L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha tracciato le linee guida del Piano Triennale per la Prevenzione 2025-2027. Si tratta di un documento strategico che offre una panoramica dettagliata sull'evoluzione dei rischi professionali in Italia e sulle direttrici d’intervento istituzionali.
Per gli infermieri e per tutti i professionisti della salute, il Piano rappresenta uno strumento prezioso: mette a fuoco l’andamento infortunistico del comparto «Sanità e assistenza sociale», affronta l’emergenza delle tecnopatie (in primis muscolo-scheletriche) e introduce importanti novità normative su sostanze reprotossiche, prevenzione delle aggressioni e stress lavoro-correlato.
Il comparto Sanità nei dati INAIL: la fine dell’emergenza pandemica e i rischi strutturali
L’analisi statistica relativa all’anno 2023 fotografa un netto cambio di scenario per il settore sanitario:
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Il crollo delle denunce di infortunio post-Covid: nel 2023 le denunce nel comparto Sanità e assistenza sociale sono scese a quasi 44.000 casi rispetto ai circa 135.000 del 2022 (-67,5%), dopo aver raggiunto il drammatico picco di 157.000 denunce nel 2020 a causa dei contagi professionali da SARS-CoV-2.
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Decessi in forte calo: i casi mortali nel settore sono stati 14 nel 2023, contro i 29 del 2022 e i 200 registrati nel 2020.
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Indice di frequenza ancora ai vertici: pur con la normalizzazione della curva pandemica, nel triennio consolidato 2019-2021 la Sanità e assistenza sociale è risultata il comparto con il più alto indice di frequenza infortunistica indennizzata (42,95 casi ogni 1.000 addetti, contro una media dell'Industria e servizi pari a 15,26). Un dato che testimonia come l’ambiente ospedaliero e assistenziale rimanga intrinsecamente ad elevata complessità.
Malattie professionali: l’epidemia silenziosa dei disturbi muscolo-scheletrici
A livello nazionale, le malattie professionali denunciate nel 2023 hanno fatto registrare un incremento del +19,8% rispetto al 2022 (oltre 72.600 denunce).
Per il personale di corsia, che quotidianamente affronta la movimentazione manuale dei pazienti e posture incongrue, il dato sulle patologie è particolarmente emblematico:
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Quasi il 71% di tutte le malattie professionali denunciate riguarda l'apparato muscolo-scheletrico (oltre 51.000 casi).
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Tra queste, prevalgono le affezioni dei tessuti molli (47,6% — epicondiliti, sindrome della cuffia dei rotatori e lesioni della spalla) e le dorsopatie (42% — degenerazioni ed ernie discali), seguite dalle patologie del sistema nervoso periferico come la sindrome del tunnel carpale.
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Sul piano normativo tecnico, il Piano richiama l'adozione di standard come la UNI ISO 11228-1:2022 (per la movimentazione, sollevamento e trasporto) e la UNI/TR 11950:2024 dedicata agli esoscheletri occupazionali, aprendo scenari futuri sull'impiego di ausili biomeccanici avanzati anche nei compiti ad alto carico ergonomico.
Sostanze reprotossiche: tutele equiparate ai cancerogeni
Una delle novità normative più rilevanti segnalate nel Piano è il recepimento della Direttiva (UE) 2022/431 tramite il D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 135. Il provvedimento estende alle sostanze tossiche per la riproduzione umana le medesime tutele, misure di sorveglianza sanitaria e obblighi di registrazione finora riservati ad agenti cancerogeni e mutageni (Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008).
Per gli infermieri esposti alla manipolazione di farmaci chemioterapici antiblastici, anestetici volatili o disinfettanti ad alto livello, questa estensione comporta:
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L’obbligo di inserimento nei Registri di esposizione;
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L’aggiornamento dei flussi telematici verso INAIL e organi di vigilanza;
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Una tracciabilità più stringente del rischio riproduttivo e di fertilità durante tutto l'arco della vita professionale.
Aggressioni, violenza e benessere organizzativo: dal rischio biologico al rischio psicosociale
La sicurezza degli operatori sanitari non si esaurisce nei rischi chimici o biologici. Il Piano INAIL evidenzia un'attenzione crescente verso:
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Violenza e molestie sul luogo di lavoro: vengono promossi percorsi formativi dedicati alla prevenzione degli atti di aggressione verbale e fisica verso il personale, in linea con la Convenzione ILO n. 190/2019 e l'accordo quadro europeo.
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Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali: la gestione dei carichi emotivi, i turni e la riorganizzazione post-pandemica richiedono l'adozione di standard avanzati, tra cui le linee di indirizzo della norma internazionale UNI ISO 45003 (salute e sicurezza psicologica sul lavoro).
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Cultura dei "Near Miss": l'Istituto insiste sull'adozione di modelli di segnalazione e analisi dei quasi-infortuni (near miss), un approccio indispensabile anche nei reparti ospedalieri per intercettare falle procedurali e organizzative prima che si trasformino in infortuni o eventi avversi.
Verso l'approccio Total Worker Health
Il Piano 2025-2027 ribadisce la transizione verso il paradigma del Total Worker Health (TWH) sviluppato dal NIOSH: la prevenzione non può più limitarsi al mero adempimento burocratico della conformità legislativa, ma deve mirare alla valorizzazione del benessere globale del professionista, integrando salute fisica, conciliazione vita-lavoro, clima organizzativo e innovazione tecnologica.
Per la categoria infermieristica, da sempre in prima linea, questi indirizzi rappresentano un'opportunità di confronto all'interno dei reparti, con gli RLS e con i Servizi di Prevenzione e Protezione aziendali, per esigere ambienti di lavoro sicuri, tutelati e sostenibili.
