La scarsità di concorsi per determinate zone d'Italia fa si che si possa andare a lavorare in quelle regioni a tempo determinato, con il rischio di essere disoccupato al termine del periodo o con la mobilità.

La mobilità è il trasferimento fra amministrazioni pubbliche aderenti allo stesso CCNL, ci sono diversi tipi di mobilità.

L'assenso dell'amministrazione di appartenenza è obbligatorio, ma nella fase di domanda dei bandi ci può essere una deroga.

La mobilità è la domanda che un dipendente fa per passare da un amministrazione pubblica ad un altra, questa può essere di due tipi:

compensativa, fra due o più dipendenti,

su richiesta dell'amministrazione che emette un bando.

La mobilità, l'art.30 del DL n.165 del 30 marzo 2001 riporta:

Articolo 30 
     Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse (Art.33 del d.lgs n.29 del 1993, come  sostituito  prima  dall'art.13
del d.lgs n.470 del 1993 e poi dall'art.18 del d.lgs n.80 del 1998 e successivamente modificato dall'art.20, comma 2 della Legge n.488 del 1999) 
 
   1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in  organico mediante passaggio diretto di  dipendenti  appartenenti  alla  stessa qualifica in servizio  presso  altre  amministrazioni,  che  facciano domanda  di  trasferimento.  Il  trasferimento  e'  disposto   previo consenso dell'amministrazione di appartenenza. 
   2. I contratti collettivi nazionali possono definire le  procedure e i criteri generali per l'attuazione di quanto previsto dal comma 1. 
 
Sin dal 2001 l'assenso dell'amministrazione di appartenenza è vincolante rispetto al fatto di essere in una posizione utile di un bando di mobilità.
Nel 2014 il cambiamento, nel 2001 si faceva la domanda e poi l'aministrazione dava l'assenso al trasferimento, la legge cambia e diventa la domanda a dover avere l'assenso.

L'articolo 4  legge n.114  11 agosto 2014, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (G.U. n. 190 del 18 agosto 2014), ha modificato la legge del 2001 come segue:

Art. 4. (Mobilità obbligatoria e volontaria)

1. I commi da 1 a 2 dell'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono sostituiti dai seguenti:
"1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. Le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e fino all'introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non è richiesto l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l'amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all'amministrazione di appartenenza. Per agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce un portale finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilità.

Nel 2014 la legge sposta l'assenso dell'amministrazione di appartenenza dalla fase del trasferimento dopo mobilità alla fase della domanda, questo è giusto?

Si, se si pensa ad esempio ad una terapia intensiva sotto di organico e uno o due infermieri si spostano, le criticità aumentano, quindi ci si trova che finito l'iter del bando l'amministrazione rifiuta il trasferimento, c'è stato tanto lavoro sprecato e aspettative che si trasformano in delusioni.

No, non è giusto visti i tempi dei bandi, e la condizione al momento del bando potrebbe non esistere al momento dell'effettiva necessità di trasferimento.

La legge vuole che la domanda abbia l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, questo da un certo punto di vista è giusto.

Ma diventa un problema quando l'amministrazione non fa concorsi da anni e può rifiutarsi perchè non vuole sostituire un dipendente con un altro a tempo determinato.

Diventa un ostacolo anche quando l'amministrazione di appartenenza è insicura e non ha tempi certi per dare una risposta nei 30 giorni non è in grado di dare una risposta.

L'amministrazione che emette il bando di mobilità è fatta da persone che sono consapevoli che ci possono essere problemi nell'ottenere l'assenso preventivo entro i 30 giorni dalla pubblicazione del bando per l'invio della domanda. Le amministrazioni di appartenenza sono fatte di persone che hanno bisogno di tempi tecnici e quindi non essere in grado di produrre un certificato entro la scadenza.

Le persone che decidono possono però fare come l'ASL di Alessandria (LINK) che ha deciso di accettare le domande di chi ha già fatto la richiesta e nel bando hanno scritto:

In subordine, il candidato deve dichiarare formalmente o documentare di aver già presentato richiesta di assenso preventivo e incondizionato al trasferimento al proprio Ente, e di non aver ancora ricevuto riscontro.

Il rifiuto automatico di chi non riesce nei 30 giorni dell'invio della domanda a produrre il certificato è una scelta ingiusta.

Da ricordare:

il rifiuto è automatico in quelle regioni che hanno dei vincoli di blocco al turn over stabilito per legge a 2 o 5 anni.

 

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