Valutazione economica delle infezioni del sito chirurgico: il contesto del SSN Italiano
Le complesse considerazioni cliniche, fisiologiche e microbiologiche analizzate finora si intrecciano in modo assolutamente indissolubile con l'impatto macroeconomico e la sostenibilità strutturale dei moderni sistemi sanitari. Sebbene la mancata prevenzione dell'ipotermia perioperatoria sia una complicanza clinica proceduralmente evitabile, le sue ripercussioni epidemiologiche generano oneri diretti e indiretti insostenibili. Lo studio dell'impatto economico delle Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA), e nello specifico delle SSI, in Italia rivela un quadro finanziario allarmante che giustifica e impone ampiamente massicci investimenti strutturali in tecnologie di regolazione climatica avanzata e dispositivi di riscaldamento attivo.
L'onere Nazionale delle ICA e l'emergenza dell'antibiotico-resistenza
Le Infezioni Correlate all'Assistenza, tra cui le SSI giocano indubbiamente un ruolo preponderante, hanno un impatto catastrofico sia sulla preservazione della salute pubblica che sull'economia dello Stato.44 In ambito continentale, le proiezioni epidemiologiche stimano che le ICA siano la causa primaria di oltre 16 milioni di giornate di degenza ospedaliera aggiuntive ogni anno in Europa, generando un costo di assorbimento approssimativo calcolato in 7 miliardi di euro annui per i sistemi previdenziali.44
A livello nazionale italiano, i report analitici più recenti stilati dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) e i dati forniti dal Ministero della Salute stimano che i costi complessivi assorbiti per trattare le infezioni ospedaliere raggiungano cifre drammatiche, oscillando tra i 600 milioni e il picco massimo di 7 miliardi di euro annui per assorbire l'intero spettro patologico delle ICA.45
Questo tragico scenario nosocomiale è indissolubilmente aggravato dal fenomeno clinico dell'Antimicrobico-Resistenza (AMR). Il fallimento terapeutico indotto dai patogeni resistenti amplifica la durata e la severità delle ICA.
L'Italia detiene purtroppo un primato statistico europeo desolante in questo specifico ambito: su un totale stimato di 33.110 decessi accertati nello studio europeo EARS-Net (2015) associati a batteri pan-resistenti o multi-resistenti (il 63,5% dei quali contratti esclusivamente all'interno delle mura ospedaliere associate all'assistenza sanitaria), l'Italia, insieme alla Grecia, presenta i tassi assoluti e relativi più elevati di mortalità attribuibile.44 Per affrontare strutturalmente questa emergenza epidemiologica ed economica, il Ministero della Salute italiano ha istituzionalizzato il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) per il triennio 2022-2025.48
Il piano fissa obiettivi vincolanti ed estremamente stringenti basati sulla sorveglianza integrata, includendo protocolli e programmi specifici come il GISIO (Gruppo Italiano di Studio Igiene Ospedaliera) e il SITIN (Sistema di sorveglianza nazionale delle infezioni in terapia intensiva), finalizzati a monitorare e abbattere drasticamente l'incidenza delle SSI e l'uso inappropriato degli antibiotici, identificati come le principali emorragie finanziarie del comparto.48
Analisi micro-economica specifica dei costi delle SSI in Italia
Il carico economico specifico attribuibile esclusivamente alle SSI è stato oggetto di rigorosissime valutazioni di Health Technology Assessment (HTA). Secondo uno studio retrospettivo e prospettico di valenza nazionale condotto e presentato nel 2020 dal CEIS-EEHTA (Economic Evaluation and HTA) della Facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata (sotto l'egida del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità), le infezioni ospedaliere contratte nei reparti colpiscono mediamente 47 pazienti ricoverati per patologie acute su un totale di mille.46
L'analisi micro-economica rivela chiaramente che l'insorgenza di una singola infezione del sito chirurgico provoca un allungamento esponenziale e drammatico della durata della degenza ospedaliera. Per un ricovero ordinario che malauguratamente si complica con una SSI sono necessari, in media statistica, ben 17 giorni di degenza clinica aggiuntiva rispetto al percorso clinico (pathway) standard.46
Considerando che una singola giornata di degenza ordinaria all'interno dei parametri di rimborso del SSN costa mediamente circa 800 euro, il costo medio aggiuntivo netto (incrementale) per affrontare l'eradicazione dell'infezione (che include farmaci antimicrobici ad alto costo, diagnostica radiologica avanzata e potenziale necessità di revisione chirurgica) raggiunge la cifra esorbitante e insostenibile compresa tra i 9.416 e i 9.500 euro per singolo paziente.46 Se estrapoliamo questo dato sull'intero volume nazionale chirurgico, il costo delle sole infezioni post-operatorie drena sistematicamente circa 600 milioni di euro all'anno dai fondi del SSN.46
Oltre all'onere economico clinico diretto, questo prolungamento di degenza rappresenta un imponente e inaccettabile costo-opportunità strutturale per il sistema. Nel fragile e sovraffollato contesto della sanità pubblica italiana, in cui i posti letto nei reparti ad alta intensità chirurgica sono cronicamente limitati e i tempi di attesa per gli interventi elettivi raggiungono picchi critici, l'occupazione improduttiva di un letto per 17 giorni extra a causa di una complicanza evitabile blocca materialmente le ammissioni e i DRG (Diagnosis Related Groups) di decine di altri pazienti, minando alle fondamenta la produttività assistenziale complessiva dell'azienda ospedaliera.46
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Parametro economico e strutturale |
Dati estratti dalla realtà Italiana (SSN) |
Fonti di riferimento |
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Incidenza complessiva infezioni nei ricoveri per acuti |
47 degenze complicate ogni 1.000 ricoveri |
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Costoannuale globale stimato per infezioni post-operatorie |
~600 milioni di Euro sottratti al SSN |
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Degenza aggiuntiva media dovuta a SSI |
17 giorni per paziente infetto |
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Costo medio stimato giornaliero di degenza |
800 Euro |
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Costo medio totale aggiuntivo per un singolo episodio SSI |
Tra i 9.416 e i 9.500 Euro per paziente |
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Impatto Mortale Complessivo AMR/ICA in Europa (Dati EARS-Net) |
33.110 decessi/anno (Italia ai vertici negativi) |
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Modelli di efficienza chirurgica e complessità procedurale
L'impatto reale delle SSI varia immensamente in gravità clinica e costi assorbiti a seconda della specializzazione chirurgica e dell'organo bersaglio. La spaventosa disparità economica causata dalle infezioni diventa macroscopicamente evidente in chirurgia addominale maggiore complessa. Uno studio osservazionale, monocentrico e prospettico condotto presso il prestigioso Istituto del Pancreas dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona ha analizzato in dettaglio l'esito di 414 pancreatectomie distali eseguite su pazienti adulti.51 I risultati hanno confermato un'incidenza complessiva di SSI post-pancreatectomia del 26%. Tra i pazienti colpiti da tale complicanza, i costi totali del ricovero (escludendo rigorosamente i costi fissi associati all'intervento in sala operatoria) sono letteralmente raddoppiati a causa del peso clinico misurato secondo l'Accordion Severity Grading System, passando da un decorso fisiologico standard di 6.888 euro alla cifra paralizzante di 12.915 euro per paziente infetto (P < 0,001).51
Al contrario, l'evidenza clinica suggerisce limpidamente che l'adozione sistemica di strategie preventive mirate – che includono inderogabilmente la rigorosa profilassi termica intraoperatoria, l'adeguata preparazione della cute e l'aderenza ferrea alle linee guida OMS – generano risparmi netti formidabili in tempi ridottissimi. La Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS a Roma ha condotto una survey clinica di prevalenza puntuale (Point Prevalence Survey - PPS basata sui protocolli ECDC) testando l'efficacia pratica dell'applicazione di un "approccio a bundle" (un protocollo integrato multimodale di prevenzione applicato pedissequamente dal personale clinico). Grazie a questi rigorosi interventi strutturali procedurali, la prevalenza complessiva delle SSI nell'ospedale romano è crollata vertiginosamente dal 2,5% registrato nel giugno 2023 all'1,4% nel giugno 2024, segnando una formidabile riduzione del rischio relativo del 44%.52
Dal punto di vista della sostenibilità e dell'analisi del budget impact in un ecosistema sanitario cronicamente sotto-finanziato, è stato meticolosamente calcolato che una riduzione sistemica anche infinitesimale dell'incidenza, pari a un mero 0,1%, si traduce immediatamente in un imponente e salvifico risparmio di risorse pubbliche liquide.
Queste medesime risorse finanziarie, liberate dalla morsa della spesa farmaceutica per complicanze evitabili e dai giorni di degenza inappropriati, potrebbero essere strategicamente allocate ad attività cliniche produttive ad alto impatto sociale, come l'espansione dei programmi di screening oncologico, il rafforzamento della prevenzione territoriale e l'implementazione dell'innovazione tecnologica diffusa.45