Le 150 ore sono una conquista importante per il diritto allo studio dei lavoratori, un diritto che nasce negli anni 70 con lo staturo dei lavoratori.

Gli aspetti normativi risalgono al D. P. R. 23 agosto 1988 n° 395, ma nello specifico per gli infermieri della sanità pubblica, le 150 ore sono regolamentate a partire dal CCNL integrativo del 20 giugno 2001.

Il CCNL da indicazioni generali importanti...

Il 20/09/2001 è stato pubblicato il CCNL integrativo del CCNL del 7-4-1999 che all'articolo 22 riporta i passaggi attuativi del diritto allo studio del lavoratore dipendente del comparto sanità.

Vi riporto l'articolo tratto dal sito dell'ARAN LINK al CCNL, in corsivo i commenti.

ART. 22 Diritto allo studio

1. Ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono concessi – anche in aggiunta alle attività formative programmate dall’azienda – appositi permessi retribuiti, nella misura massima di 150 ore individuali per ciascun anno e nel limite massimo del 3% del personale in servizio a tempo indeterminato presso ciascuna azienda all’inizio di ogni anno, con arrotondamento all’unità superiore.

Le 150 ore retribuite sono assegnate ad i dipendenti assunti a tempo indeterminato, tenendo presente che il numero di assunzioni a tempo determinato saranno in aumento, l'articolo andrebbe cambiato anche se questo ha delle difficoltà applicative importanti.

Il limite può essere modificato dai CCNL integrativi e quindi è importante partecipare e stimolare l'attività sindacale.

2. I permessi di cui al comma 1 sono concessi per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuola di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico nonché per sostenere i relativi esami. Nell’ambito della contrattazione integrativa potranno essere previste ulteriori tipologie di corsi di durata almeno annuale per il conseguimento di particolari attestati o corsi di perfezionamento anche organizzati dall’Unione Europea anche finalizzati alla acquisizione di specifica professionalità ovvero, infine, corsi di formazione in materia di integrazione dei soggetti svantaggiati sul piano lavorativo, nel rispetto delle priorità di cui al comma 4.

3. Il personale interessato ai corsi ha diritto all’assegnazione a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi stessi e la preparazione agli esami e non può essere obbligato a prestazioni di lavoro straordinario né al lavoro nei giorni festivi o di riposo settimanale.

Il turno di lavoro agevolato per eccellenza è quello che prevede le notti, però ovviamente poi è necessario fare i festivi perchè di conseguenza il giorno di riposo si va in aula, questo articolo forse è inteso per evitare situazioni di ritorsione, teniamo presente che esistono tante situazioni organizzative più o meno tese.

4. Qualora il numero delle richieste superi le disponibilità individuate ai sensi del comma 1, per la concessione dei permessi si rispetta il seguente ordine di priorità:

a) dipendenti che frequentino l’ultimo anno del corso di studi e, se studenti universitari o postuniversitari, abbiano superato gli esami previsti dai programmi relativi agli anni precedenti;

b) dipendenti che frequentino per la prima volta gli anni di corso precedenti l’ultimo e successivamente quelli che, nell’ordine, frequentino, sempre per la prima volta, gli anni ancora precedenti escluso il primo, ferma restando, per gli studenti universitari e post-universitari, la condizione di cui alla lettera a);

c) dipendenti ammessi a frequentare le attività didattiche, che non si trovino nelle condizioni di cui alle lettere a) e b).

5. Nell’ambito di ciascuna delle fattispecie di cui al comma 4, la precedenza è accordata, nell’ordine, ai dipendenti che frequentino corsi di studio della scuola media inferiore, della scuola media superiore, universitari o post-universitari, sulla base di un’adeguata ripartizione tra i dipendenti dei vari ruoli.

6. Qualora a seguito dell’applicazione dei criteri indicati nei commi 4 e 5 sussista ancora parità di condizioni, sono ammessi al beneficio i dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi relativi al diritto allo studio per lo stesso corso e, in caso di ulteriore parità, secondo l’ordine decrescente di età. Ulteriori condizioni che diano titolo a precedenza sono definite nell’ambito delle procedure di cui all’art. 4, comma 2, punto V del CCNL 7 aprile 1999.

I criteri di definizione della priorità dovranno poi essere ripresi nella modulistica che viene presentata nei bandi per l'assegnazione delle 150 ore.

7. L’applicazione dei predetti criteri e la relativa graduatoria formano oggetto di informazione successiva ai soggetti sindacali di cui all’art. 9, comma 2 del CCNL 7 aprile 1999.

8. Per la concessione dei permessi di cui ai commi precedenti i dipendenti interessati debbono presentare, prima dell’inizio dei corsi, il certificato di iscrizione e, al termine degli stessi, l’attestato di partecipazione agli stessi o altra idonea documentazione preventivamente concordata con l’azienda, l’attestato degli esami sostenuti, anche se con esito negativo. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi già utilizzati vengono considerati come aspettativa per motivi personali o, a domanda, come ferie o riposi compensativi per straordinario già effettuato.

Tutto deve essere documentato.

9. Nel caso in cui il conseguimento del titolo preveda l’esercizio di un tirocinio, l’amministrazione potrà valutare con il dipendente, nel rispetto delle incompatibilità e delle esigenze di servizio, modalità di articolazione della prestazione lavorativa che facilitino il conseguimento del titolo stesso.

10. Per sostenere gli esami relativi ai corsi indicati nel comma 2 il dipendente in alternativa ai permessi previsti nel presente articolo può utilizzare, per il solo giorno della prova, anche i permessi per esami previsti dall’art. 21, comma 1, primo alinea del CCNL del 1 settembre 1995. 11. Sono disapplicati l’art. 3 del DPR 23 agosto 1988, n. 395 e l’art. 20 del DPR 384/1990

 

La normativa ofrre l'opportunità di usufruire di circa 25 giorni di permesso per frequentare i corsi ma è importante ricordarsi che esiste un aspetto relazionale che vale quanto le 150 ore, dato che i colleghi possono offrire i cambi turno volentieri se si è disponibili poi a restituirli.

Studiare e lavorare è una situazione di tensione che aumenta poi con l'avvicinarsi degli esami, vero che la tensione viene vissuta in modo soggettivo, ma è importante considerare che se lavorate in un reparto dove già esiste una situazione di stress dovete valutare quanto siete in grado di gestirlo. Avere di base una situazione di stress lavorativa che sapete a priori che aumenterà durante il percorso di studi, dovrete valutare se ne vale la pena.

Le 150 ore sono una risorsa importante per chi desiderà studiare ma la normativa ha due punti di vista, quella del lavoratore che ha dei diritti e quello del coordinatore che deve attuarli, per avere un buon risultato è necessario il dialogo e avere una convergenza sull'obiettivo comune, che è di favorire un lavoratore nel suo percorso di studi.

l'opposto di una situazione di collaborazione e di convergenza è la pretesa, l'autoritarismo da parte di uno o dell'altro che non può portare nulla di buono per l'infermiere che vuole studiare.

 

 

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