Con “L'ultimo turno” Petra Volpe racconta un mondo nascosto e una donna forte, presentando al pubblico uno dei film più potenti e necessari dell'anno.
“Asciutto, diretto, estremo” scrive la critica, e non potrebbe esserci descrizione più accurata per questo lavoro che trascende i confini del cinema per diventare denuncia sociale.
Il film di Petra Volpe, candidato dalla Svizzera agli Oscar 2026, segue per novanta minuti serrati l'infermiera Floria (magistralmente interpretata da Leonie Benesch) durante quello che il titolo preannuncia come il suo ultimo turno in un reparto oncologico. Passo per passo, la macchina da presa di Petra Biondina Volpe segue l'infermiera per tutta una giornata di lavoro, creando un'esperienza cinematografica che ha dell'ipnotico e del disturbante allo stesso tempo.
La regista racconta una storia dal basso, il qui ed ora di un’ infermiera, puntando l'attenzione sulla reale e complessa responsabilità di quelle divise che si aggirano tra una corsia e l'altra, vittime di un sistema sanitario senza scrupoli e senza empatia. Non è un caso che il film sia stato ispirato dal libro "Our Profession Is Not the Problem – It's the Circumstan- ces" dell'infermiera tedesca Madeline Calvelage, che ha anche collaborato come consulente per la sceneggiatura.
Il risultato è un'opera che rende giustizia a una professione troppo spesso invisibile, mostrando senza filtri la pressione quotidiana, i carichi di lavoro insostenibili e l'umanità che resiste nonostante tutto. "Nel 2030 in Svizzera mancheranno 30.000 infermieri qualificati. Il 36% del personale infermieristico di ruolo abbandona il posto entro 4 anni", recita una delle statistiche che chiudono il film, collegando direttamente la finzione cinematografica alla drammatica realtà globale.
L'allarme globale: i numeri dell'OMS
I dati che emergono dal grande schermo di "L'ultimo turno" trovano purtroppo conferma nelle statistiche internazionali più allarmanti. Entro il 2030, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima un deficit globale di 10 milioni di operatori sanitari. Di questi, circa 9 milioni saranno infermieri e ostetriche.
Questo scenario è particolarmente preoccupante per l'Africa, dove si prevede una carenza di 6,1 milioni di professionisti. Se si considera che il continente africano sopporta il 25% del carico di malattie a livello mondiale, ma dispone solo del 3% della forza lavoro sanitaria per affrontarlo, lo scenario diventerà ancora molto più critico rispetto ad oggi..
La situazione europea non è da meno. Nei Paesi dell'Ue, a fronte di una popolazione sem- pre più anziana, si stima una carenza di 4,1 milioni di professionisti della sanità entro il 2030, di cui la quota maggioritaria (pari a 2,3 milioni) costituita proprio da infermieri.
Il caso italiano: una crisi in accelerazione
L'Italia rappresenta un caso emblematico di questa crisi globale. Per raggiungere lo stan- dard di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, mancherebbero oltre 220 mila infermie- ri, con una carenza di infermieri tra 60.000 e 100.000 unità prevista entro il 2030.
I numeri attuali sono già drammatici: nel Sistema Sanitario Nazionale italiano operano 1,5 infermieri per ogni medico, contro una media di 2,2 nell'Ue. Ancora più preoccupante è il fenomeno dell'abbandono: nel triennio 2020-2022 hanno abbandonato il Ssn 16.192 infer- mieri, mentre 42.713 infermieri si sono cancellati dall'ordine Fnopi negli ultimi 4 anni, di cui 10.230 solo nel 2024.
Le cause di questo esodo sono molteplici e sistemiche. L'età media degli iscritti all'Ordine degli infermieri era pari a 52,2 anni a maggio 2022 e addirittura di 56,49 tra i dipendenti del SSN, evidenziando un problema generazionale che rischia di aggravarsi nei prossimi anni quando il 40% dei professionisti attualmente in servizio sarà andato in pensione.
Le evidenze scientifiche: cosa dice la ricerca
La letteratura scientifica ha ampiamente documentato i fattori che contribuiscono alla ca- renza infermieristica globale. Una revisione sistematica ( Atashzadeh et al. 2023) ha identi- ficato quattro temi principali come fattori che influenzano la carenza di forza lavoro infer- mieristica: barriere di politiche e pianificazione, barriere alla formazione e iscrizione, fatto- ri che causano il turnover del personale infermieristico e stress e burnout degli infermieri. Particolarmente significativo è il tema del burnout e dell'abbandono. Alcuni infermieri si laureano e iniziano a lavorare per poi determinare che la professione non è quello che pen- savano sarebbe stata. Altri possono lavorare un po' e sperimentare il burnout e lasciare la professione.
Una meta-analisi (de Vries et al. 2023) sui fattori di ritenzione ha evidenziato che i princi- pali determinanti per la ritenzione lavorativa erano la soddisfazione lavorativa, lo svilup- po della carriera e l'equilibrio vita-lavoro. Questi elementi, spesso carenti negli attuali si- stemi sanitari, rappresentano le leve fondamentali su cui agire per invertire la tendenza.
Il peso del carico di lavoro e delle condizioni lavorative
La ricerca scientifica ha dimostrato chiaramente l'impatto delle condizioni di lavoro sulla ritenzione del personale. Le caratteristiche di staffing infermieristico sub-ottimali (condi- zione in cui il numero o la preparazione degli infermieri non è adeguata a soddisfare le esi- genze assistenziali dei pazienti) possono essere osservate durante la carenza di infermieri, come livelli di personale inadeguati, orari di lavoro più lunghi con straordinari e alto tur- nover.
I rapporti di staffing sono di preoccupazione clinica. Negli ospedali con alti rapporti pa- ziente-infermiere, gli infermieri manifestano burnout e insoddisfazione lavorativa, mentre i pazienti sperimentano tassi di mortalità più elevati e un maggiore tasso di insuccesso nel- le manovre di soccorso rispetto alle strutture con rapporti paziente-infermiere più bassi.
Il problema del sovraccarico di lavoro emerge chiaramente anche dai dati italiani: circa il 40% degli infermieri svolge ore di straordinario (circa 108mila unità su 270mila infermieri), evidenziando un sistema già al limite delle proprie capacità.
Conclusioni: l'urgenza di un cambiamento sistemico
"L'ultimo turno" di Petra Volpe non è solo un film, ma un grido di allarme che il cinema ri- volge alla società. Attraverso gli occhi di Floria, assistiamo alla quotidianità di una profes- sione sotto assedio, dove l'umanità della cura si scontra con l'inumanità di un sistema che chiede sempre di più offrendo sempre di meno.
I dati dell'OMS e la ricerca scientifica confermano quello che il film racconta: siamo di fronte a una crisi globale che richiede interventi urgenti e strutturali. Non si tratta solo di assumere più infermieri, ma di ripensare completamente le condizioni di lavoro, i percorsi di carriera, l'equilibrio vita-lavoro e il riconoscimento professionale ed economico di chi si prende cura della nostra salute.
Come conclude magistralmente il film, ogni infermiere che abbandona la professione non è solo una statistica, ma una perdita per l'intera comunità. È tempo che la politica, le istitu- zioni sanitarie e la società civile prendano atto di questa emergenza e agiscano di conse- guenza. Il futuro della sanità dipende dalle scelte che faremo oggi per chi, ogni giorno, si prende cura di noi.
Dott. Silvano Biagiola
Bibliografia
- Atashzadeh-Shoorideh, F., Layeghian Javan, S., Hosseini Sedigh, M., et al. (2023). A sy- stematic review study on the factors affecting shortage of nursing workforce in the ho- spitals. International Journal of Africa Nursing Sciences, 18, 100524. PMID: 36303066.
- Biagiola S, Alfieri N, Di Mario S, Evangelista G, Grima D, Sodo S, La Torre G. The effect of workload on the development of burnout syndrome in Covid-19 intensive care nur- ses: a systematic review. Riv Psichiatr. 2025 May-Jun;60(3):103-116. doi: 10.1708/4509.45085. PMID: 40458900.
- Chan, Z. C., Tam, W. S., Lung, M. K., Wong, W. Y., & Chau, C. W. (2013). A systematic li- terature review of nurse shortage and the intention to leave. Journal of Nursing Manage- ment, 21(4), 605-613. PMID: 23406374.
- de Vries, N., Boone, A., Godderis, L., et al. (2023). The Race to Retain Healthcare Wor- kers: A Systematic Review on Factors that Impact Retention of Nurses and Physicians in Hospitals. International Journal of Environmental Research and Public Health, 20(6), 4742.
- Flinkman, M., Leino-Kilpi, H., & Salanterä, S. (2010). Nurses' intention to leave the pro- fession: integrative review. Journal of Advanced Nursing, 66(7), 1422-34. PMID: 20497270.
- Halter, M., Boiko, O., Pelone, F., et al. (2017). The determinants and consequences of adult nursing staff turnover: a systematic review of systematic reviews. BMC Health Ser- vices Research, 17(1), 824. PMID: 29246221.
- Lee, Y. W., Dai, Y. T., Park, C. G., & McCreary, L. L. (2013). Predicting quality of work li- fe on nurses' intention to leave. Journal of Nursing Scholarship, 45(2), 160-168.
- Moloney, W., Gorman, D., Parsons, M., & Cheung, G. (2018). How to keep registered nurses working in New Zealand even as economic conditions improve. International Nursing Review, 65(3), 391-401.
- Zhang, L. F., You, L. M., Liu, K., et al. (2014). The association of Chinese hospital work environment with nurse burnout, job dissatisfaction, and intention to leave. Nursing Ou- tlook, 62(2), 128-137. PMID: 24345617.
Fonti ONU/OMS:
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (2023). State of the World's Nursing Report 2020. Geneva: WHO Press.
- AMREF Health Africa. (2023). Rapporto sulla carenza di operatori sanitari in Africa.
Fonti istituzionali italiane:
- Fondazione GIMBE. (2025). Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI). (2024). Dati statistici sulla professione infermieristica in Italia.
