cvp posionato manoLe tecniche infermieristiche sono parte integrante dell'assistenza e come ogni tecnica o terapia attuata in area sanitaria non è priva di rischi e complicazioni.

Le procedure principali sono insegnate durante il corso di laurea e successivamente è possibile fare un ripasso sui libri universitari o per approfondire tecniche specifiche si realizza una formazione sul campo "on work" che si realizza in modo formale o viene appresa dai colleghi.

La necessità di fare formazione spesso è sottostimata dal professionista stesso perchè l'approccio di "ripasso" di una tecnica nota è visto come aspetto svilente per l'identità del professionista. Questo preconcetto è rafforzato dalla promozione di eventi formativi che hanno in evidenza la novità.

 

 

 

Eppure il bisogno di formazione di base è esplicitato ogni volta che vengono diffusi i dati delle rilevazioni delle complicanze del tipo:

posizionamento e gestione dei cateteri vescicali, infezioni,

gestione CVC, infezioni,

gestione Nutrizione Parenterale Totale, infezioni,

gestione nutrizioni enterali, enteriti,

ecc..

L'elevata frequenza di complicanze ha portato le direzioni degli ospedali ed i medici a "tirarsi fuori" ed è stata identificata una nuova area, così quelle infezioni che prima erano chiamate ospedaliere adesso sono le Infezioni correlate all'Assistenza (ICA), e le aziende sanitarie stesse le monitorano regolarmente. Eppure solo le infezioni che compaiono come cluster epidemici (vedi il caso del citrobacter) o sono dati anomali (come la bambina morta di malaria a Trento) portano in evidenza il problema per un attimo e la gestione è solo locale ad opera dei risk managment e raramente c'è un impegno a livello nazionale.

L'infermiere si forma all'Università, come è possibile che ci siano le ICA?

Il motivo è che le infezioni sono microrganismi che entrano nell'organismo dei pazienti quando si eseguono delle tecniche manuali che migliorano sia con le conoscenze scientifiche, ma anche con la pratica regolare. Inoltre in ambito infermieristico non c'è l'abitudine di confrontarsi regolarmente e ancora meno sulle tecniche. Mentre i medici fanno briefing regolari gli infermieri forse fanno una riunione di reparto ogni tot mesi. Questo comporta che in uno stesso reparto ci sono infermieri con abilità ed esperienze molto diverse e i pazienti sono i primi che se ne accorgono.

La riduzione delle ICA passa attraverso due punti, le conoscenze reali sul campo e la la formazione.

I dati sono in possesso delle direzioni sanitarie che hanno personale dedicato alla prevenzione delle infezioni che può documentarne l'andamento evolutivo e quindi agire di conseguenza.

La formazione (non è solo corsi fad gratis) è quel momento dove conoscenze scientifiche generali convergono con dati reali e trovano una soluzione nella pratica. Il corso di aggiornamento consente di avere un momento di confronto con un docente, con i colleghi e rivedere i passaggi delle tecniche con tranquillità.

In Europa, le ICA provocano ogni anno:

  • 16 milioni di giornate aggiuntive di degenza
  • 37.000 decessi attribuibili
  • 110.000 decessi per i quali l’infezione rappresenta una concausa.

I costi vengono stimati in approssimativamente 7 miliardi di Euro, includendo solo i costi diretti.

(fonte http://www.salute.gov.it/)

Oggi l'infermiere fa corsi ECM regolari solo sul BLSD, nessuno si stupisce se un infermiere ha fatto nel tempo una decina di corsi per forse un giorno salvare la vita di un paziente. Mentre sulla formazione regolare delle tecniche infermieristiche ci sono molti preconcetti eppure per 110.000 persone in Europa poteva essere di aiuto.

L'infermiere responsabile che invece volesse mantenre le conoscenze aggiornate ed esercitare l'abilità manuale in un ambiente protetto come un corso potrebbe avere serie difficoltà perchè i provider ECM gli organizzatori spesso organizzano eventi di richiamo sulle ultime novità. Uno dei rari provider che crede nella formazione continua delle tecniche infermieristiche è NGformazione.

La mancanza di formazione ed il mantenimento di conoscenze ed abilità porta ad un semplicismo della comunicazione e ad una deriva incontrollata che si  può evidenziare nella presenza di tecniche anomale che sono solo pericolose.

La formazione sulle tecniche se non è realizzata con progetti formativi delle aziende sanitarie si mantiene all'interno dei reparti grazie alla buona volontà di infermieri leader che si aggiornano con percorsi in proprio che fungono da esempio e da divulgatori per i colleghi.

 

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