporto nazionale Domande/Posti (D/P) a 0,9.1 Questo crollo della domanda primaria (-11,1% in un solo anno) 1 è il sintomo di una disaffezione profonda, con un calo delle domande del 54,2% negli ultimi 15 anni.2
Sebbene il numero di laureati possa temporaneamente aumentare fino al 2027, raggiungendo le 14.500 unità annue 3, questa apparente vitalità non è guidata dalla domanda primaria. È, al contrario, il risultato di un "bacino di riempimento" composto da candidati respinti da altri corsi di laurea (principalmente Medicina), quantificato in 13.400 opzioni di seconda scelta per l'A.A. 2025-26.1
Questo modello è strutturalmente fragile: il calo demografico (che prevede 1 milione di studenti in meno nel sistema scolastico entro il 2034) 4 eroderà anche questo bacino di riempimento. Nel prossimo decennio, la ridotta natalità renderà matematicamente impossibile coprire l'attuale numero di posti disponibili, portando le immatricolazioni effettive a un crollo.
Il sistema, già oggi, non riesce a coprire il turnover (stimato tra 13.334 5 e 25.000 3 unità annue) con un numero sufficiente di nuovi professionisti. Le stime indicano che solo un terzo dei laureati "lordi" (circa 3.000-3.700) entra stabilmente nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).5 In assenza di interventi radicali sull'attrattività economica, contrattuale e sociale della professione, il calo della natalità garantirà l'impossibilità di formare il numero di infermieri necessario a sostenere il SSN nel prossimo decennio, aggravando la carenza strutturale.7
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Analisi dello scenario attuale (A.A. 2025-26): il punto di rottura del rapporto domanda/offerta
I dati più recenti, consolidati nel Report annuale 2025-26 sulle Professioni Sanitarie 1, non rappresentano un'anomalia congiunturale, ma la manifestazione di un punto di rottura strutturale nel reclutamento della professione infermieristica.
Il crollo della domanda primaria: i dati A.A. 2025-26
L'anno accademico 2025-26 segna un crollo verticale delle domande di ammissione specifiche per il corso di laurea in Infermiere. I candidati sono diminuiti del -11,1% in un solo anno, passando dai 21.178 dell'anno precedente ai 18.836 attuali.1
Questo dato si inserisce in un trend di collasso quindicennale. Analisi aggregate esterne al report principale evidenziano una diminuzione del -54,2% delle iscrizioni ai test di ammissione a Infermieristica tra il 2010 (quando si registrarono 46.281 domande) e il 2024 (circa 21.250 domande).2 I dati 2025-26, con un'ulteriore flessione a 18.836, confermano e aggravano questa tendenza.1
Il superamento storico: meno domande che posti (D/P 0,9)
La conseguenza più rilevante di questo crollo è che, per la prima volta su scala nazionale, il numero di candidati (18.836) è inferiore al numero di posti messi a bando (20.409). Il rapporto Domande/Posto (D/P) si attesta a 0,9.1
Questo significa che l'accesso programmato (il "numero chiuso") per Infermieristica è, di fatto, stato abolito nella maggior parte del territorio nazionale. La selezione all'ingresso è minima o assente, trasformando la natura della coorte studentesca: da un bacino di candidati selezionati (come nel 2010, con rapporti D/P superiori a 4:1) 2 a un bacino di "raccolta" dei disponibili.
La frattura territoriale
Il dato nazionale (D/P 0,9) maschera una frattura territoriale che rivela l'epicentro della crisi di attrattività. Il collasso della domanda è concentrato nelle aree economicamente più sviluppate del Paese, dove la professione è percepita come meno desiderabile o dove la concorrenza formativa è maggiore.
L'analisi territoriale del rapporto Domande/Posti per Infermieristica evidenzia 1:
- Nord: D/P 0,7
- Centro: D/P 0,6
- Sud: D/P 1,5
Solo le regioni del Sud mantengono un rapporto positivo, fungendo da "bacino" che alimenta ancora il sistema, sebbene con un D/P in calo (da 1,9 nel 2023-24 a 1,6 nel 2024-25, fino all'1,5 attuale).1 Questa dipendenza dal Mezzogiorno per il riempimento dei posti del Centro-Nord è un ulteriore elemento di fragilità del sistema.
Il Paradosso della programmazione
L'analisi dello scenario attuale rivela un paradosso fondamentale tra il fabbisogno sanitario e la capacità formativa reale.
- Fabbisogno Ufficiale: La Conferenza Stato-Regioni (CSR) ha definito un fabbisogno nazionale di 26.289 infermieri.1
- Offerta Formativa (Posti): Le Università (Atenei) hanno messo a bando 20.409 posti.1
- Domanda Reale (Candidati): I candidati effettivi sono stati 18.836.1
Esiste un deficit di programmazione di 5.880 posti (-22,4%) tra il fabbisogno richiesto dalle Regioni e i posti effettivamente offerti dagli Atenei.1 Tuttavia, questo deficit non è la causa della carenza, ma un effetto. È un atto di realismo amministrativo da parte degli Atenei che, specialmente nel Centro-Nord, constatano l'impossibilità materiale di riempire i posti disponibili (con D/P 0,6 e 0,7).1 L'aumento dell'offerta formativa non registra un analogo incremento dei candidati.1
La crisi, pertanto, si è spostata irreversibilmente dal lato dell'offerta (numero di posti a bando) al lato della domanda (numero di candidati disposti a intraprendere la professione).
Tavola A: Trend domande di ammissione vs. posti offerti per infermieristica (2010-2026)
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Anno Accademico |
Domande di Ammissione |
Posti a Bando |
Rapporto D/P |
Fonte Dati |
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2010-11 |
46.281 |
N.D. |
N.D. |
2 |
|
... |
... |
... |
... |
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2023-24 |
22.957 |
20.059 |
1,14 |
1 |
|
2024-25 |
21.178 |
20.435 |
1,04 |
1 |
|
2025-26 |
18.836 |
20.409 |
0,92 |
1 |
Nota: La tabella evidenzia l'incrocio delle curve avvenuto nell'A.A. 2025-26, quando il rapporto D/P è sceso sotto la soglia di 1,0.
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Il "bacino nascosto" e il paradosso dei laureati (2024-2027)
L'analisi dei soli dati sulle domande di ammissione primarie 1 contrasta con le proiezioni ottimistiche sul numero di laureati.3 Questa apparente contraddizione si risolve analizzando i meccanismi di "riempimento" dei posti vacanti e il differenziale tra laureati "lordi" e forza lavoro "netta".
Risoluzione della contraddizione: domande in calo, laureati in aumento
Nonostante il crollo delle domande primarie, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) rileva un trend positivo nel numero di laureati: da 8.866 nel 2004 a 11.404 nel 2024 (+28,6%), con una proiezione di 14.500 laureati entro il 2027.3
Questa crescita non è dovuta a un aumento dell'attrattività (che è in calo 2), ma a due fattori:
- Il progressivo e massiccio aumento dei posti messi a bando negli ultimi vent'anni per rispondere alla carenza.3
- L'utilizzo di "bacini di riempimento" per coprire i posti lasciati vuoti dalla domanda primaria.
Quantificazione del "bacino medicina"
Il Report 2025-26 1 identifica la fonte di questo riempimento. Per la prima volta, i candidati ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria hanno avuto la possibilità di opzionare "Corsi Affini".1 I dati mostrano che:
- 13.400 candidati a Medicina hanno indicato Infermieristica come seconda scelta.1
- La FNOPI conferma che "una quota significativa" di studenti che non supereranno il semestre filtro di Medicina "si riverserà su Infermieristica".3
Questo meccanismo gonfierà il numero finale di immatricolati (iscritti al primo anno) ben oltre le 18.836 domande di prima scelta, permettendo al sistema di raggiungere, nel breve termine, gli obiettivi di laureati previsti.3
La fragilità del modello di riempimento
Questo modello di riempimento è strutturalmente fragile, in quanto dipende da variabili esterne al corso di Infermieristica. Il Report 2025-26 1 rileva che la ripartizione dei posti sanitari ha visto un aumento per Medicina e Chirurgia (passata dal 27,7% al 28,4% dei posti totali), a scapito delle Professioni Sanitarie (scese dal 69,1% al 68,4%).
Un futuro aumento dei posti a Medicina ridurrà proporzionalmente il bacino di "respinti" disponibili per il riversamento su Infermieristica, rendendo questo modello insostenibile nel medio termine.
Il gap tra laureati "lordi" e forza lavoro "netta"
Il dato sui 11.404 laureati nel 2024 3 rappresenta un valore "lordo", che non corrisponde alla forza lavoro effettivamente disponibile per il SSN.
- Analisi sindacali (Nursing Up) stimano che "meno di un terzo" dei nuovi infermieri formati entrerà stabilmente nel settore pubblico.6
- Stime UIL indicano un totale di soli 3.000 infermieri formati "assumibili" all'anno.5
Questi dati (33% di 11.404 = 3.763) sono coerenti e indicano che la maggior parte dei laureati non entra o non rimane nel SSN, a causa della "fuga dal SSN" (dimissioni) 9 e della fuga all'estero attratti da migliori condizioni.2 L'emorragia di professionisti in uscita vanifica l'aumento dei laureati in entrata.
Tavola B: stima del deficit di turnover (Proiezione 2024-2027)
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Anno |
Fabbisogno Turnover Annuo (Scenario A: 13.334 ; Scenario B: 25.000 ) |
Laureati "Lordi" (Proiezione FNOPI ) |
Stima Forza Lavoro "Netta" (33% dei Laureati ) |
Deficit Annuo Netto (Scenario A) |
Deficit Annuo Netto (Scenario B) |
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2024 |
13.334 - 25.000 |
11.404 |
3.763 |
-9.571 |
-21.237 |
|
2025 |
13.334 - 25.000 |
~12.500 (stima) |
~4.125 (stima) |
~-9.209 |
~-20.875 |
|
2026 |
13.334 - 25.000 |
~13.500 (stima) |
~4.455 (stima) |
~-8.879 |
~-20.545 |
|
2027 |
13.334 - 25.000 |
14.500 |
4.785 |
-8.549 |
-20.215 |
Nota: La tabella dimostra che anche nello scenario più ottimistico di FNOPI (14.500 laureati), il numero di professionisti "netti" (circa 4.785) è strutturalmente insufficiente a coprire il turnover annuo (stimato tra 13.334 e 25.000), generando un deficit annuo netto tra le 8.500 e le 20.000 unità.
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I motori della crisi a lungo termine: calo demografico e scarsa attrattività
La proiezione a 10 anni (2026-2036) richiesta non può basarsi sui dati statici del Report 2025-26 1, che ignora esplicitamente i fattori demografici.1 La previsione deve fondarsi sui due motori strutturali che definiranno il prossimo decennio: la demografia e l'attrattività.
Fattore 1: il calo demografico (la riduzione del bacino totale)
Il fattore più impattante e ineluttabile è la "riduzione della natalità". Le analisi FNOPI riconoscono che il "calo demografico" impatta il numero complessivo di studenti universitari.3
Le proiezioni demografiche esterne per il sistema formativo italiano sono nette:
- Si prevede una perdita di 1 milione di studenti nel sistema scolastico italiano entro il 2034.4
- La sola scuola primaria perderà oltre mezzo milione di alunni entro il 2035.10
Questo significa che la coorte di 19-enni, bacino di utenza per le immatricolazioni universitarie, si ridurrà in modo costante e significativo per l'intero periodo di proiezione (2026-2036). Il bacino totale da cui attingere si sta prosciugando.11
Fattore 2: la crisi di attrattività (la riduzione della "quota di mercato")
Al calo del bacino totale si somma la diminuzione della "quota di mercato" di Infermieristica all'interno di un bacino già in contrazione. Il corso non è più considerato una prima scelta desiderabile, come dimostra il D/P nazionale a 0,9.1
Le cause di questa crisi di attrattività sono strutturali e ampiamente identificate 2:
- Condizioni di Lavoro: Turni massacranti, carichi di lavoro insostenibili e un alto rischio di aggressioni sul luogo di lavoro.2
- Retribuzione: Stipendi inadeguati, fermi da un decennio 2, e non competitivi con le offerte estere, che alimentano la fuga dei neolaureati.2
- Riconoscimento e Carriera: Mancanza di valorizzazione della figura professionale, percepita come "svilita" 2, e prospettive di carriera limitate.3
- Costi e Concorrenza: Il boom delle lauree telematiche (alternative ai corsi abilitanti con tirocinio obbligatorio) e i costi proibitivi (caro-affitti) nelle grandi sedi universitarie riducono ulteriormente l'attrattività dei corsi tradizionali.3
L'effetto tenaglia e l'erosione del "bacino nascosto"
La proiezione a 10 anni deve basarsi sull'interazione di questi due fattori (effetto tenaglia). Il calo demografico 4 non impatterà solo Infermieristica, ma anche Medicina.
Meno candidati totali significa meno candidati per Medicina. Questo, combinato con l'aumento dei posti disponibili a Medicina (+0,7% nell'A.A. 2025-26) 1, ridurrà drasticamente il numero di "respinti".
Di conseguenza, il "bacino di riempimento" 1 da cui Infermieristica attinge per coprire i propri posti vacanti è destinato a ridursi significativamente. Quando questo "paracadute" demografico verrà a mancare (indicativamente nel medio termine 2028-2036), le immatricolazioni reali crolleranno, allineandosi al trend già negativo delle domande di prima scelta.2
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Proiezione a 10 anni (2026-2036): scenari per le iscrizioni a infermieristica
Sulla base dei fattori analizzati (demografia, attrattività, bacino Medicina), è possibile delineare tre scenari previsionali per le iscrizioni (immatricolazioni effettive) a Infermieristica nel decennio 2026-2036.
Scenario 1: inerziale (trend-based)
- Ipotesi: Il calo demografico continua come da proiezioni.4 L'attrattività della professione non migliora.2 La programmazione dei posti a Medicina e Infermieristica rimane simile a quella attuale.1
- Proiezione (Iscrizioni):
- Breve termine (2026-2027): Le iscrizioni effettive (immatricolazioni) rimangono artificialmente stabili o in lieve crescita, sostenute dal "bacino Medicina".1 Il sistema potrebbe raggiungere l'obiettivo FNOPI di 14.500 laureati/anno.3 Le domande di prima scelta (ai test) continueranno il loro crollo.2
- Medio-Lungo termine (2028-2036): L'erosione del bacino demografico 4 inizia a ridurre il numero totale di candidati sia per Infermieristica che per Medicina. Il "bacino di riempimento" si riduce. Le immatricolazioni non riusciranno più a coprire i 20.000+ posti disponibili e inizieranno un calo strutturale.
- Conseguenza: Il deficit di turnover (Tavola B) si aggraverà, portando la carenza strutturale verso le 78.000-80.000 unità stimate entro il 2030-2035.7
Scenario 2: critico (rischio accelerato)
- Ipotesi: Oltre al calo demografico 4 e alla stagnazione dell'attrattività 2, si verifica un aumento significativo dei posti a Medicina (in linea con le richieste politiche di superamento del numero chiuso), riducendo drasticamente e immediatamente il "bacino di riempimento".
- Proiezione (Iscrizioni):
- Il crollo delle immatricolazioni reali avverrà molto prima del 2028. L'incapacità di riempire i posti (D/P 0,9) 1 diventerà evidente già nel biennio 2026-2028.
- Il rapporto D/P nazionale crollerà verso 0,5-0,6, con le regioni del Nord e Centro che non copriranno nemmeno la metà dei posti offerti.
- Conseguenza: Collasso della capacità formativa, incapacità di raggiungere gli obiettivi minimi di laureati (11.4003) e accelerazione della crisi del SSN.6
Scenario 3: interventista (riforma strutturale)
- Ipotesi: Il calo demografico 4 è un dato immodificabile. L'intervento politico si concentra sull'unico fattore variabile: l'attrattività.2 Vengono implementate riforme radicali su retribuzioni, carichi di lavoro, sicurezza e prospettive di carriera.2
- Proiezione (Iscrizioni):
- Breve termine (2026-2028): Nessun impatto immediato. Le domande di prima scelta resteranno basse.
- Medio termine (2029-2036): Se le riforme sono percepite come strutturali e durature, la reputazione della professione migliora. Infermieristica inizierà a competere per la prima scelta dei candidati, aumentando la sua "quota di mercato" all'interno del bacino demografico in calo. Le domande di prima scelta si stabilizzeranno e potrebbero lentamente risalire, riducendo la dipendenza dal "bacino Medicina".1
- Conseguenza: Il sistema guadagna sostenibilità e resilienza, iniziando a formare professionisti motivati (di prima scelta) e potenzialmente riducendo il tasso di abbandono della professione post-laurea.9
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Conclusioni e raccomandazioni strategiche
In risposta alla richiesta, si conclude quanto segue:
- Limiti del Report 2025-26 1: Il report Mastrillo et al. 1, pur essendo analitico, è una fotografia statica dell'A.A. 2025-26. Come emerso dall'analisi 1, non menziona né analizza l'impatto del calo demografico o della natalità. Pertanto, è inadatto a estrapolare una proiezione a 10 anni. Le sue "Prospettive per l' A.A. 2026-27" si limitano ad auspici burocratici sulla tempistica dei fabbisogni.1
- Proiezione a 10 Anni: Una proiezione analitica, che integri i dati attuali 1 con i trend demografici 3 e di attrattività 2, indica che:
- Le domande di ammissione (prima scelta) continueranno a diminuire a causa della combinata crisi demografica e di attrattività.
- Le immatricolazioni effettive (iscritti) resisteranno per 2-3 anni (Scenario Inerziale) grazie al "bacino Medicina" 1, per poi cedere anch'esse al calo demografico, rendendo impossibile coprire il fabbisogno nazionale 7 entro il 2036.
- Raccomandazioni Strategiche: L'analisi impone un cambio di paradigma nelle politiche di reclutamento:
- Spostare il focus dalla Programmazione all'Attrattività: Il D/P nazionale a 0,9 1 dimostra che il collo di bottiglia non è più l'offerta di posti, ma la domanda. Ulteriori aumenti dei posti a bando (per coprire il fabbisogno di 26.289) 1 saranno inutili se i candidati non esistono. Le risorse devono essere concentrate su riforme strutturali (retributive, contrattuali, sicurezza) che rendano la professione desiderabile.2
- Monitoraggio del "Rischio Medicina": È necessario monitorare il differenziale Domande/Posti a Medicina come lead indicator della sostenibilità del "bacino di riempimento" di Infermieristica.
- Accettazione della Realtà Demografica: La pianificazione sanitaria deve abbandonare la speranza di coprire i deficit futuri con un numero crescente di giovani, poiché il bacino demografico è in calo strutturale.4 Gli investimenti devono essere reindirizzati verso la retention dei professionisti esistenti (riducendo l'emorragia 9) e la riorganizzazione dei modelli assistenziali.
Bibliografia
- UGL Salute: "Crollano le domande di ammissione a Infermieristica. Governo intervenga o livelli di assistenza essenziale a rischio" - Nurse Times,https://nursetimes.org/ugl-salute-crollano-le-domande-di-ammissione-a-infermieristica-governo-intervenga-o-livelli-di-assistenza-essenziale-a-rischio
- Università, test Infermieristica: partecipanti in calo ma il trend di..https://www.fnopi.it/2025/09/08/test-infermieristica-2025/
- 1 milione di studenti in meno entro il 2034: l'ecatombe di alunni e cattedre - Policy Maker, https://www.policymakermag.it/italia/1-milione-di-studenti-in-meno-entro-il-2034-lecatombe-di-alunni-e-cattedre/
- Sanità al collasso? Con questi numeri un'avvisaglia sicura” Dal 2026 al 2030 perderemo 66.670 infermieri e 35.600 medici. - UIL.it, https://www.uil.it/documents/Analisi%20Uil%20fabbisogni%20personale%20sanit%C3%A0.pdf
- Infermieri. Nursing Up: “Domande in calo, pensionamenti record e formazione insufficiente, un disastro annunciato” - Quotidiano Sanità,https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=131985
- Sanità, Giuliano (UGL): «Crollano le domande di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica. Il Governo intervenga o LEA a rischio» - TrendSanità, https://trendsanita.it/sanita-giuliano-ugl-crollano-le-domande-di-ammissione-ai-corsi-di-laurea-in-infermieristica-il-governo-intervenga-o-lea-a-rischio/
- Sanità al bivio: troppi medici, pochi infermieri. Entro il 2035 ne mancheranno 78mila,https://www.infermieristicamente.it/articolo/19728/sanita-al-bivio:-troppi-medici,-pochi-infermieri-entro-il-2035-ne-mancheranno-78mila
- Emergenza infermieri in Italia: ogni anno persi oltre 10mila professionisti - Nurse24.it,https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/emergenza-infermieri-italia-ogni-anno-perde-10mila-professionisti.html
- Declino Demografico e Scuola: Entro il 2035 la Primaria Italiana Perderà oltre Mezzo Milione di Alunni - EduNews24,https://edunews24.it/scuola/declino-demografico-e-scuola-entro-il-2035-la-primaria-italiana-perder-oltre-mezzo-milione-di-alunni
- Crisi demografica e scuola italiana: in dieci anni persi quasi un ...,https://edunews24.it/scuola/crisi-demografica-e-scuola-italiana-in-dieci-anni-persi-quasi-un-milione-di-alunni
- 25/46/CR8b/C7 DOCUMENTO DI ANALISI E PROPOSTE IN TEMA DI PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE “Garantire il futuro del S - Regioni.it,https://www.regioni.it/download/news/661224/
