L'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) ha pubblicato il suo dodicesimo rapporto sul monitoraggio della contrattazione integrativa, basato sui contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) del triennio 2019/2021.
Questo studio si compone di due parti principali: una sintesi dei dati del 2024 e un'analisi dettagliata dei contratti del 2023.
Cosa sono i contratti integrativi?
I contratti integrativi sono accordi che definiscono specifici aspetti del rapporto di lavoro all'interno delle singole amministrazioni pubbliche. Le amministrazioni sono tenute a trasmettere questi contratti, insieme a una relazione tecnico-finanziaria, all'ARAN e al CNEL entro cinque giorni dalla loro sottoscrizione.
Questi atti possono avere natura "normativa" (che regolano materie a contenuto non economico) o "economica" (che disciplinano indennità, premi e trattamenti accessori). L'analisi di questi contratti permette di valutare se sono rispettati i limiti e le materie definite dalla legge e dai CCNL nazionali.
L'andamento complessivo del 2024
Nel 2024, l'attività negoziale è aumentata del 7% rispetto all'anno precedente, con 18.116 contratti integrativi trasmessi. I comparti Istruzione e Ricerca e Funzioni Locali hanno registrato una crescita del 10%. In particolare, il settore della Scuola ha inviato il 44% dei contratti e i Comuni il 40%.
Il 72% delle sedi di contrattazione a livello nazionale ha trasmesso almeno un atto negoziale, il dato più alto finora registrato. A livello geografico, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di contratti trasmessi in valore assoluto (16,2%), mentre il Veneto ha la percentuale più alta di sedi di contrattazione attive (73%).
Il comparto sanità
Nel 2024, il comparto Sanità ha registrato una lieve riduzione dell'attività negoziale del 3% rispetto all'anno precedente. Su un totale di 639 contratti integrativi trasmessi, il 46% sono atti di tipo economico, il 38% riguardano discipline su specifiche materie e il restante 18% sono contratti di tipo normativo.
A differenza di altri comparti, la Sanità mostra una notevole frammentazione dell'attività negoziale, con il 78% delle amministrazioni (110 su 141) che hanno inviato due o più contratti. Questo fenomeno è legato alla pluralità dei destinatari e alla diversificazione degli argomenti di negoziato.
Nel 2023, il 6,9% delle materie trattate nei contratti del comparto Sanità non erano contrattabili, una percentuale in leggero aumento rispetto al 6% dell'anno precedente. I contratti erano prevalentemente di tipo economico (40%) o su stralci di specifiche materie (42%).
Per concludere
Il rapporto conferma che la contrattazione integrativa è ormai uno strumento consolidato nelle pubbliche amministrazioni. Tuttavia, emerge una crescente criticità, ovvero l'inserimento di materie non contrattabili negli accordi.
L'ARAN continuerà a monitorare questo trend, con l'obiettivo di analizzare l'impatto dei CCNL e di individuare le buone pratiche che possono servire da stimolo per altre amministrazioni.
