Ho letto con piacere la newsletter del collegio IPASVI di Roma Il futuro passa attraverso la qualità della formazione LINK, dove viene evidenziato che:

Il 75% degli studenti delle Facoltà di Medicina è costituito da iscritti ai corsi di laurea delle professioni sanitarie e, tra questi, la fetta più rilevante frequenta quello di Infermieristica.

Una realtà che dovrebbe tradursi in un potere negoziale maggiore di quello effettivamente riconosciuto alla nostra professione in ambito accademico, soprattutto a fronte di una mappatura delle sedi che fa emergere che la maggior parte dei corsi è allocata in strutture del SSN, negli Ircss pubblici e privati e nelle altre sedi convenzionate.

Nonostante questo, continua comunque a mancare una responsabile politica di finanziamento di tali strutture che richiedono un’adeguata dotazione di laboratori per la didattica clinica e per l’informatica, di spazi per sperimentare la ricerca, di biblioteche per accedere a banche dati della letteratura scientifica internazionale ecc.

Inoltre i tagli apportati in tanti settori della PA rischiano oggi non solo di compromettere l’attuale qualità della formazione, ma anche di rallentare il reclutamento dei docenti da parte degli atenei: eventualità che per il settore infermieristico rappresenta un problema grave, visto che è proprio la nostra disciplina a soffrire più di altre della carenza di docenti (attualmente il patrimonio di professori associati di Scienze infermieristiche ammonta a 34 unità).

Una collocazione più definita meritano anche i team che gestiscono tali corsi: un vero esercito di “formatori” costituito da circa 2.000 tutor didattici, 700 direttori/coordinatori tecnico-pratici e dai professori a contratto, che svolgono la loro attività senza una chiara identità di ruolo e spesso in uno stato di precarietà che non ne qualifica sufficientemente il lavoro e la professionalità.

In questa fase di confronto sulla riforma dell’Università, l’Ipasvi ribadisce il proprio impegno a portare avanti con determinazione ai tavoli competenti l’istanza di una giusta valorizzazione del corpo docente infermieristico in tutte le sue componenti: la formazione dei futuri infermieri e la tutela della specificità culturale e scientifica del settore disciplinare delle Scienze infermieristiche sono elementi strategici su cui costruire lo sviluppo della nostra professione e garantire ai cittadini un’assistenza di qualità.

Il Presidente Gennaro Rocco

 

Se il 75% degli iscritti appartengono alle professioni sanitarie non è ora che si crei una facoltà di infermieristica?

Una facoltà di infermieristica dove vedere in carriera docenti che fanno una ricerca vera, pubblicazioni di studi originali basati sull'analisi del nostro lavoro quotidiano e la possibilità di mostrare poi le capacità degli infermieri italiani.

Una ricerca di base che potrebbe avere progetti interfacoltà di chi fa la ricerca tutti i giorni come i biologi, ingegneri e statisti.

Ma è chiaro che è solo fantasia se ci fosse una facoltà di infermieristica tutti farebbero a gara per progetti da dirigenti proponendo modelli favolosi che fanno risparmiare e salvano il mondo, scordandosi che questo favorisce solo l'illusione e l'ego del ricercatore che con una base debole mettendo tutto in un calderone e ignorando le capacità sviluppate dagli infermieri in prima linea, non va da nessuna parte.

 

Franco Ognibene

 

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