L’Intelligenza Artificiale nella scrittura è uno strumento che utilizzo da tempo su InfermieriAttivi. Tuttavia, è necessario fare pratica per comprenderne le potenzialità e credo sia fondamentale definire alcuni concetti.
Sono convinta che la produzione di testi tramite IA debba integrarsi nel rapporto tra colleghi e, soprattutto, che il suo utilizzo debba essere sempre dichiarato in modo trasparente.
Come funziona (e dove sta il rischio)
La mia esperienza si basa principalmente su Gemini Pro, ma il principio vale per qualsiasi IA: quando riceve un prompt (la domanda), il sistema si attiva e produce un testo, spesso corredato di bibliografia.
Il risultato può riflettere le conoscenze dell'utente o proporre informazioni nuove. In quest'ultimo caso, la verifica diventa cruciale. Il problema sorge quando la mole di informazioni è tale da rendere impossibile un controllo puntuale, esponendoci al rischio che l’IA, data la complessità, abbia generato un'allucinazione (un tema approfondito nell'articolo: “Le allucinazioni dell'IA: un'analisi approfondita delle cause, delle implicazioni e delle strategie di mitigazione per sistemi affidabili”).
Un parallelo con l’EBN
L’informazione generata dall’IA è spesso una rielaborazione di ciò che già conosciamo. Possiamo fare un parallelismo con l’Evidence Based Nursing (EBN).
Da decenni, come infermieri, utilizziamo il processo EBN basandoci su modelli statistici di cui spesso ignoriamo la complessità matematica, ma di cui accettiamo e comprendiamo i risultati. Con l’IA accade lo stesso: tutto dipende da come si pone la domanda.
La vera similitudine con l’EBN sta nella variabilità umana: se due gruppi partissero dallo stesso quesito PICO, troverebbero risultati diversi perché il vissuto unico dei professionisti influenza le scelte.
Resta da vedere se, nei prossimi anni, il metodo EBN/EBCP e l’IA si integreranno o entreranno in conflitto.
Perché l’articolo generato è sempre diverso?
Il testo generato dall’IA per InfermieriAttivi ha uno scopo informazionale. Una caratteristica strutturale delle IA è che, anche a parità di prompt, l’articolo non viene mai generato due volte nello stesso modo. Questa variabilità dipende da quattro fattori:
- Architettura probabilistica: L'IA calcola la sequenza di parole più probabile al momento, non recupera un testo fisso.
- Contesto dinamico: Parametri invisibili (temperatura, memoria) influenzano l'output.
- Deep research: Le fonti selezionate e il loro peso cambiano ogni volta.
- Differenze tra modelli: Ogni IA "ragiona" su spazi semantici diversi.
Il prompt, quindi, non è uno stampo, ma solo una condizione iniziale.
L’unicità del testo e il concetto di Ectype
Un articolo fatto dall'IA è unico? Per rispondere usiamo la filosofia di Luciano Floridi, che distingue tra Tipo (idea astratta), Token (oggetto concreto) ed Ectype (una copia generata da un tipo, ma non identica).
L’articolo dell'IA è un ectype: condivide l'intenzione informativa ma differisce per lessico e argomentazione. È unico nella sua configurazione, anche se non "originale" in senso autoriale.
L’IA come espansione del linguaggio
L'uso dell'IA rompe i limiti del nostro vocabolario quotidiano. Se per una vita ho usato solo il termine "ago cannula", una mia ricerca su PubMed sarà limitata.
Se invece chiedo all'IA specificando il contesto, sarà lei a cercare tutte le varianti terminologiche, arricchendo la mia conoscenza.
Linee guida per la pubblicazione su InfermieriAttivi
Poiché l'uso dell'IA in ambito clinico (in corsia) è delicato e impatta sulle cure, su InfermieriAttivi ci limitiamo all'ambito della conoscenza. Ecco le regole per pubblicare articoli generati o co-generati:
- Articolo misto: Testo in parte umano e in parte IA (come questo articolo). Non serve annotazione specifica se l'autore ha progettato i concetti.
- Testo 100% IA (Verificato): L’autore ha le competenze per validarlo e se ne assume la responsabilità. È necessaria l'annotazione che indichi l'uso dell'IA.
- Testo 100% IA (Non verificato): L’autore non ha le competenze specifiche (es. normative complesse). Se interessante, viene pubblicato, ma la responsabilità è della redazione di InfermieriAttivi.
- Ruolo del lettore: Il lettore non è più passivo, ma diventa un revisore esperto con il dovere di segnalare errori per la correzione o rimozione del testo.
Il punto 4 è la svolta, c’è un cambiamento radicale del ruolo che il lettore professionista infermiere ha verso gli articoli, dall’essere considerato fino ad oggi un passivo utilizzatore, compare quello che è sempre stato il clinico esperto che ha il diritto/dovere di segnalare la presenza di errori e innescare la revisione o rimozione dell’articolo.
Se volete approfondire questo argomento complesso, ne possiamo parlare nel forum.
