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Offerta lavoro in Germania, Esperti o neolaureati

Nel giornale online Nurse24.it, il 21 Agosto presentava le statistiche di un intervista online a 1000 infermieri, i risultati prima del 2010 erano inimmaginabili e riportano che un 20% non ha mai lavorato e che il 60% ha lavorato solo per 6 mesi.

Malgrado un sondaggio semplice mostri che un 80% dei neolaureati ha problemi di lavoro, si attendono i prossimi 20.000 studenti...

 La crisi è palese, non ci sono concorsi, l'età pensionabile slitta di alcuni anni, si tagliano i posti letto e l'assistenza erogata dall'OSS è chiamata infermieristica, quindi fa numero nell'assistenza.

Poi, ricordiamo che ogni 20 pl tagliati ci sono almeno 10 infermieri e 1 coordinatore da ricollocare.

Ma se si formano 20.000 infermieri e quanti OSS, 10-15.000 quindi c'è necessità di 30-35000 infermieri/oss se ci sono i tagli, se c'è l'allungamento dell'età pensionabile?

Non credo, forse in così tanta produzione di infermieri/oss è  complice l'ignoranza diffusa di cos'è un infermiere e di cos'è un OSS, la gente usa indifferentemente il termine infermiere per indicare chiunque non abbia il camice e c'è da scommetterci che anche chi lavora in regione ha la stessa idea.

Possiamo parlare di un ignoranza colpevole oppure di interessi di poltrona, come riporta nurse24.it.

Comunque i dati proposti dall'articolo di Nurse24, che vi invito a leggere,  sono allarmanti "Università fabbrica di infermieri disoccupati in Italia" ma fra le righe ci sono dei segnali di una condizione di criticità che porta ad un aggravarsi della crisi.

La criticità che osservo è fra le ultime domande, chi fa master e corsi di specializzazione?

Solo chi ha un posto di lavoro fisso a tempo indeterminato, eppure mi sarei aspettato una percentuale alta da parte di chi lavora anche solo per qualche mese.

Mi spiego, la situazione attuale di precarietà, di lavoro per 6 mesi anno è pianificata dai precedenti governi, il senatore Monti quando era presidente del consiglio diceva, il posto fisso ve lo scordate e quindi non siamo in un contesto casuale ma ben pianificato per abbassare il costo del lavoro.

Oggi l'infermiere neolaureato ha necessità di restare aggiornato da subito, tenendo presente che la formazione universitaria è scolastica allo studente non viene chiesto di essere come tanti anni fa di essere un lavoratore che si impratichisce, ma di essere studente ed è giusto in un contesto dove appena laureato entri nell'asl che ha un percorso con tutor.

E nel privato?

I collegi hanno chiesto agli ospedali privati studi associati e coop, se hanno un percorso formativo di inserimento?

Non so se ne avrebbero il potere, ma di scrivere una lettera e chiedendo perfavore penso che i collegi potrebbero informarsi sulla condizione di ingresso dei neolaureati.

Neolaureati che per il primo hanno non hanno l'obbligo ECM?

Un assurdità, perchè laureati e quindi al top delle conoscenze... ma va. Ogni reparto ha delle caratteristiche che lo rendono specialistico ed è necessario e prioritario che un neolaureato sveglio inizi a seguire subito i corsi ECM, proprio nella definizione di conoscenza scientifica c'è il fattore obsolescenza del sapere.

Ma se da un lato c'è una situazione di crisi e voi siete la macchina che deve produrre perchè non aggiornarla, o migliorarla?

Allo stato attuale il corso più qualificante è il master, eppure solo il 5% dei 1000 intervistati lo aveva e tutti avevano il lavoro a tempo indeterminato.

 

Verò che esiste la crisi del lavoro ma invece di essere competitivi ed aggressivi per inserirsi in un mercato sempre più stretto mi sembra che il neolaureato si uniformi alle voci al facciamo tutti così.

Eppure in un contesto competitivo, il posto di lavoro te lo giochi per un pezzo di carta in più, per gli interessi, per le capacità di comunicazione, per l'analisi acritica del proprio contesto lavorativo, tutti elementi che non si imparano a scuola. 

 

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